La riunione

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La tua voce mi fa impazzire, quando ci sentiamo e tu sei al lavoro, ti immagino nel tuo vestito aderente che abbraccia il tuo corpo sensuale e nelle tue scarpe alte.

Sei incasinata, e mi rispondi secca, irritata.

Ti immagino in quell’ufficio luminoso, con quella scrivania di vetro nero lucido che più volte è stato frutto delle mie fantasie.

E lo so che quando esci poi mi chiami con voce sollevata, allegra, da ragazzina. E mi racconti appena di cosa hai fatto, della capa del personale ti ha chiamato e ti ha fatto una bella sorpresa, e che mi vuoi.

Oggi avete la riunione con i dati del semestre. Ti immagino seduta sulla sedia arancione con le gambe incrociate mentre ci scrivevamo. Sul palco l’oratore di cui non ricordi il nome continuava a elencare nomi, cifre e complicati diagrammi.

Immagino le sedie ben allineate, le cartelline disposte con cura sulla scrivania all’ingresso della sala, le slide dalla grafica elegante e curata. Perché tu queste cose le noti, per te ogni particolare è importante, tutto deve essere perfetto… e lo è.

E mentre nella sala tutto scorre come secondo un copione, finalmente ti rilassi. Estrai il telefono con aria assorta, fingi di leggere improrogabili mail aziendali e mi scrivi.

Distinti professionisti in abito elegante, giacche formali, cravatte impeccabili, tacchi vertiginosi. So che ti eccita essere in mezzo a tutta quella gente, che ti stuzzica sentire i loro occhi addosso, sapere che ti stanno guardando digitare sullo schermo del tuo telefono immaginando cosa tu stia scrivendo, sentire il loro sguardo che scivola sul tuo corpo, sul tuo abito che ti fascia e mette in risalto il tuo seno, sulle tue gambe in parte scoperte, sulle tue scarpe rosse lucide dal tacco sottile.

E eccita anche me… e ci scriviamo.

Dove sei ora?
“C’è la riunione”

Sei seduta?
“Si”

Mandami una foto delle tue gambe
“Si”

Hai le autoreggenti?
“Si”

Fammele vedere!
“Si”

Tiri appena su la gonna per far intravedere il bordo nero delle calze …

“Sono tua”
Sono tuo”

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56 thoughts on “La riunione

  1. Per un attimo ho pensato parlassi del mio ufficio, poi mi son detta: “Eh no cazzo, la mia sedia è nera, la scrivania grigia, e la sala riunioni non ha niente di ordinato, ma ha dei bellissimi quadri alle pareti…e io al lavoro col cazzo che metto i tacchi per dieci ore” 😛

    Che dire…per me la fase di “corteggiamento” non deve mai smettere, è un amoroso gioco che deve durare il più a lungo possibile, preferibilmente sempre.

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  2. ti sono (mi sei) accanto, tanto (con la dialettica della mia mente: con i miei elaborati erotici): senza sottintesi: senza: ci siamo accanto ( in copula poetica: tra asindeti e aferesi) tu con il tuo silenzio, io con qualche dubbio: ti sono: in modo molto semantico e romantico (tra il dialogico e il non logico): ti sono (molto: troppo, forse) nell’involucro di un testo metafisico (del mio ridicolo fisico, praticamente evanescente, etereo: tra il presente e l’assente): ti sono accanto, con le mie parole, con il mio pianto (tu di lato, io di fianco: in un prato, in un cespuglio a letto, su un tappeto: e lì ti sciolgo un fiocco, con due dita

    _______E.Sanguineti

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