Dal preside – Gola di velluto #11

preside

Una blogger che preferisce rimanere anonima mi ha inviato tramite il form questa sua storia / fantasia.


Era seduta di fronte a lui…la fronte corrucciata e le braccia conserte…di quell’uomo che la scrutava…cosa aveva fatto di così tanto grave per essere chiamata dal preside?…e perché la guardava in quel modo…? I suoi occhi grigi intensi la guardavano senza dire una parola…

Stava per aprire la bocca quasi a dire qualcosa..ma poi si fermò quando lui disse “vieni qui”…lei stupita da quella richiesta si alzò e si diresse dall’altra parte della scrivania…ma i loro occhi non si staccarono per un momento… “siediti sulle mie gambe a pancia in giù”…cosa aveva appena chiesto?…lei era così sbalordita ma allo stesso tempo curiosa…e poi parliamoci chiaro…il preside non era per niente male…!

Così si chinò leggermente poggiando il suo torace sulle gambe del preside lasciando ciondolare le proprie…la mano di lui percorse i suoi capelli che scendevano a fiumi…e fece un gran sospiro..un respiro profondo…lasciando che il profumo di quella chioma gli entrasse nelle narici…da quanto tempo lui voleva farlo…la guardava sempre dalla finestra del suo ufficio…mentre lei nel campo di fronte giocava a pallavolo con quegli shorts cortissimi…che non lasciavano nulla all’immaginazione…e ora era lì sulle sue gambe…e stava respirando il suo profumo intenso…

Dolcemente scostò la sua chioma dall’orecchio e le sussurrò “fai silenzio non dire nulla…lasciati andare” i muscoli di lei per un attimo si irrigidirono a quelle parole… “ no non così”…lei sbruffò…e la mano di lui le colpì il sedere…da prima piano e poi sempre più forte…mentre lei…emise un gridolino di dolore…lui si fermò… “ho detto lasciati andare”…le passò la mano sulla schiena come per accarezzarla…per tranquillizzarla…e lei rilasciò la sua tensione… “da brava così”…

Tirò via quegli shorts e notò il rossore appena provocato sulla sua natica…si chinò e baciò quel punto rosso e caldo…lei tirò su la testa inarcando la schiena quando sentì le sue labbra sulla sua pelle! La mano di lui scivolò con molta delicatezza sull’altra natica…accarezzandola….e poi uno schiaffo sonoro…e poi un altro…e un altro ancora…il suo sedere stava diventando sempre più rosso…si fermò e scese più giù con la mano…in quel pezzo che divide l’ano dall’entrata di quel pertugio umido…e lei che ansimò rispose al suo gesto aprendo di più le gambe…con le dita gli massaggiò quel punto…e delicatamente passò da lì fino a dentro di lei…e un dito alla volta la penetrò…lei ansimava…e si dimenava sulle sue gambe… “ se non la smetti devo sculacciarti di nuovo”…così lei si fermò…il preside continuava a giocare dentro fuori…dentro fuori…prima con un dito…poi con due e via discorrendo…

Quando sentì che il succo della sua fanciulla gli colava sulla mano…decise di fermarsi…e con dita frementi…si mise alla ricerca del suo clitoride…che voleva dolcemente stropicciare…quando lo trovò…lei emise un gemito forte…chiudendo di scatto le gambe…e irrigidendo i muscoli…era così sensibile a quel tocco… “ apri le gambe”…lei continuava a tenerle serrate intrappolando la mano del preside che continuava a muoversi…sul suo clitoride… “da brava apri le gambe”…lei con molta lentezza aprì le gambe e afferrando con le mani le gambe della sedia e mordendo la coscia del preside si lasciò toccare…il suo clitoride era gonfio e bagnato…e il suo orgasmo bussava alla porta..così lui con l’altra mano scivolo…da prima sulla natica dando un piccolo colpetto…e poi leccandosi il dito lo inondò di saliva…e lo fece scivolare con colpo deciso e sicuro all’interno del sedere di lei..mentre l’altra mano correva più veloce sul clitoride…muscoli in tensione…morsi…gemiti…lei che si dimenava…tremava…mugolava…lui che con irruenza e godimento muoveva entrambe le mani…stavano entrambi aspettando quell’apice di piacere…e lui lo aspettava forse più di lei…

Un morso forte sulla coscia…un grido soffocato…la sua mano che scivola via dal corpo di lei…rimanendo sempre lì…lasciando che quel fiume di piacere bagni tutta la sua mano…e l’altro dito che indugiava ad uscire…e il corpo di lei preso come dalle convulsioni continuava a dimenarsi….rimasero così per diversi minuti…gustando quel momento e quell’odore forte di sesso in quella stanza…


Se volete mandarmi la vostra storia o la vostra fantasia vi ricordo che potete farlo scrivendomi una mail a alidivellutoblu@yahoo.it o, in modo assolutamente anonimo, tramite questo form.

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35 thoughts on “Dal preside – Gola di velluto #11

      1. In generale la situazione può essere intrigante ma manca un po’ di dettaglio sul contesto per renderla davvero eccitante e per attirare l’attenzione.
        Preside e studentessa, ok lei è da lui per qualche motivo, magari un accenno al perché è là: richiamo, punizione, ramanzina, reali o solo scuse per averla nel suo studio. Lui la desidera da tempo, la osserva, questo ci viene detto ma non sappiamo se questo è il suo primo approccio assoluto con lei. Perché lei non reagisce alle sculacciate? Le basta pensare che l’uomo è molto affascinante? O forse è già noto per essere un uomo che punisce in questo modo quindi lei se lo aspettava… però troppe domande, quindi la fantasia si limita al racconto di una sessione di spanking fine a sé stessa, senza sapere i perché e i dettagli che renderebbero tutto più piccante e saporito…

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  1. Ogni racconto può essere migliorabile; anche a me sarebbe piaciuta qualche descrizione in più e qualche puntino di sospensione in meno. Ma sono gusti.
    Credo però che questo genere sia un piacere per chi legge, ma anche, e a volte soprattutto, per chi scrive. Da questo racconto traspare un piacere nello scriverlo che mi è piaciuto molto.

    Liked by 2 people

      1. stai lavorando per me? se non è zozza, anche se zozza ce piace lo stesso, ma se non lo è, e ho qualcosa da dire la ripubblico su facebook. Ti hanno molto apprezzato lo sai 😉

        Liked by 1 persona

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