Ciottoli

corre

Cammino sulla spiaggia a piedi nudi, le onde mi lambiscono le caviglie. Osservo i piccoli ciottoli colorati del bagnasciuga. Alcuni solleticano, pungono, talvolta fanno male. So cosa sto cercando, ho uno sguardo allenato, lo facevo da bambino, lo faccio ancora.

Una pietra piatta, tonda, levigata. La raccolgo e la giro tra le mani, la accarezzo, la soppeso. Osservo le onde, la loro cadenza, il loro rumore, sento il loro profumo. Una si è appena infranta, inizia a ritirarsi lasciando solo morbida spuma bianca. La furia che diventa una carezza. Un’altra si forma più lontana, la posso vedere, so che arriverà, che si infrangerà con impeto, ma c’è ancora tempo. Il mare è piatto, liscio in quei pochi istanti sospesi.

Un rapido movimento del polso e scaglio la pietra lontano. Ruota veloce, tocca la superficie dell’acqua, ma non si arrende, non vuole inabissarsi, rimbalza, rimbalza, rimbalza. Mi piace contare i salti che fa, come da bambino, anche se ora ho il viso più duro, quando la vedo saltare sorrido.

Ne raccolgo un altra, al tatto è liscia, quasi vellutata, venata di grigio. Chissà com’era prima che accettasse che il mare la rendesse così, prima che gli permettesse di smussasse le sue asperità, le sue punte, le sue rughe.

Un sassolino ruvido e scuro mi si conficca nel piede. Lo estraggo, mi ha lasciato un piccolo taglio doloroso. Cerco di ignorarlo perché la bellezza della spiaggia e delle onde in questo tramonto è infinita. Un piccolo dolore non rovinerà questo incanto. Non deve farlo. Ma a ogni passo la piccola fitta mi ricorda che è li. Guarirà, non me ne curo, lo ignoro. Guarirò.

Getto il sassolino verso il largo. Sprofonda. Perché ti ostini, perché non lasci che le onde di modellino, ti ammorbidiscano. Sei solo uno stupido sasso cocciuto. A volte vorrei essere più liscio, meno complicato. Lasciare che le cose mi passino addosso, che mi levighino.

Pensare, valutare, soppesare, il bisogno di essere sempre perfetto. Le parole, le frasi, le cazzate. Le maree cambiano, le onde ti si infrangono addosso, forse dovrei solo lasciarle passare. A volte sono stanco.

Dovrei solo capire che è il sasso che ha vinto e non il mare. E rimbalzare, rimbalzare, rimbalzare…

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33 thoughts on “Ciottoli

  1. Noooo Ali se cedi tu chi mi prende quando casco io? Io non sono magro. Ho bisogno di ali di velluto. Da quello che scrivi direi che la perfezione c’è .. e lasciatelo dire da uno che con la perfezione ha acceso un mutuo tutta la vita e che ogni giorno deve contrattare per far abbassare lo standard che si è imposto 😉 p.s. entro domenica ti invio quello che ho scritto …

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  2. ali, veramente… la perfezione delle cose imperfette…
    l’acqua leviga, ma non cancella… se c’è un buchino, sarà piu liscio, ma non si chiuderà… solo che noi siamo grandi e quindi il buchino levigato lo spostiamo piu in la per far spazio a nuove robe.
    “Hai presente quando ti siedi in riva al mare, o al lago, per fare rimbalzare i sassi sulla superficie dell’acqua? Proprio come quel sasso che scuote la superficie, ma poi va giù, nella profondità più nascosta e fa vibrare i pensieri e i sentimenti….
    ali, stavolta mi hai stesa…

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      1. è che a volte mi piacerebbe essere tipo una campana… per suonare e farmi sentire… ma spesso non si vuole sentire…! beh basta va che ti avevo scritto per tirarti su e invece mi stai a fa emmmmozionà!

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