Samurai – Itto Ogami

Dedicato a Mela, a Lisa e a tutti quelli che condividono alcune mie passioni.

Appena qualche giorno fa ho pubblicato un post su un samurai.

Nei commenti Mela mi ha ricordato di una serie che guardavo da bambino.

Pensavo di essere uno dei pochi che la ricordasse, ma a volte tendo a dimenticare che qui su WP si incontrano persone straordinarie. Al Club si è poi unita anche Lisa, del cui Dojo ho avuto l’onere più volte di fare parte e magari qualcun’altro si paleserà.

La serie narrava le gesta di un samurai senza padrone, un rōnin, chiamato Itto Ogami, interpretato da Kinnosuke Yorozuya, che aveva le espressioni più “giapponesi” che si possano immaginare.

La sua famiglia viene uccisa e ingiustamente accusata di alto tradimento. Al samurai si aprono due scelte, la prima è fare harakiri o seppuku (che poi sarebbero la stessa cosa a seconda di come la scrivi 腹切 – 切腹), la seconda è fuggire, combattere i propri nemici, smascherare il torto subito e ritrovare la propria dignità e onore. Sarà proprio questa la via scelta da Itto Ogami.

Il figlio, Daigoro, miracolosamente scampato al massacro, seppur piccolissimo, viene messo dal padre davanti a una scelta: o seguirlo o essere affidato a una balia.

Memorabile (per me, ma visto che il blog è mio…) è la scena  in cui il padre pone di fronte a lui alla sua mano destra la propria spada, nella sinistra una palla. Il figlioletto di pochi mesi, avvicinandosi a gattoni sceglierà la spada, decidendo così di seguire il padre.

A quel punto hanno inizio le avventure dei due. Itto si offre come sicario, ma conserva comunque una sua etica. Questo lavoro gli consentirà di guadagnare il denaro necessario e di compiere la sua vendetta.

Come per Mela, anche per me è uno dei primi ricordi legati alla cultura giapponese che tanto mi affascina (fatto salvo per tutta una serie di cartoni con i robottoni, ma quelli sono fuori concorso).

Ovviamente non ho neppure provato a resistere alla tentazione di provare a disegnare qualcosa a riguardo. Se qualcuno avesse da obbiettare che gli occhi di Daigoro (così si chiamava il bambino) risultino un po’ storti, la cosa non è assolutamente da imputare a imperizia o a mia incapacità nel disegnare, ma alle molteplici atrocità, corpi sventrati a fil di spada e duelli mortali ai quali ha dovuto assistere nella sua vita.

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32 thoughts on “Samurai – Itto Ogami

  1. Potrei scrivere un romanzo sull’evoluzione di questo paio di AlidiVelluto
    sulla grazia dello scrivere
    sulla maestria del disegnare
    sul suo modo di esprimere le sue emozioni….
    ma nn sn una scrittrice
    mi limitero’ a ringraziarti
    x avermi reso partecipe del tuo mondo.
    Merci’ mon cher
    ti portero’nel mio Dojo.😚

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