Addio Keiichiro Kimura

Omaggio a un maestro.

Tiger Man!!

Solitario nella notte va,
se lo incontri gran paura fa,
il suo volto ha la maschera:

Tigre (Tiger Man), Tigre (Tiger Man), Tigre (Tiger Man).

Misteriosa la sua identità,
è un segreto che nessuno sa,
chi nasconde quella maschera:

Tigre (Tiger Man), Tigre (Tiger Man), Tigre (Tiger Man).

è l’Uomo Tigre che lotta contro il male,
combatte solo la malvagità,
non ha paura si batte con furore,
ed ogni incontro vincere lui sa,
ma l’Uomo Tigre ha in fondo un grande cuore,
combatte solo per la libertà,
difende i buoni, sa cos’è l’amore,
il nostro eroe mai si perderà.

Ha tanti amici grande è la bontà,
ma col nemico non ha pietà.

Tiger Man!!

Tutti sanno che è invincibile,
lui sul ring è formidabile,
nella lotta è temibile il:

Tigre (Tiger Man), Tigre (Tiger Man), Tigre (Tiger Man).

Nella Tana delle Tigri lui,
di nascosto entra piano e poi,
con sorpresa assale tutti il:

Tigre (Tiger Man), Tigre (Tiger Man), Tigre (Tiger Man).

E’ l’Uomo Tigre che lotta contro il male,
combatte solo la malvagità,
non ha paura si batte con furore,
ed ogni incontro vincere lui sa,
ma l’Uomo Tigre ha in fondo un grande cuore,
combatte solo per la libertà,
difende i buoni, sa cos’è l’amore,
il nostro eroe mai si perderà.

Ha tanti amici grande è la bontà,
ma col nemico non ha pietà.

Ma l’Uomo Tigre lotta contro il male,
combatte solo la malvagità,
non ha paura si batte con furore,
ed ogni incontro vincere lui sa.
Ha tanti amici grande è la bontà,
ma col nemico non ha pietà.

Tiger Man!!

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America

Il cielo dell’ America son mille cieli sopra a un continente,
il cielo della Florida è uno straccio che è bagnato di celeste,
ma il cielo là in prigione non è cielo, è un qualche cosa che riveste
il giorno e il giorno dopo e un altro ancora sempre dello stesso niente.

E fuori c’è una strada all’ infinito, lunga come la speranza,
e attorno c’è un villaggio sfilacciato, motel, chiese, case, aiuole,
paludi dove un tempo ormai lontano dominava il Seminole,
ma attorno alla prigione c’è un deserto dove spesso il vento danza.

Son tanti gli anni fatti e tanti in più che sono ancora da passare,
in giorni e giorni e giorni che fan mesi che fan anni ed anni amari;
a Silvia là in prigione cosa resta? Non le resta che guardare
l’ America negli occhi, sorridendo coi suoi limpidi occhi chiari…

Già, l’ America è grandiosa ed è potente, tutto e niente, il bene e il male,
città coi grattacieli e con gli slum e nostalgia di un grande ieri,
tecnologia avanzata e all’ orizzonte l’ orizzonte dei pionieri,
ma a volte l’ orizzonte ha solamente una prigione federale.

L’ America è una statua che ti accoglie e simboleggia, bianca e pura,
la libertà, e dall’ alto fiera abbraccia tutta quanta la nazione,
per Silvia questa statua simboleggia solamente la prigione
perché di questa piccola italiana ora l’ America ha paura.

Paura del diverso e del contrario, di chi lotta per cambiare,
paura delle idee di gente libera, che soffre, sbaglia e spera.
Nazione di bigotti! Ora vi chiedo di lasciarla ritornare
perché non è possibile rinchiudere le idee in una galera…

Il cielo dell’ America son mille cieli sopra a un continente,
ma il cielo là rinchiusi non esiste, è solo un dubbio o un’ intuizione;
mi chiedo se ci sono idee per cui valga restare là in prigione
e Silvia non ha ucciso mai nessuno e non ha mai rubato niente.

Mi chiedo cosa pensi alla mattina nel trovarsi il sole accanto
o come fa a scacciare fra quei muri la sua grande nostalgia
o quando un acquazzone all’ improvviso spezza la monotonia,
mi chiedo cosa faccia adesso Silvia mentre io qui piano la canto…

Mi chiedo ma non riesco a immaginarlo: penso a questa donna forte
che ancora lotta e spera perché sa che adesso non sarà più sola.
La vedo con la sua maglietta addosso con su scritte le parole
“che sempre l’ ignoranza fa paura ed il silenzio è uguale a morte”,
“che sempre l’ ignoranza fa paura ed il silenzio è uguale a morte”,
“che sempre l’ ignoranza fa paura… ed il silenzio è uguale a morte”…

Emozionalmente 10. A Molly e Lisa. Gelosia.

Si conclude la collaborazione con Lisa Molly . Gelosia.


Aracne, figlia del tintore Idmone, era una fanciulla che viveva nella città di Ipepe.

Era molto conosciuta per la sua abilità di tessitrice, le sue creazioni erano di estrema bellezza e aveva una grazia ed una delicatezza uniche nell’eseguire le sue tele.

Aracne era molto orgogliosa della sua bravura tanto che un giorno alcuni ebbero l’imprudenza di affermare che neanche l’abile Atena, anche lei famosa per la sua abilità di tessitrice, sarebbe stata in grado di competere con lei.

Atena, non appena apprese la notizia, fu sopraffatta dall’ira ira e si presentò ad Aracne sotto le spoglie di una vecchia sfidandola.

Una di fronte all’altra Atena ed Aracne iniziarono a tessere le loro tele e via via che le matasse di lana si dipanavano apparivano le scene che le stesse avevano deciso di rappresentare.

Nella tela di Atena erano rappresentate le grandi imprese compiute dalla dea ed i poteri divini che le erano propri, Aracne invece, raffigurava gli amori di alcuni dei, le loro colpe ed i loro inganni.

Quando il lavoro fu completato, la stessa Atena dovette ammettere che la tela di Aracne aveva una bellezza che mai si era vista: i personaggi sembrava balzassero fuori dall’opera per compiere le imprese rappresentate.

A quel punto Atena si rivelò in tutta la sua grandezza e non tollerando l’evidente sconfitta con rabbia afferrò la tela della rivale e la stracciò in mille pezzi.

Aracne, sconvolta, scappò via e tentò di suicidarsi cercando di impiccarsi ad un albero.

Ma Atena, accecata dalla gelosia per la bravura della mortale e pensando che quello fosse un castigo troppo blando, decise di condannare Aracne a tessere per il resto dei suoi giorni e a dondolare dallo stesso albero dal quale voleva uccidersi, ma non avrebbe più filato con le mani ma con la bocca perchè fu trasformata in un gigantesco ragno.

Questa è la mia Gelosia.

EmozionalMente 8. A Molly e Lisa. Malinconia.

Continua la collaborazione con Lisa Molly . Malinconia.


Ci sono cose talmente belle da togliere il fiato. Ci sono momenti talmente intensi da essere perfetti.
In quei momenti siamo in armonia. Viviamo in una bolla… sospesi.

Ma sappiamo che la bellezza è fragile, delicata. Basta nulla per spezzare questo incanto. Per quanto ci è possibile ne godiamo, la preserviamo e ci muoviamo cauti per non rovinarla.

Mono no aware, così la chiamano i giapponesi. Una forte partecipazione emotiva nei confronti della bellezza della natura e della vita umana, con una conseguente sensazione di malinconia legata al suo incessante mutamento e alla sua fine.

Un concetto complesso e delicato.

La sakura ne è la rappresentazione più nota. La struggente bellezza dei fiori di ciliegio e la consapevolezza che basterà un soffio di vento per portarli via.

Questa è la mia malinconia, sulle dolci note di uno shakuhachi.

EmozionalMente 6. A Molly e Lisa. Appagamento.

Continua la collaborazione con Lisa Molly . Appagamento.


Una delle migliori scopate della mia vita.

Sentivo l’acqua, sentivo la risacca che andava e veniva.

Era come se stessi venendo con tutto l’oceano.

E venivo, venivo, non finiva mai. Alle fine rotolai giù.

«Oh Gesù Cristo», dissi «Oh, Gesù Cristo».

Non so come mai Gesù Cristo finisse sempre col mischiarsi a faccende del genere.

(Charles Bukowski)

EmozionalMente 5. A Molly e Lisa. La Noia.

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Continua la collaborazione con Lisa Molly . Noia.


Tempo fa lessi una frase su una maglietta.

Una di quelle magliette stupide, che stuoli di venditori ambulanti disperati cercano di venderti in spiaggia per pochi euro.
Solo più tardi capii che quella frase non aveva nulla da spartire con le classiche “Keep calm … qualcosa” e altre ovvietà simili.
Era una frase molto vera e ho cercato di farne tesoro.

Una donna annoiata può essere molto pericolosa
Questa è la mia Noia.

EmozionalMente 4. A Molly e Lisa. La Rivalsa.

Continua la collaborazione con Lisa Molly . Rivalsa.


Ἄρτεμις – Artemide.

Dea della caccia, della foresta, della natura vista dal punto della sua forza, ed anche della guerra, in pratica una virago che aveva rinunciato al matrimonio per dedicarsi completamente alla predazione ed alla lotta.

Nella sua scelta di vita, uno stile da amazzone, indipendente, dedita alle arti della guerra, vi era il desiderio di poter esercitare delle scelte di vita e delle prerogative tipiche della condizione maschile, che sono simbolo di forza e di dominio.

Per Sigmund Freud nel “complesso di Artemide” non esiste il desiderio omosessuale, ma soltanto il fatto che la donna assume determinati comportamenti ed atteggiamenti tipici del maschio come ad invocare o rivendicare un ruolo a cui sin dalla nascita è stata preclusa.

Rivalsa nei confronti di una società che allora, e in parte ancora oggi, aveva scelto per lei un ruolo che non desiderava.