Vespetta… eccomi!

Chiave inglese e cacciavite. Riattaccare i cavi della batteria alla vespetta sancisce in modo ufficiale il termine delle mie vacanze. Il motore tossisce, sbuffa dopo un mese di sosta forzata in garage. Ogni volta c’e’ un po’ di patos, chissà se vorrà saperne di ripartire o se mi toccherà spingerla dal garagista / elettrauto sotto casa che, con sguardo sornione e salopette blu d’ordinanza, sta appoggiato al muro dell’officina in attesa di donzelle da salvare e clienti da spennare.

Ma stamattina no, dopo un paio di tentativi si avvia, è andata bene.

Dopo due settimane e 2000 km di auto sono felice di tornare sulla mia vespa. E come al solito mi fa uno strano effetto potermi nuovamente muovere agile e guardare le facce sconvolte degli automobilisti, con cui condivido probabilmente il destino del primo giorno di rientro dalle vacanze. Anche la mia di faccia deve essere un po’ come la loro, ma il rientro dopo tutto non è stato così traumatico.

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Saluti e teaser

Anche se a volte ho dubitato di farcela, anche quest’anno sono arrivato alle ferie. E domani… fan culo al lavoro, ai casini, alla rete. Domani parto.

Per un po’ vi sarò lontano, mi staccherò dal pc, dal iphone, dalle mail. Ne ho bisogno.

Niente internet, wifi, dll, if, for e while. E niente blog. Mi mancherete, lo so. Ci rivediamo a settembre, dove spero di essere un po’ più presente che in questo ultimo periodo.

Ci sono tante cose che vorrei fare. Pubblicare di nuovo qualche racconto, scrivere qualcosa a 4 mani con qualcuno di voi, riprendere qualche progetto che è finito mio malgrado nel dimenticatoio e iniziare qualcosa di nuovo.

Ricominciare con la rubrica Gola di Velluto, a cui siete stati così gentili da mandare fantastici racconti, alcuni dei quali non ho ancora pubblicato e me ne scuso.

Sono stati tempi difficili, a volte burrascosi e so che mi aspetterà un autunno impegnativo.

Un periodo per rigenerarmi, con te vicina. Per conservarti per quando non ci sarai.

Ci vediamo dunque e grazie di tutto quello che mi avete dato.

 

Samurai – Ogni promessa è debito

Dedicato a Orso Romeo e ai suoi paragoni improbabili

Concludo questa mini serie dedicata ai samurai (a meno che non mi venga qualche altra idea, mai dire mai) con questa “imitazione” (per non scrivere copia che fa più brutto) di una copertina di un numero del manga “Sasuke, il piccolo ninja”.

Nel primo post, che si è poi trasformato in tutto questo, Orso Romeo comparava i miei disegni a quelli del manga e cartone Sasuke.

Perfettamente conscio del fatto che i miei disegni non sono lontanamente paragonabili a quelli di maestri che hanno fatto la storia dell’animazione (ma si sa che Romeo è sempre troppo buono con me), ma non per questo non riuscendo a trattenermi dal pisciarmi sotto dalla felicità per tale paragone, gli ho promesso che avrei provato a disegnarlo.

I manga sono fottutamente difficili da fare (almeno per me), hanno poche linee, ma nonostante questo riescono a rendere delle espressioni.

Il risultato comunque devo dire che mi soddisfa.

Postilla per quelli che si chiederanno cosa significhino gli ideogrammi.Semplice, サスケ, Sasuke!

Giusto per completare l’opera vi includo anche il link alla sigla, che ovviamente ho canticchiato tutto il tempo disegnando!

Samurai – Itto Ogami

Dedicato a Mela, a Lisa e a tutti quelli che condividono alcune mie passioni.

Appena qualche giorno fa ho pubblicato un post su un samurai.

Nei commenti Mela mi ha ricordato di una serie che guardavo da bambino.

Pensavo di essere uno dei pochi che la ricordasse, ma a volte tendo a dimenticare che qui su WP si incontrano persone straordinarie. Al Club si è poi unita anche Lisa, del cui Dojo ho avuto l’onere più volte di fare parte e magari qualcun’altro si paleserà.

La serie narrava le gesta di un samurai senza padrone, un rōnin, chiamato Itto Ogami, interpretato da Kinnosuke Yorozuya, che aveva le espressioni più “giapponesi” che si possano immaginare.

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