La gomma pane

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Mi ricordo ancora il mio astuccio della prima elementare. Era di quelli rigidi, con degli elastici blu per tenere a posto i vari oggetti.

Mi ricordo delle mie matite della Giotto, perfettamente allineate e ordinate per colore. Con la loro scritta dorata rivolta verso l’alto. Perché la sera me le riordinavo e amavo disporle per gradazione di colore, come sulla foto della scatola, che avevo conservato per ricordarmi la sequenza che alla fine conoscevo a memoria.

E quando una matita era troppo corta la sostituivo, perché la forma è importante, e quell’azzurro o quel rosso così corto mi disturbava. E andavo da mio nonno che adoravo e che ancora oggi, a tanti anni dalla sua morte, la sera a volte penso ancora, e gli chiedevo di fare cambio. Lui mi sorrideva e dalla scrivania ne prendeva una nuova. Allora non mi chiedevo come facesse ad averne sempre una da darmi, lui era mio nonno, lui poteva tutto.

Il temperino era in acciaio, lucido. Ma la punta alle matite me la faceva lui, mio nonno, con un piccolo coltellino nero. Mi diceva sempre che era un regalo di un suo commilitone in Africa che non era tornato. Io non capivo cosa per lui volesse dire, ma guardavo rapito le piccole scaglie di legno volare sul tavolo. Quando fui più grande me lo regalò e allora sapevo quanto quel regalo fosse importante. La punta alle matite la faccio ancora così, anche qui in ufficio, con quello stesso coltellino.

E poi c’era la gomma pane. La gomma pane non aveva un posto nell’astuccio. Li c’era quella bianca e quella a due colori, rossa e blu. Era l’unica che non aveva una forma, per cui non c’era un elastico in cui metterla. La tenevo nella tasca del grembiule, dentro un piccolo fazzoletto di stoffa bianca con le iniziali di mio nonno ricamate perché non si sporcasse. Perché lui mi diceva sempre che se si fosse sporcata poi non sarebbe più servita. E io la conservavo, come un piccolo tesoro, anche se non capivo a che servisse e non la usavo mai.

E oggi quando parliamo con una sincerità che forse non abbiamo mai avuto e a volte pare che tu sia infastidita a sentire certe cose e te lo si legge sul volto, ma lo fai perché mi ami, mi ritrovo nervosamente a mettere la mano in tasca come a cercare quel pezzo di gomma pane, per cancellare tutto e per portare via le mie paure.

E chissà se dopo tutti questi anni sarebbe ancora pulita dentro al suo fazzoletto candido e se cancellerebbe ancora.

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52 thoughts on “La gomma pane

  1. sarebbe bello avere una gomma per le paure…
    ( sempre adorato la gomma pane ma non sono mai stata in grado di usarla… nel mio portapenne era sporca senza un senso… la usavo più come “antistress”)

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  2. bella la gomma pane……….mai usata, non volevo sporcarla ma la tastavo con dolcezza……il mio astuccio era di pella rossa, quadrato con la cerniera tutta intorno e adoravo il profumo della coccoina……..ho sempre odiato cancellare, inevitabilmente finivo per sporcare il foglio o strapparlo in più punti, per non parlare dell’alone grigiastro che rimaneva……..gli aloni grigiastri non fanno bene, neppure all’anima…….allora sai che faccio? tiro una riga, lascio che sotto si veda ciò che sta scritto, cancello ma rimane lì a memento, per non dimenticare gli errori e possibilmente non rifarli……..buona giornata Mister V 😉

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  3. Oh vel! Che racconto garbato questo…. La chiusura é bella proprio…. Di certo sarebbe pulita ma non cancellerebbe. Pero immaginarla e far finta si puó!
    Non ero proprio abile nell’usarla. Le altre gomme le scrivevo e le puntellavo con la punta della matita!

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  4. spesso non c’è nulla di più difficile di far capire qualcosa di se ..si cercano i modi giusti per penetrare l ‘altro e se è chi amiamo è un gran casino…sentire e comunicare è qualcosa di difficile…. attraversando il suo cuore..cercando i modi giusti di farci percepire sempre come qualcosa di conosciuto….lascia incertezza… se non rinunciamo a noi stessi ..gomma pane in tasca un punto nuovo di perduti e ritrovati ricordi … arricchiti di nuove emozioni…nuove esperienze ..speranze… ricordare quel bambino che vive dentro noi ci fa amare sempre con un pizzico di fragilità…. un gioco di parti tra il passato e il presente…… entrare nel profondo …….. una sensazione forte…. intensa…… la bellezza resta dentro come ciò che scrivi ….molto bello ….grazie….ci sono cose semplici pulite belle che abbiamo amato di amore infinito… e tale resteranno sempre……. di quelle che non ci scorderemo mai …

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  5. ah ah ah ah …bene bene …”su a letto in fretta….uomo con i baffi …..
    diamoci dentro sino al mattino,…..sarà una battaglia trionfante”…..
    ho fatto scempio di una poesia occorrono punizioni severe…ah ah ……

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