Cena per due

Dedicato a te.

Ci prepariamo per uscire, ho prenotato il nostro ristorante preferito, il menù scritto a mano con i pennelli e le nostre scelte di piatti che in realtà non cambiano mai, perché tu non sai rinunciare al salmone marinato e io all’unagi.

Esco dalla doccia, il vestito gessato grigio mi attende sul letto, so cosa ti piace che indossi e io amo renderti felice. Ti sento in bagno, mentre ti prepari. La porta chiusa.

Non entrerò, ascolto i rumori, cerco di interpretarli. Questo è il rossetto, appoggiato sul vassoio di vetro, accanto allo specchio. Un rumore più tenue, il rimmel forse o quello smalto rosso scuro che adoro. Sento il rumore dei cassetti, dove tieni l’intimo, so che stai scegliendo che cosa indossare. Aspettarti, immaginarti è come una piccola piacevole tortura, un rituale che ti piace compiere. Sento il rumore dei tacchi sul pavimento di marmo del bagno. La porta si apre ed entri in stanza.

Non sei pronta, o forse si. Mi guardi con quel tuo sguardo malizioso. Sei divinamente sensuale. Tutte le volte sai essere più bella di come ti avevo immaginato.

Indossi un completo nero che alterna pizzo e trasparenze, reggiseno a corpetto e perizoma. Un paio di collant con reggicalze a rete. Una scarpa nera e una di un bell’arancione. Le conosco, te le ho regalate io.

“Quale sta meglio?” mi chiedi con fare provocatorio.

Mi slaccio la giacca e mi siedo sul letto.

“Vieni, fammi vedere!”

Ondeggi verso di me sui tacchi alti, ti abbraccio e inizio a baciarti. Con un colpo mi fai sdraiare. Mi fissi negli occhi per qualche istante… mi sali sopra. Ho capito, vuoi comandare tu all’inizio. Lentamente mi apri la camicia e mi spogli mentre continui a fissarmi con quel tuo sguardo malizioso. Il mio cazzo ti preme contro gli slip…. li sento caldi. Mi riempi la bocca con il tuo seno e ti strofini sopra di me.

Infilo una mano tra le tue cosce per toccarti… gemi.

“Lo vuoi? Dimmi che lo vuoi!”

“Si ti prego, lo voglio!”

Ti stendi accanto a me e ti stringo i polsi con la cintura di pelle nera abbracciandoti da dietro. Non smetto di accarezzare la tua figa fradicia e il tuo clitoride. Il tuo odore mi fa impazzire, lo sai. Mentre piano ti penetro ti sento ansimare. Mi muovo dentro di te, sempre più in fondo, sempre più velocemente. D’improvviso mi fermo, non voglio venire così… e neanche tu lo vuoi.

Inarchi la schiena e spingi in tuo culo verso di me. Me lo stringi con una mano, a guidarlo, a prendere nuovamente l’iniziativa anche se con i polsi legati. Lo spingo dentro lentamente mentre non smetto di toccarti… sempre più forte. Mentre rantoli conficchi le dita nel cuscino. Vederlo mi fa impazzire. Accelero… ora sono completamente tuo, ora mi appartieni completamente… ti stringo il seno fin quasi a farti male. Le nostre frasi si fanno confuse, ansimate, sudice. Mentre veniamo quasi assieme tutto attorno scompare.

Lentamente riprendiamo fiato abbracciati.

Ci metti un po’ a ritrovare le tue scarpe. Sono nascoste dentro il mio vestito ai piedi del letto.

“Allora?”

“Quelle arancioni amore.”

Uscendo di casa per andare a cena ci teniamo per mano, come fidanzati.

 

 

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