Giorni

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Ci sono giorni speciali.

Ci sono ricordi di giorni speciali.

Una bella giornata di sole, emozioni, viaggi che iniziano, sguardi, attese e arrivi.

Macchine aperte, amici, stanchezza e felicità.

Ci sono giorni che prepari, sperando che tutto sia perfetto.

Ci sono giorni che perfetti lo sono.

Ci sono giorni che per un attimo pensavi che non sarebbero mai arrivati.

Ne sono passati tanti di giorni. Correndo, costruendo, inciampando, piangendo, stringendosi, amandosi.

E ci sono giorni, che dopo così tanto tempo, ti chiedi se rifaresti e ti rispondi di si.

Ci sono giorni che sono stati tra i più belli della tua vita.

E poi ci sei tu.

Gola di velluto – Fine

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Da tempo avevo preparato questo post. La conclusione di un progetto.
Da tanto tempo ho aspettato a pubblicarlo, come il non voler concludere qualcosa che ti ha dato tanto.
14 di voi si sono fidati al punto da confidarmi, magari in segreto o in anonimato, le loro fantasie.
14 di voi mi hanno regalato un loro sogno.
14 storie diverse.

Ho voluto elencarle sotto. A vederle così, tutte assieme, mettono i brividi.
Grazie. E’ stato stupendo.
Manca solo l’ultima storia.


So quello che voglio e non tollererò errori. Ti ho fatto delle richieste ben precise, non accetto sbavature, variazioni ed omissioni. Ho pensato a un copione ben stabilito, cosa dovrai fare e come. Ti ho spiegato i miei gusti e quello che voglio da te. Non ti ho taciuto nulla.

Ti ho specificato l’abbigliamento, fin nei minimi dettagli. Non mi interessa cosa dovrai comprare. Questa è la mia fantasia di cui tu sarai l’attrice.

Ho preteso che mi mandassi una foto del tuo corpo. Solo il corpo, non il viso. Tu sarai solo un corpo, l’oggetto del mio piacere. Non ci saranno baci, sorrisi o parole.

Abbiamo concordato il giorno, l’ora e il prezzo, ma sai bene che se qualcosa non seguirà le regole non avrai nulla.

Suoni alla porta. Apro e ti attendo seduto sul letto. Sento i passi dei tacchi sulle scale, nel corridoio. Sulla porta ti fermi e lentamente fai scivolare via l’impermeabile nero.

Sei come ti volevo, le scarpe, le autoreggenti, l’intimo, al collo il collare di pelle lucida. Sei stata attenta e scrupolosa, hai seguito ogni mio dettame. Sapevo di essermi affidato a una professionista.

Ti accucci a quattro zampe, procedi verso di me. Mi porgi il guinzaglio dorato. Non mi guardi negli occhi, non osi farlo, sai che non devi farlo.

“Ecco la tua cagna, mio padrone.”

“Non ho mai visto una cagna senza coda!”

Prendi lentamente il plug ornato da una morbida coda. Lo inumidisci leccandolo sensuale e lo te lo infili… inizi a leccarmi i piedi. Sali lungo le gambe. Mi sporgo sul bordo del letto in modo che con la lingua tu possa riservare attenzioni alle mie palle e al mio culo.

Mi lecchi l’uccello, con la mano dietro la nuca ti do il tempo.

Con uno strattone del guinzaglio ti costringo ad alzarti. Ti allargo le gambe e inizio ad accarezzarti il clitoride. Sei fradicia, posso sentire il tuo odore, il tuo sapore sulla mia lingua. Ti sento ansimare, gemere, non puoi muoverti lo sai.

Ti passo il vibratore viola.

“Inizia il tuo spettacolo! Vieni per me!”

Con movimenti dapprima lenti, poi sempre più veloci ti masturbi davanti a me. Vedo il cazzo di plastica che entra ed esce da te mentre con l’altra mano continui a torturarti il clitoride.
La tua voce è strozzata, il tuo respiro affannoso. Il vibratore e il plug ti riempiono, si completano, li puoi sentire che sfregano dentro di te, si alternano. Le gambe iniziano a tremarti leggermente, la posizione è sempre più difficile da mantenere, sei scossa da fremiti. Mi piace vederti dover stare in piedi su quei tacchi vertiginosi.

Stai per venire, lo vedo dai tuoi occhi che si velano di piacere. Urli, le tue gambe cedono e cadi tra le mie braccia.

Ti sdraio sul letto.

“Dimmi che vuoi il mio cazzo!”
“Si lo voglio!”
“Chiedimelo, troia! Supplicami!”
“Ti prego, dammi il tuo cazzo. Ora!”

Ti tolgo il plug e mi sdraio sopra di te. Voglio che tu senta il peso del mio corpo schiacciarti, dominarti. Il mio cazzo entra facilmente nel tuo culo già dilatato. Con le mani ti stringo forte i capezzoli, quasi fino a farti male.

Il mio bacino ora da colpi vigorosi, senti i miei coglioni e il mio ventre dietro di te. Gemiamo, le parole si fanno confuse, i respiri pesanti. Vengo dentro di te. Sento il mio sperma che cola tra le tue natiche.

Mi accascio sul letto, sfatto, per un tempo indefinito.

Mi alzo, non ti guardo.

“Prendi i tuoi soldi e vattene”. Raccogli le banconote dal comodino mentre salgo le scale e mi getto sotto la doccia. Lascio che l’acqua mi scrosci addosso.

Dopo poco entri nel bagno, ci guardiamo profondamente negli occhi. Ci amiamo. Lento ti accarezzo le spalle.

“Lascia che ti insaponi la schiena amore!”

Riflettendo un po’.. – Gola di velluto #1
La cicatrice – Gola di velluto #2
The hole – Gola di velluto #3
La prima volta non è mai perfetta – Gola di velluto #4
Olive taggiasche – Gola di velluto #5
Da bambino ero molto sensibile – Gola di velluto #6
Sconosciuti – Gola di velluto #7
Sulla panchina – Gola di velluto #8
Non lo ero – Gola di velluto #9
Buon anniversario – Gola di velluto #10
Dal preside – Gola di velluto #11
Lei – Gola di velluto #12
La Festa – Gola di velluto #13
Intercity notte – Gola di velluto #14

∞ – Il collaborazione con Orso Romeo

Si dice che l’orso perda il pelo ma non il vizio. E così Orso Romeo ed io abbiamo ritrovato il piacere di collaborare. Il tutto nasce da un mio disegno un po’ matto che è servito da spunto per queste sue meravigliose righe. Un immenso grazie Romeo!

Le gambe che con fatica trascina. La malattia che ha consumato lentamente le sue ossa. La danza finita per sempre, oramai una vecchia foto, non un jpg, ma una polaroid datata. Un anno ancora, diagnosticato dai medici. È questione di un attimo. Sulla terrazza delle lenzuola stese. E salta, come se stesse ballando sulle note di Ciajkovskij, con l’eleganza di un cigno. E mentre precipita vede qualcosa attraverso le finestre.

Ottavo piano. Il suo primo orgasmo, raggiunto da sola, violando quel buco.
Settimo piano. Il primo viaggio all’estero, in Irlanda, con tutti i suoi compagni di liceo.
Sesto piano. I genitori che le sorridono.
Quinto piano. Il suo diploma con il massimo dei voti all’Accademia Nazionale di Danza.
Quarto piano. Una stanza vuota. Il figlio che non è mai arrivato.
Terzo piano. La prima volta, deludente, per come si è consumata e perché non era l’uomo giusto.
Secondo piano. Il primo applauso, per il suo ruolo da protagonista, al Teatro La Scala.
Primo piano. L’amore di Luca, per vent’anni al suo fianco.

E poi tutto nero. È bastato un attimo per dimenticarsi ogni cosa e quando il corpo arriva a terra, le ossa si frantumano e dalla sua bocca esce uno strillo. E guarda quel corpo disteso a terra, che fatica a ricordare. E comincia a volare, sempre più su.

Primo piano. Alla ricerca del nido da costruire.
Secondo piano. Le trappole evitate di chi pretendeva di chiuderla in uno zoo.
Terzo piano. Quella deliziosa lepre da mangiare, dopo giorni di digiuno.
Quarto piano. La vista acutissima, sempre in allerta per avvistare pericoli.
Quinto piano. Lei e il suo maschio, fedeli per la vita, in cerca di un habitat accogliente.
Sesto piano. I proiettili evitati, per non finire imbalsamata in un museo.
Settimo piano. Il dolore nel depositare le uova.
Ottavo piano. La felicità nel vederle schiudersi alla vita.

E poi un volo maestoso verso il blu.

Il mio pisello “stregato” – #zozzolerci

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Da tanto, troppo tempo, non vi parlo del mio pisello. Da quando il progetto #zozzolerci ha trovato la sua conclusione o forse la sua giusta evoluzione, il mio pisello non è più apparso su questa pagine.

Ma in questo periodo ha ritrovato nuovo smalto e la voglia di apparire nuovamente su questo blog.

Si sta preparando per la grande festa delle streghe, Halloween, e giustamente, per non fare brutta figura, dovrà indossare la maschera migliore.

Ne ha provate ben quattro, da mummia, da vampiro, da mostro di Frankenstein e da classico Jack o’ lantern. A causa del suo spiccato narcisismo non sa scegliere quale sia l’outfit (solo per mettere una parola che fa fiko) migliore per questa importante occasione mondana, visto che si sente molto bello con tutti e quattro.

Ancora una volta quindi si rivolge fiducioso a voi per avere consiglio e commenti.

Eccolo dunque il nuovo set di stickers per la nota app di messaggistica telegram firmati da Alidivelluto dedicato alla festa di ognissanti.

Voi che custodite gelosamente nel vostro smart phone il mio pisello o tutti quelli che ancora non lo hanno, non perdete l’occasione di sfoggiarlo la notte più “mostruosa” dell’an(n)o.

Per farlo basterà cliccare qui (o sull’immagine all’inizio del post) dal vostro smart phone con telegram e poi su “aggiungi stickers” o andate direttamente all’indirizzo:

https://telegram.me/addstickers/aliween

Grazie a tutti quelli/e che lo scaricheranno e lo condivideranno con parenti e amici.

Donati un Halloween indimenticabile in compagnia del mio pisello!

P.S.
Per quelli che ancora non hanno il mio pisello sul proprio cellulare (e spero siano davvero pochi) ora potete ovviare a questa mancanza cliccando qui direttamente dal vostro smart phone con telegram e poi su “aggiungi stickers” o andate all’indirizzo:

https://telegram.me/addstickers/Alidivelluto

Da bambino ero molto sensibile – Gola di velluto #6

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Per troppo tempo i racconti che mi avete inviato sono rimasti chiusi nelle mie mail. Come già vi dicevo a luglio, me ne scuso, ma ora si ricomincia!

Un blogger, che preferisce rimanere anonimo, mi ha inviato questa sua storia / fantasia.
Piccoli refusi presenti nel testo sono stati da me volontariamente lasciati.

Già quando ero piccolo mostravo dei caratteri che poi si sarebbero resi più evidenti crescendo. Ricordo che non socializzavo bene con gli altri bambini, infatti mi divertivo di più da solo. I miei non capviano perché mi comportassi così oppure non volevano capire.
Sta di fatto che per me l’infanzia è stata sempre molto turbolenta, incasinatissima, un periodo veramente brutto!

Non riuscivo a integrarmi, non mi sono mai integrato. Così quando è arrivato il momento di scegliere ho pensato che la mia strada poteva essere quella del convento. Lì ho conoscuito i momenti più belli della mia vita.

Chiuso nello studio e nell silenzio, tra persone per bene, con gli stessi interessi miei…… Ero finalmente LIBERO!! LIBERO di esprimere quello che mi piaceva e di essere come ero, perché tutti i miei amici là dentro erano come me. Onon mi dicevano nulla se non ero come loro. D’altronde si sa, scaglia la prima pietra chi è senza peccato!

Il primo anno di studio è stato veramente bellissimo! Le lezzioni erano tutte belle ed ilavori tanto e quindi non avevo tempo per distrarmi. Poi però, al seoncdo anno, è successo il problema…..

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La grande onda Z


Il possente corpo d’acciaio sorge dal mare davanti a Kanagawa, solo in parte nascosto dalla grande onda.

Non so resistere al bello, mi intrappola e mi rapisce. Credo di essere un’esteta alla fin dei conti. E’ successo molte volte, in visita a città e musei, che davanti a opere d’arte resti estasiato, in immobile ed assorta ammirazione. Ed è necessario che qualcuno, di solito stufo di aspettarmi o di vedermi imbambolato, venga a portarmi via a forza. Un inizio di sindrome di Stendhal credo.

Non ho particolari preferenze, “soffro” un po’ di tutto: quadri, palazzi, sculture, ma anche ponti e strade a volte.

La maschera di Agamennone e quella di Tutankhamon, la stele di Rosetta, il grattacielo Chrysler a New York, il museo Picasso a Barcellona, le opere futuriste di Balla e il Grande Nocchiere di Thayaht sono solo alcuni esempi che mi vengono in mente.

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Saluti e teaser

Anche se a volte ho dubitato di farcela, anche quest’anno sono arrivato alle ferie. E domani… fan culo al lavoro, ai casini, alla rete. Domani parto.

Per un po’ vi sarò lontano, mi staccherò dal pc, dal iphone, dalle mail. Ne ho bisogno.

Niente internet, wifi, dll, if, for e while. E niente blog. Mi mancherete, lo so. Ci rivediamo a settembre, dove spero di essere un po’ più presente che in questo ultimo periodo.

Ci sono tante cose che vorrei fare. Pubblicare di nuovo qualche racconto, scrivere qualcosa a 4 mani con qualcuno di voi, riprendere qualche progetto che è finito mio malgrado nel dimenticatoio e iniziare qualcosa di nuovo.

Ricominciare con la rubrica Gola di Velluto, a cui siete stati così gentili da mandare fantastici racconti, alcuni dei quali non ho ancora pubblicato e me ne scuso.

Sono stati tempi difficili, a volte burrascosi e so che mi aspetterà un autunno impegnativo.

Un periodo per rigenerarmi, con te vicina. Per conservarti per quando non ci sarai.

Ci vediamo dunque e grazie di tutto quello che mi avete dato.

 

Nozze d’argento – in collaborazione con Orso Romeo

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Tempo fa Orso Romeo mi inviò questo meraviglioso racconto, ispirato da questo mio disegno. La sfida nasceva dal provare a scrivere qualcosa riguardo all'”altra metà del cielo”. Un periodo incasinato ha fatto si che questo testo rimanesse troppo tempo nella mia mail. E’ tempo di donarlo a voi come lui l’ha donato a me. Un immenso grazie a Romeo!

Avevano venticinque anni quando hanno deciso di sposarsi. Lei stava terminando l’università, lui aveva appena trovato un lavoro. Non c’era nessun figlio in arrivo, era la passione che decideva. Avrebbero potuto fare un update al kamasutra, erano come il cubo di Rubik, capaci di scombinare i propri colori, senza avere la minima idea di come rimetterli a posto, ma in un battito di ciglia i colori tornavano in ordine sulle sei facce del cubo.

Se i contrari si escludono a vicenda, gli opposti invece si generano e si rigenerano, e loro erano così, avevano bisogno l’uno dell’altro per esistere. Se le narici e le sue orecchie avessero avuto l’apertura della sua vagina, lei avrebbe permesso al suo cazzo di penetrare anche quegli orifizi. E in quelle scopate, sette giorni su sette, capivano che insieme erano una cosa sola.

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Challenge letteraria. Day three.

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Ringrazio Lisa di

https://chezliza.wordpress.com

per avermi nominato a partecipare a questa “Challenge.”
E’ una “sfida” incentrata sulla letteratura che consiste nel pubblicare per tre giorni le nostre tre citazioni preferite e nominare, ogni giorno, tre blogger diversi che continueranno il gioco. (Non bisogna necessariamente riportare citazioni tratte dai libri. )

Ultimo appuntamento, un libro, una canzone e un film (se vi siete persi il primo e il secondo). Grazie Lisa!

E andiamo!

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Challenge letteraria. Day one.

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Ringrazio Lisa di

https://chezliza.wordpress.com

per avermi nominato a partecipare a questa ” Challenge.”
E’ una “sfida” incentrata sulla letteratura che consiste nel pubblicare per tre giorni le nostre tre citazioni preferite e nominare, ogni giorno, tre blogger diversi che continueranno il gioco. (Non bisogna necessariamente riportare citazioni tratte dai libri. )

Proverò a cimentarmi, un libro, una canzone e un film (spero di riuscirci per tre volte), anche se il periodo è incasinato, e forse proprio perché lo è. Grazie Lisa!

E andiamo!

Giorno 1 

Molti tra i vivi meritano la morte. E parecchi che sono morti avrebbero meritato la vita. Sei forse tu in grado di dargliela? E allora non essere troppo generoso nel distribuire la morte nei tuoi giudizi: sappi che nemmeno i più saggi possono vedere tutte le conseguenze.
(Gandalf)


Hey you, would you help me to carry the stone?
Open your heart, I’m coming home.

But it was only fantasy.
The wall was too high,
As you can see.

No matter how he tried,
He could not break free.

And the worms ate into his brain.
(Waters)


Ci sono un fottio di buche nel deserto e in quelle buche ci sono sepolti un fottio di problemi. Solo che lo devi fare bene. Insomma devi aver già scavato la buca prima di presentarti con un pacco nel porta bagagli, se no si parla di scavare per mezz’ora, quarantacinque minuti, e chi lo sa chi si può presentare nel frattempo. In quattro e quattr’otto ti tocca scavare altre buche e cazzo ci puoi restare tutta la notte nel cazzo di deserto.
(Nicky Santoro)


Non ci saranno nomi alla fine di questi miei post. Ci sono delle persone che mi piacerebbe veder partecipare, ma non sarò io a nominarle.