La fine

cavallo

Correva a perdifiato verso il rosso del sole che tramontava. I muscoli tesi allo spasmo, le narici dilatate dallo sforzo, rivoli di sudore che colavano lungo il suo manto di un nero lucido.

Ora che i suoi zoccoli potevano nuovamente calpestare la soffice erba verde e non più quelle odiose strisce di asfalto grigio poteva esprimere tutta la sua potenza.

Arrivato alla radura ove la mandria si era accampata per passare la notte, si diresse subito verso il grande albero che dominava un piccola collina dove il generale Nahar si stava radunando con i suoi i suoi luogotenenti.

“Quali notizie mi porti Asaluf?”

“Tutta l’area intorno alla città è sgombra mio signore!
Abbiamo incontrato solo qualche sparuto gruppo di pellebianca che cercava di scappare.
Quasi nessuno era armato.
Hanno avuto quello che meritavano!”

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Da bambino ero molto sensibile – Gola di velluto #6

_frate

Per troppo tempo i racconti che mi avete inviato sono rimasti chiusi nelle mie mail. Come già vi dicevo a luglio, me ne scuso, ma ora si ricomincia!

Un blogger, che preferisce rimanere anonimo, mi ha inviato questa sua storia / fantasia.
Piccoli refusi presenti nel testo sono stati da me volontariamente lasciati.

Già quando ero piccolo mostravo dei caratteri che poi si sarebbero resi più evidenti crescendo. Ricordo che non socializzavo bene con gli altri bambini, infatti mi divertivo di più da solo. I miei non capviano perché mi comportassi così oppure non volevano capire.
Sta di fatto che per me l’infanzia è stata sempre molto turbolenta, incasinatissima, un periodo veramente brutto!

Non riuscivo a integrarmi, non mi sono mai integrato. Così quando è arrivato il momento di scegliere ho pensato che la mia strada poteva essere quella del convento. Lì ho conoscuito i momenti più belli della mia vita.

Chiuso nello studio e nell silenzio, tra persone per bene, con gli stessi interessi miei…… Ero finalmente LIBERO!! LIBERO di esprimere quello che mi piaceva e di essere come ero, perché tutti i miei amici là dentro erano come me. Onon mi dicevano nulla se non ero come loro. D’altronde si sa, scaglia la prima pietra chi è senza peccato!

Il primo anno di studio è stato veramente bellissimo! Le lezzioni erano tutte belle ed ilavori tanto e quindi non avevo tempo per distrarmi. Poi però, al seoncdo anno, è successo il problema…..

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Meriggiare — La Mela sBacata – Disegno

Cosa mi colpisce in un disegno quando lo vedo? Cosa lo rende speciale? Perché suscita delle sensazioni?

E’ difficile per me dirlo. Alcuni però ti lasciano dentro qualcosa di particolare, ti colpiscono. E non è solo una questione di realizzazione tecnica, quella conta poco.

A me è successo vedendo l’immagine del post di Mela che potete leggere qui sotto.

Forse perché non avevo mai visto nulla disegnato da lei, forse perché così bene si sposava con le parole.

L’impulso di provare a rifarlo è stato immediato. Dopo aver chiesto a Mela il permesso mi sono gettato al lavoro.

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La via del drago (in collaborazione con La Mela sBacata)

A volte si incontrano della persone speciali delle quali leggere i post è sempre un piacere. Per come scrivono, per quello che sanno trasmettere e donarci. Mela è forse forse il miglior esempio di tutto ciò. Da qui nasce da parte mia la voglia di questa collaborazione… e lei ha saputo ancora una volta stupirmi facendomi un regalo davvero speciale, questa sua storia. Il mio unico contributo è stato quello di provare a disegnare le atmosfere che ha creato. Grazie per questo bellissimo dono.

Finì di agganciare il reggicalze e voltò la testa verso il grande specchio a parete, per controllare che la riga delle calze di seta nera fosse diritta.

Con un sussulto di dolore palpò il contorno dell’occhio, tanto bluastro che neppure il trucco pesante riusciva a celarlo completamente.
Quella sera avrebbe dovuto indossare il cappellino con la veletta, per poter cantare al jazz club e intrattenere i coraggiosi marines in partenza per l’Europa.

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No questo non è YSI! – Ricaduta di un drogato

Dedicato a Mattia de Padova, i cui disegni mi piacciono davvero molto. Se non lo conoscete, seguitelo!

Draghi… ancora draghi? E basta! Adesso inizierai di nuovo con i racconti fantasy (1, 2, 3)? No ti prego, direte voi. Ma non puoi ricominciare a scrivere cose zozze come all’inizio? Mi sa che avete pure ragione, ma in questo periodo non mi vengono. Vi rassicuro comunque, questo non è il drago Ysi, e non ricomincerò con storie fantasy.

La sua “genesi” è del tutto diversa. Purtroppo (o per fortuna a seconda dei punti di vista), un paio di giorni fa, mi sono imbattuto nel post di Mattia “Il Drago è arrivato“. Credo che l’effetto sia stato molto simile alla ricaduta in una dipendenza.

E visto che la dipendenza da fumo non mi era sufficiente sono andato a cercarmene un’altra. In fondo bevo poco e mi drogo saltuariamente, poteva andare molto peggio!

Ok, ammettiamolo, il disegno da dipendenza, a me da dipendenza. Credo che se esistesse un gruppo di disegnatori anonimi potrei tranquillamente parteciparvi.

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La grande onda Z


Il possente corpo d’acciaio sorge dal mare davanti a Kanagawa, solo in parte nascosto dalla grande onda.

Non so resistere al bello, mi intrappola e mi rapisce. Credo di essere un’esteta alla fin dei conti. E’ successo molte volte, in visita a città e musei, che davanti a opere d’arte resti estasiato, in immobile ed assorta ammirazione. Ed è necessario che qualcuno, di solito stufo di aspettarmi o di vedermi imbambolato, venga a portarmi via a forza. Un inizio di sindrome di Stendhal credo.

Non ho particolari preferenze, “soffro” un po’ di tutto: quadri, palazzi, sculture, ma anche ponti e strade a volte.

La maschera di Agamennone e quella di Tutankhamon, la stele di Rosetta, il grattacielo Chrysler a New York, il museo Picasso a Barcellona, le opere futuriste di Balla e il Grande Nocchiere di Thayaht sono solo alcuni esempi che mi vengono in mente.

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