Leggere e scrivere

Scrivere, esprimere, condividere.

È bello stare qui a scrivere. Di me, di te, di noi. Cose che sono e cose che vorrei, cose che vorrei dirti e che ti ho detto. E forse cose che avrei dovuto dirti prima.

Scrivere è come essere nudi.

Esprimere sensazioni, vomitare dolori, esorcizzare paure, che una volta vergate sullo schermo di questo telefono che oramai è parte di me, incutono meno timore, condividerle per renderle ancora più mie.

È bello immaginare cosa proverai quando le leggerai, se sul tuo volto apparirà un sorriso malizioso, un velo di tristezza o un squillante risata.
Io che adoro il tuo volto, quando mi guardi intrigante prima dei nostri giochi, quando spaventata mi chiedi aiuto perché hai combinato un casino, quando per la prima volta ripensi a quanto successo in modo diverso, quando ti addormenti accanto a me anche se non vorresti, perché sono solo le undici e non si può ancora andare a dormire.

E trovarsi a scrivere, la notte invece di dormire, perché si ha voglia, non perché si deve. Perché è un’esperienza che fa bene, come quando a scuola non avevi studiato, ma la professoressa metteva tra le tracce del tema anche l’argomento a piacere e tu ti potevi esprimere davvero. La fantasia non è mai mancata o almeno è sempre stata maggiore della voglia di studiare Leopardi.

Perché le cose imposte mi hanno sempre fregato, non le ho mai accettate, e per leggere Catullo ho dovuto sudare e tanto visto che avevo deciso che il latino non faceva per me e non l’ho mai voluto studiare. Poi, anni dopo, quando non fu più un obbligo ripresi i miei vecchi libri e il mio dizionario pieno di appunti dai quali copiare e lessi i Classici, ma quanto faticai. Ma volevo farlo.

Leggere, scoprire, apprezzare.

È bello stare qui a leggere, a capire cose di voi, del vostro voi che vive nel blog, e chissà quanto è uguale a quello che vive fuori. Ma in fondo non importa perché per me quelli veri siete questi qua. Scoprire o immaginare come siete dietro le parole scritte, piccole istantanee delle vostre vite, come vecchie polaroid del vostro essere.

Questo voglio, vedere la mostra di voi tutti, mostra allestita da un curatore pazzo, che prende pezzi e li sparpaglia senza ordine.

Ma le polaroid diventano pezzi di un puzzle da ricostruire che poco per volta si compone. Sono qui da poco, ho ancora poche tessere, ma già si vede che siete persone belle, belle da scoprire e da cui è bello farsi scoprire.

Leggere e vedere altri esseri nudi, e quando si è nudi non ci sono barriere e tutto è più facile.

E chissà se anche voi avete il ronzio delle notifiche sempre nelle orecchie, perché se qualcuno vi ha letto, ha postato qualcosa di nuovo, vi ha scritto un commento voi avrete un pezzetto del puzzle da aggiungere per renderlo più bello.

 

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51 thoughts on “Leggere e scrivere

  1. Anche per me notifiche acustiche via. Ma non ho tolto le notifiche interne, quelle che hanno da fare col cuore. È questo puzzle di cui tu parli molto bene, è un’emersione frammentata del cuore che si manifesta in ciascuno ed in tutti…

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  2. non ho applicazione wp… vado a manovella sul sito… e non leggo sul lettore ma su voi blog che mi piacete tanto vengo direttamente per vedere parole e colori…
    è una gran bella comunità da scoprire… fuori potremmo essere tutti serial killer… ma qui, no!
    eh anzi… una cosa su di me te la dico… come son qui, son fuori…
    ciò che leggo di te, mi piace moto molto!

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    1. Anche quello che leggo di te non è affatto male 😉 Ok allora anch’io ti dorò qualcosa di me, tanto l’ho già svelato da qualche altra parte.. non sono un serial killer, ma fuori di qui non sono proprio così, infatti non metto mai il rossetto viola del gravatar 😉

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      1. leggi di me solo pensieri normali di una donna normale…
        ma dai… mo mi sono delusa… pensavo proprio che tu andassi in giro con quello smalto e quel rossetto invece…. e volevo chiederti dove li avevi comprati… vabbè!

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      2. l’imperfezione è vita…
        la perfezione è noia.
        meglio una strada dritta e senza imprevisti..
        o una piena di curve, dossi e angolino dove dietro c’è qualcosa che ti agguata? BUUU!

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