La luce

3

Dopo la prima e la seconda parte, riusciranno Aranel e il drago Ysi ad avere la meglio sul Freddo che ha conquistato il mondo?

Aranel stava indossando l’armatura e il mantello delle Dame della Luce. In mano reggeva il Bastone del Potere che fu di sua madre, alla cui sommità la Perla brillava di una luce candida.

“Lascia che venga con te, Aranel”

“Lo devo fare da sola Ysi, e lo sai! Per tanti anni mi hai addestrato per questo momento, sei stato un compagno fedele e saggio. Ma ora è giunto il momento che percorra gli ultimi passi del mio sentiero.”

“Ora vedo in te la Goccia di Luce. Che gli Dei dei primi uomini ti siano propizi!”

Aranel abbracciò il Drago con le gote rigate dalle lacrime. Sapeva che forse non lo avrebbe più rivisto, si voltò e uscì dalla Grotta della Sapienza. Fuori era solo gelo e buio, tutto quello che rimaneva del Mondo che Era era racchiuso nella Perla e nella sua volontà.

Il profilo scuro di quelle che furono le Montagne Infinite si stagliava sullo sfondo come denti neri di un mostro senza nome. Là l’avrebbe portata il suo Sentiero, là era iniziato, con la discesa dalle montagne del Freddo che aveva invaso tutto. Là tutto sarebbe finito, in un modo o nell’altro.

Più si avvicinava, più il il freddo si faceva intenso. Raffiche di vento cariche di cristalli di ghiaccio le sferzavano il volto. Procedeva protesa in avanti per contrastarle, pareva un giunco sul punto di spezzarsi. Il vento sibilava emettendo dapprima sussurri che poi si trasformarono in parole. Era il Freddo che parlava.

“Aranel, finalmente sei giunta alla fine del tuo Sentiero. Oggi metterò fine alle tue pene!”. Il vento emise una risata sarcastica.

“Sono qui per questo! Preparati.”

“Sciocca, ti ho già sconfitto una volta ragazzina. Ricordi? Quando volavi su quello sciocco Drago. Prima prenderò la tua anima e poi mi occuperò anche di lui.”

Aranel pensò a Ysi, cosa gli sarebbe successo? Ebbe paura per quello che era stato il suo unico amico durate tutti quei lunghi anni. La Paura, non devo cedere all’arma del nemico, pensò. Abbassò il cappuccio, il suo sguardo era duro e deciso.

“Sei tu che ti sbagli, Aranel non c’è più. Io sono la Goccia di Luce e reggo il Bastone del Potere di mia madre!”

“Quella vecchia strega? L’ho sconfitta, ho congelato il suo spirito, ricordi? Ora è qui con me ora.”

Al pronunciare di queste parole apparve una dama che indossava abiti simili ai suoi, ma tessuti di delicati fili di ghiaccio. Dietro di lei un esercito di Guerrieri del Gelo.

“Vieni figlia mia, unisciti a noi. Non puoi vincere. Vieni e tutto finirà!”

La ragazza sollevò la mano. Dal palmo apparve una debole fiammella. Ma più la Goccia di Luce la guardava, più quella prendeva forza e vigore.

“Tu non sei più mia madre, Spettro del Ghiaccio. Tu non puoi nulla. Io reggo il Sacro Fuoco.

Lo spettro ruggì tutta la sua rabbia e si lanciò all’attacco seguita dalla schiera che era alle sue spalle. La Goccia di Luce teneva loro testa, lottando con tutto l’impeto di cui era capace. Ma la moltitudine dei nemici ad un tratto parve sopraffarla, cadde in ginocchio e la fiamma parve vacillare e indebolirsi.

Un urlo squarciò il cielo, la luce della luna per un attimo fu oscurata dalle immense ali di Ysi. I Guerrieri del Gelo, terrorizzati dalla vista del Drago iniziarono ad indietreggiare travolti dal suo impeto. La ragazza si rialzò, il Sacro Fuoco avvampò nelle sue mani. Dietro di lei gli spiriti dell’Ultimo Grande Esercito marciavano in file compatte.

I nemici si dispersero, la Goccia di Luce sollevò in alto il Bastone del Potere e la Perla brillò con l’intensità candida di una stella. Con un ultimo lacerante grido il vento tacque per sempre. Molto di quello che era fu perduto per sempre in quel momento, ma molto sopravvisse.

Ysi chiuse delicatamente il libro.

“No Ysi, io voglio ancora sentire la storia di mia madre!”

“E ora è tempo di dormire piccola Asibel, figlia di Aranel.”

“Dove è ora mia madre, Ysi?”

“Nessuno lo sa.”

“Anch’io un giorno sarò una Goccia di Luce?”

La bambina si addormentò, in mano stringeva una piccola Perla. Il Drago vegliava su di lei.

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