La libreria della memoria

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Ho una libreria, ampia e ordinata. Centinaia di libri, volumi, semplici riviste, tutti ben allineati. Alcuni sono vecchi e dalle pagine ingiallite, alcuni finemente rilegati e in carta patinata, alcuni sono semplici fogli sparsi. Come i libri della mia memoria. Ci sono dei ricordi che ti restano dentro, anche se non lo sai, in qualche scaffale, dove tu li hai confinati. Li hai messi lì per un motivo.

Ad alcuni hai riservato un posto perché erano ricordi buoni, come i bigliettini delle fidanzate del liceo, in quella scatola di cartone che hai ritrovato durante il trasloco. Li hai aperti e letti, uno per uno, sorridendo e turandoti il naso, scoprendo che quello schifoso inchiostro profumato che andava tanto di moda ha ancora l’odore pestilenziale di tanti anni fa. E ti chiedi come potessi corteggiare così. E ti ritornano alla mente volti, frasi e amori così struggenti come si possono provare solo a sedici anni.

Ad alcuni hai lasciato uno scaffale perché è bello ricordarti com’eri, come quella foto che hanno visto in pochi, che hai perso ma ti è rimasta stampata in mente, davanti all’ingresso del Tuxedo, con i capelli alla Robert Smith, vestito di nero, con quel fantastico rossetto rosso sangue sbavato. Già allora Chanel, perché il senso del bello lo possedevi o forse solo perché lo avevi rubato a tua madre e lo nascondevi assieme alle sigarette dietro la luce di emergenza dell’ascensore.

Ad alcuni hai ritagliato uno spazio perché certe persone influenzano la tua vita, come tuo nonno e il suo volto impegnato a saldare su quella piccola radio a galena che avete costruito assieme. Tutti i giorni passati con lui, i suoi racconti che facevano volare il tuo immaginario di ragazzo. Le sue espressioni severe quando serviva, il suo stare seduto dietro di te in silenzio mentre studiavi perché il giorno dopo c’era la dannata interrogazione programmata di latino e la sua presenza ti metteva quasi voglia di studiare. E la sua 124 special T verde prato, che non aveva mai fatto guidare a nessuno, ma di nascosto te la prestava per portare lei in montagna.

Ad alcuni hai ricavato una nicchia perché ti hanno pugnalato e fatto soffrire e li hai confinati il quel ripiano in basso per toglierli dai tuoi pensieri, ma per non dimenticarli e per non commettere gli stessi errori.

A volte, basta poco e il tuo sguardo si posa su uno di questi ripiani, e sfili i ricordi come fossero un libro, con delicatezza, per non rovinarlo. E ti fa rivivere le stesse emozioni, amori, gioie o patemi. Ma è bello sapere che la libreria della tua memoria conserva tutto per te e che quello che c’é all’interno è protetto e non teme il trascorrere del tempo. E ogni tanto è giusto prendere quei ricordi e spolverarli un po’.

 

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52 thoughts on “La libreria della memoria

  1. ..Senza neppure capire il perché..i ricordi ci portano angoscia…. è come trovare e riperdere…una parte di noi…. uno strano sentimento che ci coglie con intensità….
    … Afferriamo a piene mani i ricordi e ci svuotiamo come fossimo colti da improvvisa …stanchezza….ma carichi di dolcezza. .
    ….molto bello …grazie
    .

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  2. Un viaggio bellissimo fra i tuoi ricordi, le tue sensazioni e per un attimo mi è sembrato di essere seduta davanti alla tua libreria
    ( P.S. non so come mai ma non ero più iscritta al tuo blog 😦 . ogni tanto pianto casini. Ora leggerò ciò che mi son persa….)
    Un saluto…..

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