¡Hasta la victoria siempre!

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Qualche giorno fa (b)ananartista SBUFF nei commenti a un mio post mi invitava a un excursus nell’arte caraibica.

La sfida era di quelle toste perché l’arte sudamericana e caraibica non mi è così famigliare. Ok, non si tratta esattamente di una sfida direte voi. E’ vero, dirò io, ma di solito sono portato a vivere queste cose come fossero una sfida. Una sfida con me stesso, con le mie possibilità e con i miei limiti.

E quando riesco a superarli… CAZZO CHE BELLO!

Mi getto a capofitto su internet. Inizio a cercare immagini, filmati e video corsi di merengue. Perché merengue direte voi? Ma allora non li avete letti i commenti, dico io!

Subito mi rendo conto che troppi sono gli elementi che mi mancano:

  1. Pantalone in raso nero lucido
  2. Fisico scultoreo da ballerino
  3. Gilet, possibilmente con strass e paillettes, che metta in evidenza quanto al punto 2
  4. Ampia pista da ballo in parquet lucido (anche spostando o bruciando tutti i mobili di casa lo spazio sarebbe comunque carente)
  5. Giradischi gracchiante che fa tanto locale malfamato di Cuba e pubblicità del Pampero.
  6. Ballerina dinoccolata

Ok, devi cambiare arte, direte voi! Proviamo a buttarla su un disegno, dico io!

Mi armo di tutto il necessario, perché il contorno è importante, l’atmosfera fondamentale.

  1. Foglio di carta (in realtà i fogli sono stati due, perché il primo tentativo è stato abortito sul nascere, ma mica posso dirvi tutto no?)
  2. Cohiba conservato per le occasioni speciali (sette foglie, uno spettacolo!)
  3. Foglia di cedro per accenderlo
  4. Finestra regolarmente spalancata per l’odore del sigaro
  5. Pastelli colorati
  6. Matita e gomma
  7. Bichiere di rum (ok, era un whisky, irlandese per giunta, ma così fa molto meno sudamericano. E mica potrò rovinarvi l’atmosfera no?)

Le calde sonorità del merengue sono rimaste nel complessino che suona lungo una colorata via di Cuba che probabilmente esiste solo della mia fantasia.

Cuba? E chi te lo dice a te che si tratta di Cuba, direte voi? Cavolo, avete ragione, dico io!

Qui per far capire che si tratta di Cuba mi salva solo la bandiera e l’iconico e intramontabile profilo di Che Guevara, che se lo ha dipinto anche Andy Warhol potrò disegnarlo anch’io!

Ho finito, lo guardo, sorrido e lo firmo. Mi piace, dico io! Lascialo dire a noi se è bello, direte voi!

¡Hasta la victoria siempre!

 

Mancanze

Sento la tua mancanza.

Qui nel mio ufficio, solo durante la pausa pranzo, cerco di di distrarmi disegnando. Perché continuo a pensarti? Ho la mia matita, la mia gomma, i miei fogli candidi. Disegno una geisha. La guardo, mi piace, è venuta bene dopo tutto. Decido anche di firmarla.

Eppure tutto ciò non mi basta più.

Ti penso come ti ho visto stamattina quando sono uscito di casa per venire qui, ti immagino ancora li, sola, sul divano che mi aspetti.

Il nostro è un amor giovane, stiamo assieme da una manciata di giorni, eppure sento già forte la tua mancanza. Sarà per sempre così, o tutto prima o poi finirà e cadrà nell’oblio?

Tutto ora mi appare grigio, piatto. Di una monocromia opprimente.

Mi immagino con te ora. Tu che sapresti togliere questo grigiore. Le sfumature che sapresti donarmi avendoti tra le mani.

Tu che mi aiuti a realizzare le mie fantasie.

Tu.

La mia scatola dei pastelli.

Enigmistica per #zozzolerci 4

Cari enigmisti #zozzolerci tutte le cose belle, anche le più belle, hanno purtroppo una fine. A questa ferrea regola non sfugge neppure quello che per voi è diventato, ne siamo certi, l’immancabile appuntamento del mercoledì con lo svago e il divertimento, ovvero:

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periodico assolutamente aperiodico di giochi, giochini e giochetti #zozzolerci a cura di m3mango, ysingrinus e alidivelluto.

Vi ricordiamo che per ambire al meraviglioso premio finale che verrà assegnato la prossima settimana dovrete inviare le vostre soluzioni a enigmistica.zozzolerci@gmail.com.

Non è ancora troppo tardi per partecipare al più zozzolercio concorso di WP!

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Bushidō

Qualche tempo fa, dopo aver provato a colorare un disegno ispirato a Yuji Moriguchi, assieme a Ysingrinus e a Zeus si discuteva sul cercare di disegnare qualcosa in stile Giapponese classico.

I dipinti di quel genere sono per me meravigliosi, caratterizzati da colori tenui, volti allungati e pose di solito innaturali, ma non di meno, armoniose. Corpi e mani rugose, che ricordano la forma aggrovigliata di alcuni bonsai.

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Dove il mio pisello vi augura Buona Pasqua – #zozzolerci

Anche se a volte lo rifuggiamo con snobistico atteggiamento, lo spirito delle feste ci sa, a volte, ancora affascinare. 

E come per cose da v con le sue dissertazioni sui piaceri pasquali fatti da uova e da ben altro, anche il mio pisello non ha saputo fare a meno di entrare in questo spirito.

Si presenta quindi a voi con due simpatici travestimenti.

Qui potete ammirarlo con un tenerissimo costume da coniglietto pasquale.

 

Qui invece assume l’aspetto di un agnellino, o di una pecorina, come lui ama definire il costume.

 

Se il mio pisello è già penetrato nel vostro Telegram dovreste vedere queste sue nuove versioni senza far nulla. Se siete tra i pochi che ancora non lo hanno fatto proprio, cosa aspettate?

Cliccate qui (o su una delle due immagini) dal vostro smart phone con Telegram e poi su “aggiungi stickers” o andate direttamente all’indirizzo:

https://telegram.me/addstickers/Alidivelluto

Buona Pasqua a tutti

Il velluto non usa più quest’anno!

Dedicato a una richiesta di La Mela sBacata. Solo uno schizzo con il poco tempo che in questo momento il lavoro mi concede

Mela stava sorseggiando un succo di carota mentre scriveva un post per il suo blog. Dalla finestra entrava la fresca aria della sera. Un fruscio, un battito d’ali, seguito da un tonfo richiamò la sua attenzione. Doveva essere uno dei suoi vasi di gerani che era caduto. Strano non c’era vento quella sera.

Chiuse con disappunto il portatile.

Vuoi vedere che lo stronzo del piano di sopra ha di nuovo dato da mangiare ai piccioni!
Ma che schifo! Se mi cagano di nuovo sulle lenzuola stese sta volta mi sente!

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Sakura

Mi ricordo i giorni trascorsi assieme in Giappone. Amo perdermi tra i ricordi e lo sai. Il vagare, con gli occhi pieni di meraviglia, tenendoci per mano, con l’eccitazione e la curiosità della prima volta. La scoperta di un paese che avevamo tanto immaginato e sognato. Tutto era perfetto, armonioso, bello.

Ti immagino, alle prime luci dell’alba, aprire lentamente lo Shoji. I tuoi passi sono un lieve fruscio sul tatami. Come ogni mattina ti osservo, con gli occhi pieni di meraviglia per come sei. Lenta ti avvicini e mi prendi la mano. Sento la morbidezza della tua pelle e il calore delle tue mani. Sei perfetta, armoniosa, bella.

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Yuji Moriguchi

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Il disegno è nato dalle suggestioni delle tavole di Yuji Moriguchi più volte usate da m3mango nei suoi post.

Dopo averlo creato a matita l’ho mostrato al mio maestro di disegno Ysingrinus.

Ancora una volta ha provato a farmi alzare l’asticella dei miei evidenti limiti tecnici, proponendomi di provare a colorarlo.

Ho accettato la cosa solo a patto che ci provasse anche lui.

Armato di mouse e Photoshop ho iniziato a cimentarmi in questa nuova faraonica sfida. L’idea di fondo da cui sono partito era di applicare il colore solo in parte, lasciando delle evidenti parti a matita, in modo che il disegno originale risultasse ancora visibile e vivo sullo sfondo.

Questo è quanto alla fine sono riuscito a realizzare.

Enigmistica per #zozzolerci 3

Cari enigmisti #zozzolerci come oramai tradizione il mercoledì è il giorno di:

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periodico assolutamente aperiodico di giochi, giochini e giochetti #zozzolerci a cura di m3mango, ysingrinus e alidivelluto.

Anche in questo numero L’Enigmista Mascherato ha voluto essere dei nostri, con un altro dei suoi fantastici ZOZZOCRUCI.

Vi ricordiamo che per ambire al meraviglioso premio finale dovrete inviare le vostre soluzioni a enigmistica.zozzolerci@gmail.com.

Per permettere la partecipazione anche ai nuovi lettori pubblicheremo tutte le soluzioni delle varie settimane solo alla fine!

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Primavera – Poesia #zozzolercia

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Duri e secchi rami che il calor riporta a rinnovato vigore

lo sguardo indugia, intenso, sul picchiettar leggero delle luccicanti gocce

che feconda renderan la terra con rumor di fiato, e clangore,

posandosi sulla tua tenera “verzura” che per mesi ha atteso siffatte docce.

Dopo il lungo sonno invernale si desta l’ormone rimasto silente,

e, con ritrovata forza, sogna e gaude l’omone amenamente.