Il post

Dedicato alla sensuale m3mango e alla sua sigaretta che fa sognare tanti di noi.

Finì la birra, accartocciò la lattina e la gettò nel cestino sotto il tavolo della cucina, mancandolo come spesso accadeva. Viveva da solo, in quell’appartamento nella periferia di una grande città del nord. La casa dimostrava il disprezzo che lui provava per la vita. Da quando lei se ne era andata lasciandolo per un altro, lui era regredito a livello quasi animalesco.

“Non ne posso più… ti ubriachi, non mi guardi neppure più, tra noi non c’e’ stato più nulla da due anni ormai! Come fai a fare quella faccia sorpresa! Basta!”

E lei era uscita per sempre sbattendo la porta. In mano quella vecchia valigia marrone che mille anni prima gli avevano regalato per il loro matrimonio e che lui non aveva più voluto usare. La sua vita si era rinsecchita, il suo mondo collassato su se stesso. Ora era solo.

Con un rutto scacciò via quei pensieri, il sapore misto di acido e di birra di quart’ordine gli riempì la bocca. Il fumo della sigaretta e l’odore acre del suo sudore avevano impregnato l’aria, le pareti, il divano su cui la sera si addormentava. Spense il mozzicone sul pavimento cosparso di immondizia con le sue scarpe da lavoro imbrattate di fango e iniziò a mangiare.

Di ritorno dal cantiere dove lavorava si era fermato nella sua gastronomia cinese. Lo conoscevano bene oramai… tutte le sere ordinava le stesse cose.
A tutti appariva come un uomo disfatto, la pancia sformata dalle troppe bevute, la tuta sempre più lurida, la barba e i capelli incrostati.

Oramai solo quelli che lo conoscevano bene potevano intuire che sotto quella scorza di disperazione e di sporco, oramai quasi sopita, ardeva ancora una debole fiamma. Una fiamma gentile, quello che restava della sua umanità.

E lui la riversava tutta li, in quello stupido blog, in quel posto che era un sogno e dove lui poteva essere quello che voleva. Scrisse come tutte le sere di getto… vomitando fuori le parole. Rilesse avidamente quelle righe, che quasi gli sembrava non gli appartenessero, che erano quello che lui forse avrebbe voluto o potuto essere se solo le cose fossero andate diversamente. Scelse con cura la foto, perché la foto era importante, forse la cosa più importante.

Pubblicò e attese.

I like, i commenti, rispondeva sempre, a tutti. Lui che non parlava mai con nessuno li era libero. Nessuno lo giudicava per quello che era, per quello che gli aveva fatto la vita e per come era diventato.

Per tutti loro lui era solo m3mango.

 

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160 thoughts on “Il post

      1. Un posto magico e stupendo… ci sono stato tanti anni fa ma lo ricordo come se fosse ieri… prima o poi posterò qualche piccolo geroglifico che a volte sovrappensiero mi diverto a scarabocchiare

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      1. Invece quello che mi fa sorridere e’ che oggi e’ il giorno di mango. Io ero curiosissima di sapere chi fosse (anche se poi la curiosita’ uccide il gatto si sa) e guardacaso entrambe nella stessa citta’. Tu poi, sempre oggi, le dedichi un post, al suo avatar! E’ fantastico!!

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