Private void

L’autoradio sputava fuori a tutto volume le note di quella vecchia compilation che Paola metteva sempre la mattina quando andava a lavorare. Si stordiva di musica per non pensare alla settimana che stava iniziando, alle mail, ai clienti, ai casini.

A Paola piaceva il suo lavoro. Era account in un’agenzia di comunicazione e si occupava di tutta la parte digital. Aveva sempre adorato la rete, internet con le sue infinite possibilità, un luogo in cui poteva essere quello che voleva. Si era laureata in web marketing e ne aveva fatto il suo lavoro. Era iscritta a centinaia di siti e mailing list di comunicazione digitale, marketing on line e customer satisfaction.

E poi c’era v1viane76, c’era tumblr, il suo blog, i suoi racconti, i porno. v1viane76 era tutto quello che Paola, schiva e riservata, era e desiderava. v1viane76 era la parte di se che forse non riusciva a confessare, ma che era la più forte.

Paola sapeva che sarebbe stata una settimana incasinata, la scadenza del sito di ecommerce di Delta4 di avvicinava e il lavoro era ancora indietro. Il programmatore freelance che stava seguendo il progetto aveva fatto un gran casino ed era stato mandato via. Oggi sarebbe arrivato quello nuovo.

Seduta alla scrivania rispondeva alle mail della mattina digitando con un dito solo come era solita fare quando entrò la proprietaria dell’Agenzia.

-Paola ti presento Mattia, il nuovo programmatore. Poi passale le consegne per Delta4.

Paola rimase stupita da Mattia, era molto diverso da come se lo era immaginato. Era un uomo di forse 40 anni, una camicia elegante, golf grigio scollato a V e pantalone dal taglio classico. Ben diverso da tutti i ragazzini che si erano succeduti in agenzia negli anni e dalle loro felpone con cappuccio e magliette da nerd.

Paola aveva sempre provato una strana attrazione per i programmatori, loro sapevano entrare nelle viscere di internet, creare, dominare la rete e spesso dominare anche le sue fantasie.

Dopo mezz’ora andò da lui e gli passò il brif per Delta4. Lui la guardava intensamente, assorto. Paola si domandava a cosa stesse pensando, se la stava osservando, ma lo sguardo di lui sembrava attraversarla senza vederla.

Il quel momento il suo telefono vibrò ed emise un piccolo suono smorzato. Le notifiche sono il male ripeteva sempre Paola, ma non riusciva a eliminarle. Sullo schermo lesse UrbanFox scrivev1viane76 mi sto segando.

Scusa devo andare. Il suo cuore accelerò, doveva leggere, scrivere a quel nic che non conosceva. Entrò nel bagno dell’ufficio e mentre digitava sulla tastiera del telefono tutte le sue fantasie a UrbanFox la sua eccitazione cresceva e si impadroniva di lei. Mentre si masturbava mugulava sommessamente.

-Mandami una foto del tuo cazzo, ora la voglio!

v1viane76 ancora una volta aveva vinto.

Per due giorni Mattia non le rivolse praticamente la parola. Era come se Paola non esistesse. Ogni tanto lei entrava nel suo ufficio. Provava una sottile eccitazione a vederlo lavorare, i fogli con gli schemi scarabocchiati sulla scrivania, complicati digrammi, ma soprattutto la sua voce. Mentre scriveva fitte linee di codice sussurrava, era come una cantilena che lei trovava ipnotica.

Quella sera Paola era stanca, era stata a Milano tutto il giorno e non vedeva l’ora di tornare a casa.

“Ciao a tutti, ci vediamo domani”.
“Paola scusa, puoi venire un secondo?” la chiamò Mattia, “Io ho finito per Delta4.”
“Cavolo, bene, ma ora sono stanca, possiamo parlarne domani?”
“Certo, se vuoi ti dò uno strappo”

Paola accettò la gentilezza di Mattia, pensava che lui neppure si fosse accorto che esistesse.

Si mise al volante e partì. Non le chiese nulla e non le parlò. Arrivati davanti a un portone arrestò la macchina, la fissò intensamente negli occhi e le disse: “Sali da me v1viane76

Paola lo guardò con sguardo sbarrato. Come poteva averla chiamata così. Nessuno la aveva mai chiamata così di persona. La testa le iniziò a girare, si sentiva stordita. Si sentiva nuda come non lo era mai stata. Non disse nulla e lo seguì su per le scale, lo vide aprire la porta della mansarda che dava su un ampio salotto.

Senza parlare lui le portò un bicchiere di vino rosso e andò a farsi una doccia. v1viane76 era li in attesa, la sua figa fradicia, tutto il suo corpo fremeva. Quando lui tornò era nudo, il suo cazzo era già eretto e duro e in mano reggeva un collare di pelle nera.

“Vieni qui cagna!”, e v1viane76 a quattro zampe si avvicinò.
“Metti il collare padrone.” e iniziò a leccagli i piedi.
“Voglio il tuo culo cagna!”

v1viane76 urlò di piacere.

 

Annunci

10 thoughts on “Private void

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...