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Ci sono cose che vorremmo non cambiassero mai.

Ci sono cose che ci paiono immutate fin che non ci accorgiamo che abbiamo solo smesso di guardarle dalla giusta prospettiva per vedere e capire quanto stessero cambiando.

Ci sono cambiamenti a cui decidiamo di adattarci e ci sono cambiamenti che a volte non accettiamo.

A volte siamo solo noi a cambiare.

Ci sono cose che indipendentemente da come sono cambiate e dalla prospettiva da cui le guardiamo restano sempre bellissime.

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Devi cercare di vedere le cose dalla giusta prospettiva!

Non ditemi che non vi hanno propinato questa meravigliosa “massima” un bel po’ di volte nella vita. Io, giusto per cadere nella banalità più assoluta, ho cercato di propinarmela anche da solo.

Credo però di essermi stufato di tentare di dare la giusta prospettiva ad alcune cose, ma aver iniziato ad accettare i fallimenti in quanto tali e essere riuscito a dare il giusto valore ai successi.

Forse la giusta prospettiva non bisogna cercarla, ma semplicemente goderne quando ce ne capita una buona davanti e se proprio siamo stufi di aspettare quella perfetta, possiamo disegnarla.

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Meraviglioso lo studio del disegno e della prospettiva. Ci insegna che tutto, visto dalla giusta “angolazione” può essere affascinante. Ed è inutile chiedersi come sarebbe da un altro punto di vista.

Il punto di vista alla fine lo sceglie solo chi disegna.

Anche nella vita dovremmo smettere di chiederci cosa sarebbe cambiato se avessimo fatto scelte diverse. Quelle scelte, in fondo, le abbiamo prese solo noi.

Io sto cercando di farlo.

Sexting – colpoditacco per #zozzolerci

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Tutto partì da qui e dal progetto #zozzolerci. L’idea, un post calcistico per un post zozzolercio. Pubblico con vero piacere il racconto di colpoditacco.

“Sei cambiata”. Quando a dirlo è la tua migliore amica, allora forse è vero. Più che cambiata mi ero lasciata andare, lasciata andare con uno sconosciuto. Mi sentivo libera, non giudicata, me stessa. Era eccitante e divertente, soprattutto perché lui era una persona che non avrei mai incontrato. Non rischiavo di vederlo in città, nei locali o al cinema.
Ci eravamo conosciuti online: qualche commento, tante mail e poi il numero di telefono. Per me era la prima volta, non avevo mai frequentato chat d’incontri o siti da rimorchio. Non ne ho mai visto l’utilità e non credo – tutt’ora – in questo tipo di rapporti.
Il flirtare iniziale e innocente è sfociato nel “sexting” o comunque in una cosa del genere e nello scambio di foto sempre più audaci.
I miei piedi, il suo corpo, le mie gambe, lui nudo, le mie tette, il suo uccello, il mio monte di Venere, il mio culo, il suo culo…

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A scuola di disegno con Ysingrinus 

Ysingrinus, per me sempre fonte di ispirazione, chiacchierando ha iniziato a darmi utili consigli sull’arte del disegno, di cui io sono assoluto profano. Inutile dire che mi ha suscitato la voglia di provare.

Recuperati quindi block notes, matita e gomma dalle scrivanie dei colleghi, scimmiottando lo stile delle stupende tavole di Milo Manara, ho provato a realizzare qualcosa. Questo è il risultato che, per malcelato esibizionismo, ho deciso di postare!

Grazie Ysi per i suggerimenti, in attesa della prossima lezione!