La grande onda Z


Il possente corpo d’acciaio sorge dal mare davanti a Kanagawa, solo in parte nascosto dalla grande onda.

Non so resistere al bello, mi intrappola e mi rapisce. Credo di essere un’esteta alla fin dei conti. E’ successo molte volte, in visita a città e musei, che davanti a opere d’arte resti estasiato, in immobile ed assorta ammirazione. Ed è necessario che qualcuno, di solito stufo di aspettarmi o di vedermi imbambolato, venga a portarmi via a forza. Un inizio di sindrome di Stendhal credo.

Non ho particolari preferenze, “soffro” un po’ di tutto: quadri, palazzi, sculture, ma anche ponti e strade a volte.

La maschera di Agamennone e quella di Tutankhamon, la stele di Rosetta, il grattacielo Chrysler a New York, il museo Picasso a Barcellona, le opere futuriste di Balla e il Grande Nocchiere di Thayaht sono solo alcuni esempi che mi vengono in mente.

Anche il tuo culo nella penombra, appena illuminato della prima luce del mattino che filtra dalle persiane mi rapisce spesso, ma questa è una categoria a parte.

Riflettendoci, l’effetto “rapimento” mi succede solo vedendo le cose dal vivo. Foto, libri e ricostruzioni digitali non sortiscono lo stesso effetto. Questa sicuramente è una fortuna, impedendomi di rimanere inchiodato per ora davanti a una cartoleria che incautamente ha esposto in vetrina dei block notes con una quadro di Monet sulla copertina.

Un posto d’onore quindi lo riservo sicuramente a La grande onda al largo di Kanagawa, di Katsushika Hokusai. Un’opera splendida.

Quando andai al Mao, qui a Torino, non sapevo ne avessero una copia… e anche in quell’occasione mi ci dovettero portare via! Per quanto sia famosissima, è forse la più conosciuta dell’arte figurativa giapponese, vista dal vero toglie davvero il fiato.

La mia passione per il Giappone ben la conoscete e da qui è partito lo spunto per il disegno che vedete sopra. Spero che maestri del calibro di Katsushika Hokusai e Gō Nagai (di cui già altre volte ho stuprato le opere) mi potranno perdonare.

Per la realizzazione ho depredato tutto quello che avevo in casa, matite, pastelli, pennarelli e chine. Devo ammettere che l’effetto finale mi soddisfa alquanto.

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96 thoughts on “La grande onda Z

  1. Ali è tra i migliori che hai fatto! E non solo ti perdoneranno, ma ti apprezzeranno! E non sto qui farti un soffocotto figurato, ma mi piace un sacco! Sull’essere imbambolato e perché, sotto sotto, sei un sensibilone 😉 Basta complimenti… resti sempre anche un soggettone 😀

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      1. E prima o poi avverrà ‘sto scambio … de coppia!!! Per la cronaca mi mancano le ultime 5 puntate di Goldrake da vedere. Sono in fase revival e poi tocca a Mazinga e Mazinga Z 😉

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  2. L’effetto “rapimento” è un momento di assoluta estasi.
    Mi capitò a 15 anni, di fronte al quadro “Materia” di Umberto Boccioni.
    Un momento di estasi durato 2 ore. I miei genitori continuarono a vedere il resto della mostra senza di me. Non potevo andarmene, non potevo staccare lo sguardo da quei colori, da quelle linee che davano vita a ciò che io sentivo così a livello viscerale.
    E’ un gran privilegio vivere il proprio momento di “rapimento”…..

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      1. Anche a me piace molto, tra i futuristi però forse quello che mi piace di più è Balla. Se non sei mai andata e capitassi dalle parti di Rovereto vai a vedere casa depero. Uno spettacolo!

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      2. Balla, era solito mettere i suoi dipinti ad asciugare fuori dal suo studio, sulla via. Amava guardare il dipinto e i colori mentre asciugavano. Immagina camminare per un via e all’improvviso trovarsi fronte a questa scena….
        Sì anche lui era un grande….

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      3. Pensa che a metà degli anni 50 inizi 60 i futuristi non valevano nulla. Pagavano lo scotto del credo politico di molti di loro. Molte opere di collezioni private sono state comprate allora per un tozzo di pane. Avere a casa un balla anziché un ali non mi dispiacerebbe 😂😂😂😂😂

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  3. il rimanere imbambolato davanti un’opera è un bel vizietto! anche io ce l’ho! sai che proprio stamattina ho visto qui, su internet, non so per quale motivo, il quadro dell’onda! uauuuuu!
    aò ma l’hai fatto benissimo! mado sei bravo davvero ma davvero e non solo per dirtelo eh….
    che mano che hai…
    ps. quando vieni a roma ce scappa un caffettullo pure con me o solo con romeo? sgrunt!

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      1. diciamo che chi non ha la mano giusta, puo imparare magari una tecnica, ma il disegno non viene certo come deve venire… quindi…
        (ecco per i porno è diverso… quella è un’arte che comunque si impara… porno, o non) 😀

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