L’agenda di pelle verde

poe19

Le cose a volte mi sfuggono di mano. Provo a trattenerle, a stringerle, a conservarle.

Pensieri, ricordi, date. Un’agenda, forse basterebbe anche solo un’agenda. In cui segnare, catalogare, prendere scrupolosamente appunti. Una bella agendina dalla lucida copertina di pelle verde brillante.

Non questo schermo, freddo asettico, che abbiamo sempre davanti. Che ci dice tutto, ci risponde, ci consiglia, ci nasconde.

Una penna, una stilografica rossa, per vergare sulla carta quello che voglio trattenere. Vorrei avere una calligrafia bella e nervosa, con le lettere eleganti. Ho dei libri, me li diede mio nonno, a margine appuntava i suoi pensieri. La ricordo ancora la sua penna, nera, con un bel pennino dorato e intarsiato. Ricorso la sua calligrafia, decisa nonostante l’età.

Ti penso raramente, ma se chiudo gli occhi riesco a vedere ancora chiaramente il tuo volto. E scopro che mi manchi. A volte vorrei ancora parlare con te, confidarti i miei successi, le mie ansie. Farti vedere quello che ho costruito e quello che sono diventato. Parlarti come da piccolo delle mie paure, perché tu sapevi come farle passare.

Forse dovrei scrivere, come faceva lui, pagine fitte ed ordinate. Teneva un diario mio nonno, l’unica cosa che non ha mai condiviso con me. Sono i sogni di un vecchio diceva. Io non capivo, ero solo un bambino e non avevo altro che sogni. Ora capisco quanto sia importante conservare i sogni, le fantasie, le speranze. Le pagine, la carta e l’inchiostro sono fatte per conservare i sogni, non i blog.

A volte guardo le mie mani, i pugni serrati, le nocche bianche per lo sforzo. Non le apro per paura che tutto mi scivoli via come sabbia tra le dita e per timore di trovarle vuote.

Vorrei essere padrone della situazione, padrone di me, della mia vita. E invece le cose accadono, le date si dimenticano, nonostante tu me le abbia ripetute mille volte, i fatti ti travolgono e ti lasciano a volte senza fiato. Stare calmo, tranquillo a volte mi toglie lucidità

Dovrei scrivere, appuntare, segnare. Le cose che mi devo ricordare, le cose che mi dici, i momenti che viviamo. Il sapore della tua pelle, la bellezza della casa a Reggio Emilia, i sorrisi, il veleno che a volte ci contamina il cuore.

Riaprire la mia agendina verde. Sentirne il profumo della pelle e dell’inchiostro di china. E scoprire che ho riempito le pagine solo di disegni del tuo viso e del tuo corpo.

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79 thoughts on “L’agenda di pelle verde

      1. Si stava meglio quando comunicavamo con il piccione viaggiatore e prima che la moda decidesse di colpo che la taglia 40! 😉 Diciamo che rientro in un’altra tipologia, quella di un bear

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  1. bellissimo post …come tutti i tuoi post dove emerge il tuo essere pieno di sentimenti di amore …amo i diari …le lettere …amo tutto ciò che resta …che posso accarezzare con le mani e gli occhi …..che non siano solo tasti ….grazie Alì…certi tuoi post sono stupendi

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