Il mio pisello “stregato” – #zozzolerci

halloween

Da tanto, troppo tempo, non vi parlo del mio pisello. Da quando il progetto #zozzolerci ha trovato la sua conclusione o forse la sua giusta evoluzione, il mio pisello non è più apparso su questa pagine.

Ma in questo periodo ha ritrovato nuovo smalto e la voglia di apparire nuovamente su questo blog.

Si sta preparando per la grande festa delle streghe, Halloween, e giustamente, per non fare brutta figura, dovrà indossare la maschera migliore.

Ne ha provate ben quattro, da mummia, da vampiro, da mostro di Frankenstein e da classico Jack o’ lantern. A causa del suo spiccato narcisismo non sa scegliere quale sia l’outfit (solo per mettere una parola che fa fiko) migliore per questa importante occasione mondana, visto che si sente molto bello con tutti e quattro.

Ancora una volta quindi si rivolge fiducioso a voi per avere consiglio e commenti.

Eccolo dunque il nuovo set di stickers per la nota app di messaggistica telegram firmati da Alidivelluto dedicato alla festa di ognissanti.

Voi che custodite gelosamente nel vostro smart phone il mio pisello o tutti quelli che ancora non lo hanno, non perdete l’occasione di sfoggiarlo la notte più “mostruosa” dell’an(n)o.

Per farlo basterà cliccare qui (o sull’immagine all’inizio del post) dal vostro smart phone con telegram e poi su “aggiungi stickers” o andate direttamente all’indirizzo:

https://telegram.me/addstickers/aliween

Grazie a tutti quelli/e che lo scaricheranno e lo condivideranno con parenti e amici.

Donati un Halloween indimenticabile in compagnia del mio pisello!

P.S.
Per quelli che ancora non hanno il mio pisello sul proprio cellulare (e spero siano davvero pochi) ora potete ovviare a questa mancanza cliccando qui direttamente dal vostro smart phone con telegram e poi su “aggiungi stickers” o andate all’indirizzo:

https://telegram.me/addstickers/Alidivelluto

Sconosciuti – Gola di velluto #7

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Una blogger, che preferisce rimanere anonima, mi ha inviato questa sua storia / fantasia.


Non so niente di te, e non voglio sapere niente, so solo che da quando ti sento al telefono mi provochi un ‘eccitazione incontenibile, che se penso al nostro incontro ti voglio nuda, e mia.
Voglio averti.
Al buio nella tua stanza alle 17.
Io e te sconosciuti.

Rimasi a fissare quella mail per qualche minuto, la rilessi e la rilessi ancora. E più la leggevo, più nella mia testa era la sua voce a pronunciare quelle parole.
Dallo stupore (un pazzo?) passai allo sdegno (come si permetteva), per passare al pensiero di un contratto sfumato e la rabbia per il tempo perso (vaffanculo stronzo!) poi esplosi in una risata (era uno scherzo?) e infine, in maniera del tutto inaspettata, mi ritrovai eccitata.
Quella morsa intensa al basso ventre, e alla bocca dello stomaco, il sesso che si contraeva, un brivido lungo la schiena e la sensazione che gli slip fossero intrisi di desiderio.
Echeggiava la sua voce nella mia testa, non più dati e termini tecnici, ma le parole di quella assurda mail.

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La via del drago (in collaborazione con La Mela sBacata)

A volte si incontrano della persone speciali delle quali leggere i post è sempre un piacere. Per come scrivono, per quello che sanno trasmettere e donarci. Mela è forse forse il miglior esempio di tutto ciò. Da qui nasce da parte mia la voglia di questa collaborazione… e lei ha saputo ancora una volta stupirmi facendomi un regalo davvero speciale, questa sua storia. Il mio unico contributo è stato quello di provare a disegnare le atmosfere che ha creato. Grazie per questo bellissimo dono.

Finì di agganciare il reggicalze e voltò la testa verso il grande specchio a parete, per controllare che la riga delle calze di seta nera fosse diritta.

Con un sussulto di dolore palpò il contorno dell’occhio, tanto bluastro che neppure il trucco pesante riusciva a celarlo completamente.
Quella sera avrebbe dovuto indossare il cappellino con la veletta, per poter cantare al jazz club e intrattenere i coraggiosi marines in partenza per l’Europa.

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Olive taggiasche – Gola di velluto #5

Lemniar mi ha inviato questa sua bellissima storia / fantasia, quasi a voler completare questo suo post.

Suo cugino mi manda a cercare delle olive taggiasche nella dispensa che non ho idea di dove sia. Ho i nervi a fior di pelle perché mi ha portata a casa dei suoi cugini e io non conosco bene nessuno.

Abbiamo discusso tanto durante tutta la settimana senza mai riuscire a scaricare la tensione. Ho poi l’idea fissa che Lui legga il mio quaderno, ma non ho le prove e questo non fa che accrescere la mia agitazione.

La dispensa è appena oltre la porta d’ingresso.
La luce con cui mi metto a cercare è quella che proviene dal resto della casa, alzo le mani per prendere il vaso di vetro e una mano, la sua, mi spinge a fare un passo in avanti verso lo scaffale.

La porta si chiude.

Buio.

Sento il suo profumo, provo a girarmi abbassando le braccia, ma le sue mani risalgono verso i miei gomiti, mi fa appendere al bordo di un ripiano, le labbra raggiungono il mio collo.

Rimango razionale solo per pochi secondi, il tempo che ci vuole per inumidirmi il collo e il sesso e poi smetto di pensare.

Mi piace quando non si rade.

Sbottona la camicia solo fino a sotto il seno e abbassa il pizzo del reggiseno per pizzicarmi i capezzoli mentre continua ad arrossarmi il collo con la barba. Mi dice di non fiatare e che sarà solo il primo round, ma io aspetto solo che mi sbottoni i pantaloni e che con la mano mi entri nelle mutande. E lo fa, e anche se le dita sono fredde, gliele scaldo in fretta e inarcando la schiena aspetto che mi accarezzi, che muova le dita come sa: in su, in giù, in circolo e che si faccia strada dentro di me.

Mi accorgo di aspettare da una settimana questo momento e questo piacere che arriva rapido io, non sono in grado di soffocarlo.

La sua mano si allontana da me, mi giro, ci baciamo mentre io abbottono i pantaloni e lui sistema reggiseno e camicia. Lui apre la porta e la luce che entra gli fa dire sorridendo che sono spettinata.

Le olive dalla dispensa le porta via Lui.

Se volete mandarmi la vostra storia o la vostra fantasia vi ricordo che potete farlo scrivendomi una mail a alidivellutoblu@yahoo.it o, in modo assolutamente anonimo, tramite questo form.

La prima volta non è mai perfetta – Gola di velluto #4

Una blogger o un blogger mi ha inviato tramite il form questa sua storia / fantasia.

Oramai sono mesi che la notte sogno Lui. All’inizio non capivo, i sogni erano impregnati di cose e di fatti che confondevano un po’ le acque. Poi il suo corteggiamento è diventato un po’ più esplicito, anche se sempre estremamente galante e vagamente distaccato, e i sogni di conseguenza sono diventati meno sibillini.

Lui è così comprensivo, intelligente, dolce, rilassante… Sarebbe tutto perfetto se non fosse che è sposato, ha 15 anni in più di me ed è il mio diretto superiore, uomo molto noto, stimato e rispettato mentre io… Beh, io sono io.

Cedere alle sue lusinghe sarebbe davvero sbagliato, un errore clamoroso. Se si venisse a sapere io sarei etichettata come troia arrivista e per la vergogna dovrei dare le dimissioni.
Eppure, giorno dopo giorno, sento crescere l’attrazione e l’affetto, nonostante cerchi di frenarmi in tutti i modi.

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La cicatrice – Gola di velluto #2

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Una blogger, che preferisce rimanere anonima, mi ha inviato questa sua storia / fantasia.

Finalmente è davanti a me. La posso toccare e accarezzare. È la parte del tuo corpo che più mi faceva impazzire, più mi eccitava. Appena l’ho vista in una delle foto che mi hai mandato, l’ho notata subito e l’ho trovata sexy da morire. Più di tutto il resto. Ha scatenato in me la voglia di assaggiarti, di accarezzarti proprio lì. Un particolare di te per il quale avrei fatto follie. La tua piccola cicatrice. Appoggiata, lì, sulla tua anca. Ancora ricordo la prima volta che l’ho vista: “Cosa hai sull’anca?”

“E’ una piccola cicatrice”.

“Mi piace, è sexy”.

“Non l’ha mai notata nessuna. Sai, sono attratte da altro in quella zona”.

“Immagino. A me però piace molto. Io noto i particolari”.

“E cosa ci faresti…?”

“Prima cosa, voglio sapere come te la sei fatta? Poi magari, la vorrei baciare e accarezzare”.

“Un piccolo incidente da ragazzino, nulla di che. Ah, quindi la vorresti baciare?

“Sì!”.

“Dopo che l’hai baciata, dovresti spostarti più al centro e dedicare le tue attenzioni ad altro”.

“Bah, forse! Se mi va…”.

“Oh, certo che ti andrà. Non essere impertinente come al solito. Quando sarai lì, lo farai eccome. Non potrai resistere”.

“Non essere troppo sicuro come al solito. Quello che voglio è la tua piccola imperfezione. Il resto non mi interessa più di tanto”.

Mentivo, ma non del tutto. Ma la soddisfazione non gliel’avrei mai data. La sua arroganza e la sua convinzione di capirmi, di leggermi dentro, mi eccitavano e mi facevano puntare i piedi allo stesso tempo.

Non poteva vincere sempre, un po’ di resistenza la dovevo fare. Già sarei stata in ginocchio davanti a lui… mi sembra abbastanza!

Ora, finalmente è a pochi centimetri dal mio viso, dalla mia bocca, dalle mie mani. Posso fare quello che voglio. È quello che in fondo ho sempre voluto.

Allungo la mano per toccarla, ma non ci arrivo, ti stai allontanando. “Perché ti sei allontanato? Dove vai?” penso nella mia mente. Non riesco a dirlo ad alta voce, è troppa la delusione.

“Perché non sei più a mia disposizione?”

“Dove sei finito?”

Poi, all’Improvviso tutto diventa chiaro. Non posso toccarti perché non sei lì, non esisti, non so nemmeno se sei mai esistito. Sei solo una fantasia. Sei solo un sogno. Forse è meglio così: se fossi diventato reale, probabilmente saresti stato una delusione. Avresti preso forma e consistenza e saresti stato solo un pezzo di carne. Un pezzo di carne… con una deliziosa cicatrice.

Se volete mandarmi la vostra storia o la vostra fantasia vi ricordo che potete farlo scrivendomi una mail a alidivellutoblu@yahoo.it o, in modo assolutamente anonimo, tramite questo form.

Riflettendo un po’.. – Gola di velluto #1

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Una blogger, che preferisce rimanere anonima, mi ha inviato questa sua riflessione.

Ti chiedo di godere – in collaborazione con Nyno

Masturbazione

Ancora una volta Nyno mi regala un suo scritto. Grazie.

Non ho compreso il motivo, non ho bisogno di andare a cercare logiche che poi alla fine mi danno noia, sono strano e ho sempre bisogno, bisogno di te.
Ti fai trovare nuda a letto, con le gambe aperte. Sei bella, sei bellissima, sei una delle più belle, sei la mia puttana. Prima di avvicinarmi a te, sposto la tenda che da noia alla finestra, non si riesce ad aprire completamente.

Due candele sopra al comodino, si vogliono spegnere, ma aspettano, l’orgasmo piace a tutti. Ti ho portato un regalo, lo scarto dalla scatola e lo tiro fuori.

Ti ho comprato un vibratore.

Lo tieni in mano, lo metti in funzione, vibra. Vicino al tuo letto, hai messo una sedia, come ti ho chiesto, sono esigente, su certe cose, non transigo. Voglio che tu cominci questo spettacolo. Delicatamente lo posi sul clitoride e cominci a stimolarlo.

Il tuo viso cambia espressione, tu cambi mondo, cambi situazione. Parlo a voce bassa e, ti eccita, ti ho chiesto se, quello che adesso ti sta penetrando è il mio pene e tu mi hai detto di no, mi hai detto che di quel tipo che tutte le vote che ti guarda ti fa bagnare, ti fa eccitare come una porca.

Te lo vorresti scopare, lo vorresti dentro di te, dentro la tua vagina calda e consumata. Ti chiedo di quanti peni hai bisogno, quanti ne vuoi. Sorridendo e guardandomi mi dici che quattro possono bastare e finisci la frase dicendo che io sono il tuo cornuto.

Il mio sesso è duro, mi piacerebbe vederti mentre ti fai penetrare la bocca, da ogni spettatore, da ogni perverso attore, da ogni perversa compulsione che adesso mi fa battere forte il cuore.

Godi, ogni volta che ti parlo di altri uomini, tu godi, godi senza limite. Ti chiedo di godere per me, ti chiedo di mettere l’oggetto dentro l’ano e con l’altra mano di accarezzarti il clitoride.

Lo fai subito, penetri il tuo ano, lo penetri con fermezza, lo penetri chiudendo gli occhi e, spingendo sempre di più, lo muovi lentamente come se fosse un pene dotato. Ad un certo punto, non ti sento più respirare, ti vedo tremare, ti vedo stringere le gambe, poi, ti sento ritornare, ti sento respirare forte, ti sento stringere il tuo seno, io ti guardo, io sorrido e, ti dico che sei brava, sei stata bravissima.

Ti bacio e mi ringrazi, mi ringrazi di esistere, mi ami, mi desideri, adori anche la parte più sporca di me. Chiudi le gambe.

Chiudo la finestra, spengo le candele, mi spoglio, stringo il tuo corpo caldo, stringo il tuo corpo eccitato. La mia puttana è stata bravissima.

Gola di velluto – preview

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Grazie a tutti! Questa è la prima cosa e la più importante.

Vi ricordate che lunedì vi ho parlato della nuova rubrica che vorrei lanciare pubblicando fantasie, confessioni o storie di altri blogger, in modo del tutto anonimo?

Volevo ringraziare tutti voi per l’entusiasmo e l’affetto che mi avete dimostrato, per l’incoraggiamento, la simpatia e il supporto.

A tutti quelli che mi hanno promesso un post e a quelli che si sono offerti come lettori.

Grazie a tutti o tutte quelli che coraggiosamente mi hanno mandato per primi i loro post! Anche se alcuni non so chi siano… grazie!

Tutto questo può funzionare solo per merito vostro!

Un grazie particolare a Mela per il bel nome che mi ha suggerito, davvero un tocco di classe.

Appuntamento per tutti a lunedì per la prima puntata!

Se volete mandarmi la vostra storia o la vostra fantasia vi ricordo che potete farlo scrivendomi una mail a alidivellutoblu@yahoo.it o, in modo assolutamente anonimo, tramite questo form.

Dai che partiamo!

Sei merce avariata!

Dedicato a Gintoki e alle sue richieste hard boiled!

La luce dei neon filtrava attraverso le veneziane mettendo in risalto la polvere che impregnava l’aria di quello squallido motel di periferia.

Il cadavere era steso sul letto, nudo, le gambe ancora spalancate. Dai suoi occhi sbarrati si potevano immaginare i suoi ultimi istanti di vita, quando il terrore aveva preso il posto dell’eccitazione, quando i rantoli di piacere erano stati sostituiti da grida soffocate. Ai piedi del letto disfatto il cuscino con cui era stata soffocata.

Jim osservava la scena, osservava il cadavere, quella che fino a ieri era Clare, quella che avrebbe sempre voluto che fosse la sua Clare.

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