Vuoi veramente sapere chi sono?

Otto ore in aula, corso di formazione aziendale per la valorizzazione delle proprie competenze ed attitudini. Che già detto così è una cosa che mette i brividi.

Si presenta un manichino ingessato dalla mascella quadrata che neppure Ridge Forrester nei tempi migliori. Completo grigio, cravatta verde elettrico e scarpa nera lucida scolpita. Tono e modalità sono una via di mezzo tra un tele predicatore americano che vuole convincerci della venuta di Dio sulla sua astronave luccicante e Joseph Goebbel nel 1939.

Costui ci viene a proporre un metodo rivoluzionario, di origine americana, che chissà come mai le stronzate maggiori con cui ho dovuto scontrarmi sul lavoro venivano tutte da li, per valutare le nostre predisposizioni genetiche a determinati schemi di comportamento. Con sole 36 domande possiamo capire come è fatta la nostra mente. E capire se siamo verdi, rossi o blu. Giuro non sto scherzando. Possiamo capire con 36 domande se in potenza siamo dei folletti, dei demoni o dei puffi. Structogram, così si chiama!

Caro mio, non c’era mica bisogno di cercare un professore nel Wisconsin o Tampa (Florida) e chissà dove. Lombroso ci aveva spiegato queste cose anni fa. Solo mi aspettavo che avessimo fatto qualche passo avanti.

Mi sono sempre stati sulle palle i test psicologici, da quando a militare mi dicevano di non rispondere che mi piacevano i fiori, se no finivo dalla psicologa. E tu mettevi si, perché si diceva che fosse anche figa e che ti avrebbe toccato il pisello. E io per una toccata di pisello non dovevo neppure mentire perché i fiori mi sono sempre piaciuti. Ma dalla psicologa non ci andai e il pisello non me lo toccò mai. E mi rimarrà il dubbio per sempre… sarà stata davvero così figa?

Ma veramente vi interessa sapere come sono… e veramente dovrebbe interessare a me? Io che a volte mi ritrovo così complesso da non comprendermi. Perché dovreste volerlo fare voi? E tutti con il capo chino a rispondere, immaginando cosa possa voler dire quella domanda e come ci si aspetta che io risponda per figurare di essere quello che credo di essere o che tu voglia che sia. Come una persona riflessa infinite volte in uno specchio.

36 domande. E quelle che non si capiscono non è perché sono delle cazzate, ma perché sono fatte apposta per suscitare una reazione. Volete suscitare delle reazioni? Fatevi un giretto su Tumblr, partite dalla mia pagina, ecco li vedrete un sacco di cose che mi suscitano reazioni. Spulciate le mie navigazioni anonime, le mail che le mando, i giochi che facciamo. E se cercate bene proprio su Tumblr troverete dei test migliori per profilare la personalità.

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Ecco questo si è un test di cui mi interesserebbe molto sapere le vostre risposte, miei cari colleghi e colleghe.

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62 thoughts on “Vuoi veramente sapere chi sono?

  1. Il test, se ricordo bene, è un evoluzione di uno proposto da Jung (un botto di anni fa) ed effettivamente è valido.
    Ma la sua validità è di due tipi e di due ordini di grandezza:
    a) come sei tu e su cosa investire (essono’zzituoi)
    b) come sei tu in relazione agli altri quindi come meglio organizzare una team e come applicarlo a certi attività.

    Dubito ti abbiano raccontato la seconda perché
    a) fa paura
    b) spesso che mostra i test non ne sa la storia
    c) pochissimi sanno fare ragionamenti strategici di qualche utilità

    Rimanendo alla tua domanda Sibaldamenti rifiuto le scelte (anche perché se preferenza a da esse preferisco usare il mio, mica un feticcio) 😀

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      1. Beh… ora non so come l’hanno fatto e la semplificazione la considero la mia nemesi personale, però un conto è dirti: fai sto test che esce come sei
        un altro è dire: questo test è un metodo di indagine per far emergere alcune vostre attitutidi

        Un famoso film diceva “per conoscere un orfano non basta leggere Oliver Twist?” Ovviamente No, ma, aggiungo io, averlo letto potrebbe aiutarti nell’approcciarti ad un orfano.

        Dietro questo discorso (per questo rispondo seriamente) si nasconde spesso la paura di essere incasellati, ma poi le persone non pensano, si muovono come una massa e ripetono concetti presi a nolo (R. Vecchioni, Canzone per Francesco)

        Allora dove sta la realtà? Io penso che, a seconda di come si guardano le cose si può essere incasellati e prevedibili, il punto è che un determinato punto di vista è solo uno dei possibili (questo era alla base di tutto il pensiero di Jung).

        Ma torniamo a fagiuolo… oppure ad altro leguminaceo o assimilato…. nell’aggiunta mi piace improvvisare 😉

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  2. Quando la prima vola andai in olanda, in alcuni negozietti di un noto quartiere, erano esposti in vetrina dei meravigliosi oggetti di arredo di cristallo (o tali sembravano). Solo più tardi con l’eta della ragione avrei scoperto che erano giocattoli evoluti. Io ero rimasto invece affascinato per le forme dinamiche. Vedi che storia… Veder l’arte da per tutto…

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      1. Guarda, ne sono certo (ovviamente poi mi sono sentito un cretino, cosa poteva farci un negozio di complementi di arredo in quel tale quartieruccio??? Ma ok, l’innocenza è qualcosa che ringraziando dio si perde presto)

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  3. Ho un approccio bivalente con i test. Non sopporto quelli decontestualizzati, e da bravo spaccamaroni farei almeno due distinguo per ciascuna domanda.
    Però in situazioni specifiche aiutano a raccogliere degli utili indicatori, non solo dalle risposte ma anche dall’approccio che hanno gli esaminati; un po’ come quando osservo le dinamiche di gruppo nei role play

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  4. Io lo misi e dissi che non avrei mai fatto il fiorista… speravo nella toccata di pisello che non arrivò. In compenso, a scanso di eequivoci, mi prescriutturarono per il Battaglione San Marco… tanto per gradire.
    Io quelli che parlano di genetica nel ragionare di personalità, giusto per curiose reminiscenze, li metterei al muro subito!

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  5. Odio i test…anni fa mi è capitato di essere richiamata dal direttore del personale per una risposta ad un test…

    Hai scheletri nell’armadio?

    No, nell’armadio ci metto l’amante 😀

    ps….ehm ma…il nr. 6? Love likes a hook ?

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