De risu

Dedicato a  e a tutti quelli che amano ridere

Era in macchina, inscatolato nel traffico mattutino, drogato di smog e di polvere. Il palazzone dove lavorava, un mostro di vetro e cemento in quella periferia squallida, ingoiava tutte le mattine con le sue fauci fatte di porte scorrevoli cento, mille e più persone.  Marionette, tutte vestite uguali, in ordinate file parallele.

Distrattamente alcune di quelle figure lo guardavano. Sorrideva. Non potevano capire perché lo facesse, non potevano sapere cosa stesse aspettando. Seduto alla sua scrivania in una di quelle stanze tutte uguali aspettava. No, non erano tutte uguali, non la 6B, da lì veniva la risata.

Oggi non la aveva ancora sentita, forse oggi non c’era, era malata, forse fuggita, svanita.

No eccola… le sembrava di vederla… scavalcava la porta a vetri fumè… correva riempiendo il corridoio, come un fiume in piena, un alluvione… entrava con impeto nella sua stanza… nel suo spirito. Era  una risata cristallina, pura, come quelle dei bambini quando gli fanno il solletico. E lavava via tutto!

Non sapeva di chi fosse quella risata, come fosse colei che la emetteva, non aveva mai avuto il coraggio di scoprirlo, di aprire quella porta 6B. Ma la aveva immaginata, mille volte, nella sua fantasia aveva mille nomi e mille volti.

Era stato al mare con lei, la sentiva mentre correvano tra le onde, in quel ristorante che avrebbe sempre voluto provare, dopo cena tenendosi per mano. Aveva fatto l’amore con lei tante volte e sfiniti sul letto le loro risate si erano mischiate, come i loro corpi. La aveva sentita quel giorno triste, in cui piangeva, e la sua risata aveva scacciato in dolore.

“Porta questi documenti alla 6B!”

Rimase immobile, con la busta in mano. Davvero voleva dare un volto alla sua risata? Si sentiva come da piccolo, quando apriva i giocattoli, perché doveva sapere come erano dentro e si ritrovava solo con freddi ingranaggi e rotelle e il giocattolo rotto.

Cercò di riguadagnare la calma, nella stanza ci sarebbero state tante persone, forse non avrebbe neppure capito chi era… e poi dopo tanto tempo… la voglia di dare un volto alla risata… Non doveva avere paura, le sarebbe piaciuta, forse se ne sarebbe forse innamorato, non sarebbe stata solo più una risata.

Con tutte le forze abbassò la maniglia e aprì la porta. La stanza era vuota, deserta… ma eccola la sua risata, correva leggera, arrivava dal fondo del corridoio, dalla macchinetta del caffè e per la prima volta le suonò beffarda.

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62 thoughts on “De risu

      1. verissimo anzi è assolutamente poco conosciuto rispetto a quello che ha fatto. infatti mi ha colpito il commento di avvocatolo! ve l’ho già detto che si incontra un sacco di bella gente qui? 🙂

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      1. Sí, 8 anni non è l’età indicata per quei film. Però credo che siano cose che passano prima o poi. Intorno a 9 anni vidi un film sugli alieni e le abduzioni e solo uno due anni fa riuscii a vederlo tutto di nuovo. Anche perché non ricordavo il titolo a dirla tutta.

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