Sexting – colpoditacco per #zozzolerci

tumblr_o1bi2yBF7k1rq0u5do1_1280

Tutto partì da qui e dal progetto #zozzolerci. L’idea, un post calcistico per un post zozzolercio. Pubblico con vero piacere il racconto di colpoditacco.

“Sei cambiata”. Quando a dirlo è la tua migliore amica, allora forse è vero. Più che cambiata mi ero lasciata andare, lasciata andare con uno sconosciuto. Mi sentivo libera, non giudicata, me stessa. Era eccitante e divertente, soprattutto perché lui era una persona che non avrei mai incontrato. Non rischiavo di vederlo in città, nei locali o al cinema.
Ci eravamo conosciuti online: qualche commento, tante mail e poi il numero di telefono. Per me era la prima volta, non avevo mai frequentato chat d’incontri o siti da rimorchio. Non ne ho mai visto l’utilità e non credo – tutt’ora – in questo tipo di rapporti.
Il flirtare iniziale e innocente è sfociato nel “sexting” o comunque in una cosa del genere e nello scambio di foto sempre più audaci.
I miei piedi, il suo corpo, le mie gambe, lui nudo, le mie tette, il suo uccello, il mio monte di Venere, il mio culo, il suo culo…

“Hai delle belle tette. Lo vorresti il mio uccello lì in mezzo?”
“Sì, ma vorrei anche assaggiarti!”
“Sono sicuro che se te lo mettessi in bocca saresti felice come un bambino con una caramella”.
“Dio, sì!”
“E poi cosa vorresti? Sai che ti posso dare quello che vuoi”.
“Ti vorrei dietro di me… e dentro di me”.
“Anche il tuo culetto è notevole ed è perfetto per il mio uccello, ma anche per essere sculacciato. Spesso fai la saputella e per questo dovresti essere punita”.
“Non è vero, io sono brava. Però mi farei sculacciare volentieri”.
“Mentre mi scrivi ti tocchi?”
“No”
“Fallo! Ti devi lasciar andare. Con me puoi fare la zoccola tranquillamente”.
Ed era vero. Facevo la zoccola con una persona che non avevo mai incontrato. Di lui sapevo solo quello che mi aveva raccontato, le foto che avevo visto e conoscevo la sua voce. Nulla più. Non sapevo nemmeno se era reale. O meglio, se era lui quello delle foto. Ma mi sentivo stranamente tranquilla, era lui bravo a farmi sentire a mio agio.
“La tua voce mi fa eccitare. Quanto vorrei sentirti urlare”.
“Ti va di fare sesso telefonico?”
“Non è il mio genere… ma mi piace stuzzicarti e giocare con te”.

Conversazioni di questo genere sono andate avanti per mesi. Una sorta di droga eccitante della quale non potevo fare a meno. Giocavo con il fuoco e rischiavo di bruciarmi. Lo sapevo, ma non me ne importava. Non riuscivo a fermarmi.
Poi la frase che ha cambiato tutto…
“Ho voglia di averti, di scoparti in ogni buco. Vieni da me”.
“No, non si può fare. Perché non restiamo così?”
“Perché voglio sentire il tuo odore e il tuo sapore. Perché non vuoi?”
“Perché no. Perché è bello se resta così. Perché non voglio essere una delle tante e perché la realtà non è mai eccitante come la fantasia”.
“Ma io voglio anche la realtà e so che anche tu la vuoi, ma non riesci ad ammetterlo. Non ammetti quanto tutto questo ti eccita e quanto vorresti passare un weekend con me. Staresti bene, te lo assicuro”.
“Hai ragione. Ma non avverrà mai”.
Non è avvenuto e non avverrà mai, benché lo desideravo molto. Forse è proprio per questo. Se lo avessi incontrato non avrebbe avuto solo il mio corpo, ma anche il mio cuore.

Annunci

113 thoughts on “Sexting – colpoditacco per #zozzolerci

  1. Ma se l’epilogo fosse stato al contrario? Lei che insiste per averlo davvero, e lui che si tira indietro perché preferisce non interrompere il gioco? Un uomo che rifiuta… colpo di scena

    Mi piace

  2. molto ..molto bello …inventato o no ..accade più di quanto spesso noi lo diciamo o no..ho letto che una delle caratteristiche principali del nostro desiderio e la sua atemporalità e questo lo porta a radicarsi nell’ immaginario del soggetto.. L’oggetto d’amore non è sempre presente né nel tempo né nella dimensione della soddisfazione..caratteristica del desiderio non è quella di “amare” e di accettare veramente l’altro a livello di realtà.. bensì di vedere amato.. a livello della propria immaginazione.. il proprio desiderio..l’amore tralasciando il cuore spesso è il disegno di un vuoto anziché di un pieno..ma non sempre o spesso sappiamo che il pieno non esiste e alla soddisfazione ce ne manca sempre un pezzo…l’amore spesso è l’inseguimento di una Assenza (o di un Assente) anziché di una presenza…per non perdere un nostro pezzo… il nostro CUORE….

    Liked by 2 people

      1. Uh,tesoro mio! ❤ Sai che la vicinanza che conta per me non è quella fisica (ma prima o poi una partita del Milan insieme dobbiamo guardarcela… Potrebbe andare anche un Bari-Perugia XD) ma quella spirituale :-*

        Liked by 2 people

      1. Non si può scrivere di ciò che non si conosce (a meno di essere Salgari :-))
        Le parolacce vanno rivalutate. Io le farei insegnare a scuola, insieme ai numeri di Lenny Bruce. E poi, parolaccia è “ottimizzazione delle risorse umane”, non cazzoculofica 😉

        Liked by 1 persona

      2. Ma io un po’ Salgari lo sono… ahaha
        Grazie per la sesta di cervello, ma la quarta di reggiseno è lontana… 🙂
        Se il protagonista maschile fossi tu, potresti scrivere la “tua versione” della stessa storia… 😛

        Liked by 2 people

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...