Scogliera

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Raramente mi ricordo i miei sogni. A volte ne riesco a rammentare qualche frammento appena sveglio che mi sfugge immediatamente.
Questo lo ricordo, lo voglio scrivere prima che svanisca.

Il mare è di un blu, intenso e profondo, screziato dal bianco delle increspature delle onde.

La spuma bianca sbatte fragorosa contro il nero lucido della scogliera, l’acqua si insinua tra le rocce, come le mani tra i cuscini e tra le coperte.

Ti avverto, ti sento anche se non ti vedo. Risali lungo la parete di roccia, piccoli anfratti, spinose piante di cardo che testarde si ostinano a vivere nonostante tutto aggrappate alle rocce.

Pare un sentiero, a mezza costa, ma sono solo piccoli anfratti, la parete si fa nuovamente verticale. Salgo, ti sento, voglio afferrarti ed aiutarti a salire fino al piano.

In cima un’impervia mulattiera, grandi rocce dissestate, ciottoli scomposti e terra. Vedo i passi, procedi a fatica sui tuoi alti tacchi a spillo.

Vedo le tue caviglie piegarsi in modo innaturale. So che sto provando a sorreggerti per le spalle pur vedendo solo i tuoi piedi.

Man mano la strada si fa più liscia, cammini più veloce, più sicura.

Continuo a vedere solo le scarpe, le caviglie, ma sono certo che siano le tue.

La strada ora è di bianche lastre di marmo.

Corri veloce, senza peso. Grazia infinita sui tuoi tacchi alti. Mi distanzi.

Corro e mi affanno, ma non riesco a raggiungerti.

Il ricordo del sogno se ne è andato. Non sono riuscito a scrivere tutto, so che ho perso dei pezzi, delle immagini. Svanite come te alla fine del sogno, elegante e sinuosa sui tuoi tacchi a spillo.

Giorni

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Ci sono giorni speciali.

Ci sono ricordi di giorni speciali.

Una bella giornata di sole, emozioni, viaggi che iniziano, sguardi, attese e arrivi.

Macchine aperte, amici, stanchezza e felicità.

Ci sono giorni che prepari, sperando che tutto sia perfetto.

Ci sono giorni che perfetti lo sono.

Ci sono giorni che per un attimo pensavi che non sarebbero mai arrivati.

Ne sono passati tanti di giorni. Correndo, costruendo, inciampando, piangendo, stringendosi, amandosi.

E ci sono giorni, che dopo così tanto tempo, ti chiedi se rifaresti e ti rispondi di si.

Ci sono giorni che sono stati tra i più belli della tua vita.

E poi ci sei tu.

The gift in the Dojo.

Le parole di Lisa valgono più di qualunque disegno.
Grazie

Chezliza

Di una bellezza che fa’ male .

Grazie amico mio.

L.

Disegno di Aludivelluto.per gentile concessione.

Lei si dipinge il viso per nascondere il viso.

I suoi occhi sono acqua profonda.

I suoi capelli pensieri intrecciati.

Non è per una geisha desiderare.

Non è per una geisha provare sentimenti.

La geisha è un’artista del mondo che fluttua.

Danza.

Canta.

Vi intrattiene.

Tutto quello che volete.

Il resto è ombra.

Il resto è segreto.

(Tratto da -Memorie di una Geisha)

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A tutte le donne della mia vita

8 marzo 2017

A tutte le donne della mia vita, quelle che mi sono state accanto, che mi hanno nutrito, stregato, aiutato e ferito.

A quelle che mi hanno reso quello che sono, a tutte quelle che mi hanno plasmato e a tutte quelle che si sono fatte plasmare.

A tutte quelle che mi hanno cresciuto e compreso. Anche quando non era facile.

A tutte quelle che mi hanno insegnato, sgridato, motivato. A quelle che mi hanno fatto capire quanto sia importante cedere alle proprie passioni.

A tutte quelle che credendoci mi hanno detto ti amo, a tutte quelle a cui l’ho detto io.

A tutte quelle che mi hanno dato un bacio anche se ora forse non lo ricordano quasi più.

A tutte quelle che non potrò mai dimenticare.

A tutte quelle che doveva essere per sempre e per sempre non è stato, ma abbiamo camminato assieme.

A tutte quelle che mi hanno donato la loro amicizia, le loro confidenze ed hanno ascoltato le mie.

A tutte quelle che si sono fidate di me.

A tutte quelle con cui ho giocato, scherzato e con cui ho provato sensazioni.

A tutte quelle che mi hanno dato tutto e per poco non lo hanno distrutto.

A tutte quelle che mi hanno regalato le gioie più grandi della mia vita.

A te.

A tutte le donne della mia vita… grazie.



A tutte le donne

Fragile, opulenta donna, matrice del paradiso
sei un granello di colpa
anche agli occhi di Dio
malgrado le tue sante guerre
per l’emancipazione.
Spaccarono la tua bellezza
e rimane uno scheletro d’amore
che però grida ancora vendetta
e soltanto tu riesci
ancora a piangere,
poi ti volgi e vedi ancora i tuoi figli,
poi ti volti e non sai ancora dire
e taci meravigliata
e allora diventi grande come la terra
e innalzi il tuo canto d’amore.

Alda Merini

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Ma allora davvero dobbiamo cercare la giusta prospettiva?
Anche quando i rapporti si fanno tesi, quando si stenta a riconoscersi e a ritrovarsi?

Mi sono chiesto come farlo molte volte, ancora mi capita di farlo.

Ma forse alla fine l’unica soluzione è girare intorno e vedere tutto dall’altra parte.

Non è sempre facile, ma da questa angolazione tutto diventa diverso e a volte più chiaro.

Come disegnare tutto dalla prospettiva opposta.

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Oggi un’amica mi ha detto: “Pianificare è diventata la parola del secolo”.

Pianifichiamo le attività, il lavoro, gli impegni, la vita.

So che per alcuni è una necessità, un modo di trovare la sicurezza nelle proprie azioni.
Pianificheremo anche cosa fare nel caso salti la nostra pianificazione?

Siamo sicuri di voler prevedere davvero tutto?

La prospettiva giusta sarà davvero questa?

L’inaspettato, anche quando ci ferisce, non sarà quello che ci rende davvero vivi?

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Ci sono cose che vorremmo non cambiassero mai.

Ci sono cose che ci paiono immutate fin che non ci accorgiamo che abbiamo solo smesso di guardarle dalla giusta prospettiva per vedere e capire quanto stessero cambiando.

Ci sono cambiamenti a cui decidiamo di adattarci e ci sono cambiamenti che a volte non accettiamo.

A volte siamo solo noi a cambiare.

Ci sono cose che indipendentemente da come sono cambiate e dalla prospettiva da cui le guardiamo restano sempre bellissime.

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Devi cercare di vedere le cose dalla giusta prospettiva!

Non ditemi che non vi hanno propinato questa meravigliosa “massima” un bel po’ di volte nella vita. Io, giusto per cadere nella banalità più assoluta, ho cercato di propinarmela anche da solo.

Credo però di essermi stufato di tentare di dare la giusta prospettiva ad alcune cose, ma aver iniziato ad accettare i fallimenti in quanto tali e essere riuscito a dare il giusto valore ai successi.

Forse la giusta prospettiva non bisogna cercarla, ma semplicemente goderne quando ce ne capita una buona davanti e se proprio siamo stufi di aspettare quella perfetta, possiamo disegnarla.

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Meraviglioso lo studio del disegno e della prospettiva. Ci insegna che tutto, visto dalla giusta “angolazione” può essere affascinante. Ed è inutile chiedersi come sarebbe da un altro punto di vista.

Il punto di vista alla fine lo sceglie solo chi disegna.

Anche nella vita dovremmo smettere di chiederci cosa sarebbe cambiato se avessimo fatto scelte diverse. Quelle scelte, in fondo, le abbiamo prese solo noi.

Io sto cercando di farlo.