Il compleanno

naked-sushi

“Buon compleanno cara”.

Paola le porse un cofanetto impacchettato in una carta rosso scuro ornata da un fiocco nero. Le loro mani si sfiorarono per un istante. Quel lieve tocco le diede un brivido, Paola sapeva turbarla. Sin dal primo giorno provò una strana attrazione, che da una parte la intrigava e da un’altra la spaventava.

Si incontravano spesso in pausa pranzo. Paola era esuberante e dominatrice, le raccontava della sua vita, dei suoi amori e delle sue amanti. A volte le pareva che lo facesse solo per metterla in imbarazzo, lei che invece era timida e riservata. Ma la notte a volte si ritrovava a sognarla e nel buio della stanza a sfiorarsi lentamente soffocando i suoi gemiti per non svegliare il marito che le dormiva accanto.

Aprì il pacchetto mentre lei la guardava con sguardo intrigante. All’interno vi era un completo di pizzo nero.

“Sono sicura che saprai per chi indossarlo, sarai bellissima”.

Lei arrossì… si eccitò pensando che avrebbe voluto indossarlo per lei.

Tornando a casa nascose il pacchetto nella borsa. Li la attendeva la sua vita, quella vera. Sapeva che il marito non si sarebbe neppure ricordato del suo compleanno. Non era perché lui non si interessasse a lei, lui la amava e lo sapeva, ma era fatto così, ma lui era la sua sicurezza, la sua normalità.

“Sono a casa amore” disse aprendo la porta.

Lui la aspettava seduto sul divano. Indossava un completo grigio. Le si avvicinò e la baciò.

“Buon compleanno amore! Fatti una doccia e cambiati. Sta sera ti ho organizzato una cena speciale. Ti porto a magiare giapponese!”

Era colpita, lei che non amava le sorprese, si sentiva elettrizzata come una ragazzina. Si fece una doccia calda, scelse un tubino nero che non indossava da anni e indossò il regalo di lei. Le calzava alla perfezione. Paola aveva ragione, aveva trovato qualcuno per cui indossarlo, solo era qualcuno che davvero non immaginava.

Si recarono in macchina in una via del centro e lui parcheggiò.

“Siamo arrivati”.

Non vi era nessun ristorante, solo lussuose case barocche. Lui scese e le aprì lo sportello. Arrivati davanti ad un elegante portone in legno decorato con un gesto sicuro estrasse un mazzo di chiavi che era nascosto dietro a una colonna. Aprì e salirono.

L’appartamento era in penombra, dalla stanza in fondo veniva un bagliore di candele. La prese per mano e la condusse nella camera. Sul letto Paola giaceva nuda con il sushi ordinatamente disposto su di lei.

“La tua cena di compleanno amore”, disse lui sedendosi su una sedia in un angolo.

La sua testa iniziò a girare, mille pensieri le vorticavano. Come era possibile… come poteva lui sapere… aver organizzato tutto.

“Non vorrai mica rischiare di sporcarti un così bel vestito, toglitelo” le disse Paola con tono intrigante. Lasciò scivolare il vestito sul pavimento. Pian piano l’eccitazione prese il posto di qualsiasi altra emozione.

“Sapevo che avresti trovato qualcuno per cui indossarlo!”

Lentamente iniziò a mangiare, il profumo del wasabi si confondeva con l’odore della pelle di lei. Il sapore delicato del pesce con quello della figa di Paola. Un istinto, quasi animale la dominava, viveva in un’estasi, ove tutto si confondeva. Odori… sapori… pensieri. Il cibo sparso sul letto, con le mani le penetrava la figa, il culo, con la bocca azzannava pezzi di cibo in modo animalesco, intingendoli dentro di lei, trascinata dall’impeto. Sentiva il respiro di lui, seduto su quella sedia che si segava.

Mentre per la prima volta assaggiava il sapore di una donna si accorse delle mani che le cinsero i fianchi. Sapeva di chi erano quelle mani, forti. Con un eccitazione che non aveva mai provato urlò mentre lui le possedeva il culo e lei cervello!

Sfatti ed intrecciati i tre corpi giacevano sul letto. Il suo regalo era compiuto.

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101 thoughts on “Il compleanno

      1. No, poi neanche io la mangio. Con crema alla nocciola e wafer però sarebbe stato almeno un poco interessante…
        Comunque il fatto che apprezzi nonostante tutta questa crudità pesciale, è un grande punto a tuo favore. Quando lavoro e famiglia si incontrano cosí bene…

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      1. Non la prendo come una critica, e anche lo fosse mi farebbe piacere… è affascinante capire cosa possa suscitare negli altri quello che scrivo.
        Si scrive proprio per esprimere, ma anche per suscitare emozioni.

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      1. Ho letto, ora qualcosa mi è più chiaro. Spero che il tuo percorso ti conduca dove tu vuoi, e se anche questa discussione riuscisse anche solo a farne minimamente parte ne serei felice.

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      2. Tutto ha importanza, nulla escluso.
        In fondo il post che ho scritto oggi un po’ anticipa quella che potrebbe essere la risposta al tuo…
        Alla sfida presterò attenzione, se non altro mi hai fatto pensare 🙂

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      1. io ho deciso che è per tutti e tre… chi per un motivo chi per un altro… la moglie/compagna ha avuto una scossa, il marito si è messo alla prova. il “piatto da portata” si è divertita aiutando la coppia…

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