Arte e figa

Emily Ratajkowski Yamamay fall winter 2014-15 3

E’ una bella osteria, piatti “rustici”, sapori ancora autentici, il dolcetto di quelli che lasciano il segno sulla brocca, niente roba da fighetti sofisticati. Accanto due vecchietti chiacchierano e giocano a scopa, di litri di dolcetto alla fine della cena ne avranno bevuti più di noi. Dividiamo il tavolo con una coppia di stranieri che si guarda attorno con sguardo meravigliato.

Andiamo a mangiare qui? Che te ne pare? No, li ci vanno solo più i vecchi! Ti porto io a mangiare in un bel posto, me lo avevi detto e lo è davvero.

Polpo alla piastra e agnello al forno, profumi e sapori che sanno inebriare.

Sono uscito di casa baciandoti teneramente. Alla fine dopo tanto organizzare, infiniti rinvii e mille messaggi, vorrei che venissi anche tu. Sai che alla fine mi piace averti accanto sempre.

Mentre mangiamo ovviamente iniziamo a disegnare. Sono avido di informazioni, desideroso di imparare. Tu disegni e dipingi da sempre, le tue sono le uniche tele che ho appeso in casa. Osservo meravigliato le tue mani, mentre su un dannato tovagliolino di carta trasformano semplici linee, cerchi, quadrati in volti, labbra, pezzi di corpi, animali.

Parliamo di Banksy e di Manara, di ex colleghi e di scopate in ufficio. Di quelle fatte e di quelle solo pensate. Di futuristi e dei colori base, che questi li devi proprio comprare, perché sono la base degli acquerelli. Di Paratissima, di Berlino e di gallerie. Di quella storia “di ufficio”, come la chiami tu.

No, non ci siamo mai più visti, ci scopavo da dio, ma alla fine non si può solo scopare! 

Siamo seduti per terra, block notes sulle ginocchia. Disegno, mi correggi, prova così, se no viene per forza una merda! Le bottiglie di birra vuote attorno. Poligoni, mani, piedi, draghi, culi e fighe.

Parliamo di viaggi, di quelli fatti e quelli che ancora vorremmo fare. Dell’India e del Giappone. Lo schizzo del mio samurai sguaina la katana davanti alla tua sensuale donna in Sari.

Disegnare, amare, scopare. Cose che accendono passioni e fantasie. Mi fanno restare sveglio di notte, mi rapiscono, mi completano. Mi innamoro sempre delle mie donne sui miei fogli.

Rientro a casa, lentamente, per non svegliarti. Ti osservo mentre dormi, una mano dalla mia parte del letto, voglio credere che mi stessi cercando, i tuoi piedi, la linea del tuo sedere. Delicato ti bacio sulla fronte. Mi innamoro di te tutte le volte che ti vedo.

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59 thoughts on “Arte e figa

      1. Grazie! sei molto gentile. Forse è tutto nel concetto che ciò che vuoi che finisca non lo fa, e quello che vuoi che duri a volte è eccessivamente effimero. Questo è un bel l’argomento da approfondire

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      2. Sì è vero, e ti è venuto in mente? Sappi che mi hai appena fatto fare un sorriso gigante. È pensiero che mi frulla in testa spesso. Chissà che finiremmo per dire se lo approfondissimo…. 😉

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