La prima volta non è mai perfetta – Gola di velluto #4

Una blogger o un blogger mi ha inviato tramite il form questa sua storia / fantasia.

Oramai sono mesi che la notte sogno Lui. All’inizio non capivo, i sogni erano impregnati di cose e di fatti che confondevano un po’ le acque. Poi il suo corteggiamento è diventato un po’ più esplicito, anche se sempre estremamente galante e vagamente distaccato, e i sogni di conseguenza sono diventati meno sibillini.

Lui è così comprensivo, intelligente, dolce, rilassante… Sarebbe tutto perfetto se non fosse che è sposato, ha 15 anni in più di me ed è il mio diretto superiore, uomo molto noto, stimato e rispettato mentre io… Beh, io sono io.

Cedere alle sue lusinghe sarebbe davvero sbagliato, un errore clamoroso. Se si venisse a sapere io sarei etichettata come troia arrivista e per la vergogna dovrei dare le dimissioni.
Eppure, giorno dopo giorno, sento crescere l’attrazione e l’affetto, nonostante cerchi di frenarmi in tutti i modi.

Più passano i giorni e più lavorare fianco a fianco diventa complicato: gambe che si sfiorano, sorrisini nervosi, mani che toccano spalle, teste che si inclinano…
Comincio ad avvertire distintamente che da lì a qualche giorno mi bacerà e inizio a pensare a come sarà, a cosa dirò per arginare la situazione e far capire da subito che non è il caso.
Se chiudo gli occhi mi sembra quasi di sentire le sue labbra morbide che le sfiorano appena le mie, sottilissime, mentre con una mano mi accarezza i capelli.
E questo pensiero dolcissimo mi dà un brivido di piacere. Riapro gli occhi temendo e sperando che accada.

Come previsto di lì a pochi giorni la tensione sale. Siamo seduti uno accanto all’altro, ho le narici permeate del suo profumo e so che non riuscirò a tirarmi indietro. In fondo, penso, sarà solo in bacetto, uno sfiorarsi di labbra. Lui è così delicato e gentile nei modi che qualcuno lo addita come gay quindi so esattamente come potrebbe andare.
Cerco di concentrarmi sul lavoro ma Lui fa una battuta e io mi volto, sorrido e inclino la testa sulla sua spalla.

Lui mi afferra con forza e mi spinge con violenza la lingua tra le labbra, affondandola, mentre con una mano mi tiene ferma la testa.
Sconvolta da tanto inaspettato ardore, provo a tirarmi indietro e a biascicare “no…”.
Lui mi zittisce e mi bacia ancora più intensamente. Lo allontano di nuovo e dico “è complicato…”. “Complicatissimo” risponde lui mentre mi bacia di nuovo.

Lo allontano la terza volta. Lui, respinto e inibito dalla reazione spaventata, cerca di tranquillizzarmi e si scusa per l’impeto.
Non lo sto neanche ad ascoltare. Ho la pelle intorno alle labbra che mi fa male, irritata dalla barba di Lui, strofinata così veementemente, e il cuore a mille.

E sono bagnata. Molto.

Continuiamo a lavorare tra la calma indifferente di Lui e le mie guance in fiamme.
Terminato il mio compito, mi alzo e vado verso la porta. Lui mi segue e mi abbraccia teneramente.
Gli accarezzo la testa e lui mi bacia.
Mi bacia se possibile ancora più intensamente di prima. Si appoggia alla porta con la schiena e mi trascina su di sé. Mi sento come una bambola di pezza, incapace di fare qualsiasi cosa, di agire, di baciare, di allontanarlo… Sono completamente in balìa della sua foga.

In un attimo le sue mani sono dappertutto.
Le infila nei pantaloni, negli slip e mi afferra una natica e inizia a stringerla fortissimo mentre con l’altra mano mi stringe un seno. Mi sussurra “ti mangerei tutta”.

Mi allontana e mi appoggia al muro.
Mi alza la maglia e mi abbassa il reggiseno.

Provo a imbastire una protesta così flebile che neanche io stessa riesco a sentirla.
Mi lecca un seno mentre con una mano gioca con il capezzolo dell’altro. Mi morde senza timore di farmi male. Mi sussurra in un orecchio: ” ti sbatterei su quella scrivania e ti prenderei da dietro”.

Comincio a temere che possa farlo davvero e inizio a essere un po’ preoccupata ma decisamente eccitata. Non so se sperarlo o temerlo.
Inizia a mordermi il collo: è il mio punto debole. Mi iniziano a tremare le ginocchia.
Lui se ne accorge e insiste.
Mi tocca dappertutto, non saprei neanche dire esattamente dove sono le sue mani.
Mi chiede “cosa ti piace?”.
Io sono impietrita… Sono annichilita dall’eccitazione fortissima.
Non che io sia esattamente una novellina ma sono rimasta scioccata dal suo impeto, dalla sua foga.

Lui è ovviamente divertito dal vedermi così spaurita: io sempre così sicura di me…
Mi prende una mano e se la poggia sul pene.
Non riesco a credere a quello che sento. È enorme.
Dato che continuo a restare impietrita decide di fare da solo: lo tira fuori e mi ci poggia su la mano.

Io continuo a restare incredula dalla dimensione del suo pene ma oramai sono così eccitata che mi farei davvero sbattere su quella scrivania se non fosse che questa maledetta porta non ha la chiave.
Così gli sussurro all’orecchio “posso?”. Lui mi sorride e io mi inginocchio.
Lui guida la mia testa e le mie mani. Vuole che sia fatto esattamente come dice lui e mi tiene per i capelli, guidando i miei movimenti.

Senza preavviso, senza chiedermi il permesso, inizia a venirmi in bocca. Il suo sprema ha un sapore buono, non mi era mai successo prima di apprezzare così tanto il sapore dello sperma.
Mi riempie la bocca, ingoio e inizio a leccarlo per pulirlo bene. Il gioco gli piace. Si tocca per raccogliere in punta tutto lo sperma e guardandolo negli occhi gli lecco via quello che restava.

Lui mi sorride e mi dice “grazie per la coccola”.
E io rimpiango immediatamente l’animale che solo un attimo prima mi strappava i vestiti di dosso…

Se volete mandarmi la vostra storia o la vostra fantasia vi ricordo che potete farlo scrivendomi una mail a alidivellutoblu@yahoo.it o, in modo assolutamente anonimo, tramite questo form.

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43 thoughts on “La prima volta non è mai perfetta – Gola di velluto #4

      1. No Ali basta illusioni, come il viaggio che vorrei fare in Inghilterra e poi non faccio, come la mongolfiera che vorrei prendere, ma poi vincono le vertigini… e poi mica scegliamo noi in questa vita! Va beh per una volta sogniamo che sia così 🙂

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      2. E invece anche anche in questa vita possiamo scegliere molto. possiamo scegliere di non smettere di essere felici nonostante tutto. possiamo scegliere di non smettere di sognare anche se non è più facile come da bambini. una promessa posso fartela davvero, se mai verrai a Torino ti porto a mangiare in un posto buono (fanculo alla bilancia per un giorno), ti faccio scoprire una città che forse ancora non conosci e facciamo un giro qui: http://turineye.com/it
        Promesso! parola di etero!

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      3. Ali io sono emotivamente instabile non puoi scrivere queste cose. Divento un rubinetto e poi mi tocca asciugare tutto il pavimento di casa. Grazie!!! Torino a quanto pare sembra essere piena di belle persone, ci sono anche Erodaria Mrsbean73 che seguo. Non la conosco. Chiaramente se tu dovessi passare qui a Roma un posto c’è per te. E poi oddio la mongolfiera, è il mio sogno ma ci muoio sopra con le vertigini che mi vengono. Ma chissà!!! Grazie.

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