Sulla panchina – Gola di velluto #8

Kinkynora, che ringrazio, mi ha promesso un suo racconto per la mia rubrica a patto che io “facessi la mia parte”. Potevo forse rifiutare? Per capire quale fosse questa parte non vi resta che leggere il racconto qui sotto. Non ve ne pentirete.

Il problema di Nora e gli appuntamenti. Cerca di uscire sempre almeno mezz’ora prima di quanto farebbe una persona normale per arrivare con congruo anticipo e non rischiare ritardi, ci possono sempre essere dei contrattempi, no? Beh a volte i contrattempi sono a favore: niente traffico, tutti semafori verdi ed ecco che ora è sul luogo dell’appuntamento con più di un’ora di anticipo. Sono la solita, che cazzo ci faccio qui alle tre del pomeriggio, l’appuntamento è alle 16.15… Posso sfruttare il tempo per finire di leggere quel romanzo, mi mancano poche pagine

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Sconosciuti – Gola di velluto #7

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Una blogger, che preferisce rimanere anonima, mi ha inviato questa sua storia / fantasia.


Non so niente di te, e non voglio sapere niente, so solo che da quando ti sento al telefono mi provochi un ‘eccitazione incontenibile, che se penso al nostro incontro ti voglio nuda, e mia.
Voglio averti.
Al buio nella tua stanza alle 17.
Io e te sconosciuti.

Rimasi a fissare quella mail per qualche minuto, la rilessi e la rilessi ancora. E più la leggevo, più nella mia testa era la sua voce a pronunciare quelle parole.
Dallo stupore (un pazzo?) passai allo sdegno (come si permetteva), per passare al pensiero di un contratto sfumato e la rabbia per il tempo perso (vaffanculo stronzo!) poi esplosi in una risata (era uno scherzo?) e infine, in maniera del tutto inaspettata, mi ritrovai eccitata.
Quella morsa intensa al basso ventre, e alla bocca dello stomaco, il sesso che si contraeva, un brivido lungo la schiena e la sensazione che gli slip fossero intrisi di desiderio.
Echeggiava la sua voce nella mia testa, non più dati e termini tecnici, ma le parole di quella assurda mail.

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Da bambino ero molto sensibile – Gola di velluto #6

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Per troppo tempo i racconti che mi avete inviato sono rimasti chiusi nelle mie mail. Come già vi dicevo a luglio, me ne scuso, ma ora si ricomincia!

Un blogger, che preferisce rimanere anonimo, mi ha inviato questa sua storia / fantasia.
Piccoli refusi presenti nel testo sono stati da me volontariamente lasciati.

Già quando ero piccolo mostravo dei caratteri che poi si sarebbero resi più evidenti crescendo. Ricordo che non socializzavo bene con gli altri bambini, infatti mi divertivo di più da solo. I miei non capviano perché mi comportassi così oppure non volevano capire.
Sta di fatto che per me l’infanzia è stata sempre molto turbolenta, incasinatissima, un periodo veramente brutto!

Non riuscivo a integrarmi, non mi sono mai integrato. Così quando è arrivato il momento di scegliere ho pensato che la mia strada poteva essere quella del convento. Lì ho conoscuito i momenti più belli della mia vita.

Chiuso nello studio e nell silenzio, tra persone per bene, con gli stessi interessi miei…… Ero finalmente LIBERO!! LIBERO di esprimere quello che mi piaceva e di essere come ero, perché tutti i miei amici là dentro erano come me. Onon mi dicevano nulla se non ero come loro. D’altronde si sa, scaglia la prima pietra chi è senza peccato!

Il primo anno di studio è stato veramente bellissimo! Le lezzioni erano tutte belle ed ilavori tanto e quindi non avevo tempo per distrarmi. Poi però, al seoncdo anno, è successo il problema…..

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La via del drago (in collaborazione con La Mela sBacata)

A volte si incontrano della persone speciali delle quali leggere i post è sempre un piacere. Per come scrivono, per quello che sanno trasmettere e donarci. Mela è forse forse il miglior esempio di tutto ciò. Da qui nasce da parte mia la voglia di questa collaborazione… e lei ha saputo ancora una volta stupirmi facendomi un regalo davvero speciale, questa sua storia. Il mio unico contributo è stato quello di provare a disegnare le atmosfere che ha creato. Grazie per questo bellissimo dono.

Finì di agganciare il reggicalze e voltò la testa verso il grande specchio a parete, per controllare che la riga delle calze di seta nera fosse diritta.

Con un sussulto di dolore palpò il contorno dell’occhio, tanto bluastro che neppure il trucco pesante riusciva a celarlo completamente.
Quella sera avrebbe dovuto indossare il cappellino con la veletta, per poter cantare al jazz club e intrattenere i coraggiosi marines in partenza per l’Europa.

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Scopandomi te – in collaborazione con Nyno

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Nuova puntata della collaborazione tra Nyno e me. Ancora una volta è stato lui a dover mettere la sua fantasia al servizio di un mio disegno. Buona lettura.

Ti ho notato mentre bevevo un caffè, ti ho lasciato andare, ma ti ho violentato gli occhi, ho stuprato la tua mente, ho accarezzato il tuo orgasmo, le tue labbra piangevano saliva, godevi come si gode, una puttana che dispone di passioni che poi non racconterà, per il troppo piacere.

Tutto questo in un solo sguardo, sei andata via, i nostri occhi si sono incrociati per pochi attimi, quei pochi attimi che danno il suicidio a quei pensieri che la mente costantemente fa.

Sono le 23 è la penultima corsa, il bus è come il treno, non passa sempre. Ti vedo, sei in piedi che ti tieni, non ti piace sederti, non ti piace sporcarti, non ti piace quello che tutti usano, a te piace farti usare.

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Estasi di un bacio – par condicio

Nel mio precedente post il caro Orso Romeo ha fatto appello alla par condicio. Non ho certo potuto tirarmi indietro e gli dedico con piacere questo disegno. Sperando che anche in Italia si possa superare qualche stupido tabù, vista anche la recente legge sulle unioni civili.

L’estasi di un bacio è troppo grande per farsi intrappolare in uno schema.

P.s.
Sul genere Bear ho dovuto googolare, lo ammetto 🙂 E non credo di averci troppo azzeccato. Apprezza l’impegno!

Gola di velluto – preview

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Grazie a tutti! Questa è la prima cosa e la più importante.

Vi ricordate che lunedì vi ho parlato della nuova rubrica che vorrei lanciare pubblicando fantasie, confessioni o storie di altri blogger, in modo del tutto anonimo?

Volevo ringraziare tutti voi per l’entusiasmo e l’affetto che mi avete dimostrato, per l’incoraggiamento, la simpatia e il supporto.

A tutti quelli che mi hanno promesso un post e a quelli che si sono offerti come lettori.

Grazie a tutti o tutte quelli che coraggiosamente mi hanno mandato per primi i loro post! Anche se alcuni non so chi siano… grazie!

Tutto questo può funzionare solo per merito vostro!

Un grazie particolare a Mela per il bel nome che mi ha suggerito, davvero un tocco di classe.

Appuntamento per tutti a lunedì per la prima puntata!

Se volete mandarmi la vostra storia o la vostra fantasia vi ricordo che potete farlo scrivendomi una mail a alidivellutoblu@yahoo.it o, in modo assolutamente anonimo, tramite questo form.

Dai che partiamo!

Ho bisogno di voi!

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Vorrei il vostro contributo e parere su una nuova rubrica che mi piacerebbe lanciare.
L’idea è quella di pubblicare fantasie, confessioni o storie di altri blogger, in modo del tutto anonimo (a meno che l’autore non desideri che il suo nick appaia).
Non è importante che siano storie reali, di vita vissuta o solo fantasie, anzi credo che questa ambiguità renda la cosa anche più divertente.
Queste verranno pubblicate sul mio blog senza che io formuli giudizi o prenda posizione.
Se non me ne indicherete una voi sceglierò una foto o un mio disegno come accompagnamento al post.
Nei commenti poi si potrà liberamente discutere: l’autore stesso potrà intervenire senza che si sappia che è lui.
Perchè tutto ciò?
Con gli #zozzolerci ho visto che ad alcuni piacerebbe scrivere di questi argomenti, ma magari non desidera farlo sul proprio blog.
Mi piacerebbe poter creare uno spazio dove si possa discutere di sesso liberamente, senza tabù e preconcetti.
Mi aiutate in questo nostro progetto?  Si nostro perché ovviamente i protagonisti sarete solo voi.
Io ho creato un form con cui mandarmi i contributi in modo assolutamente anonimo o potete scrivermi per email a alidivellutoblu@yahoo.it
Dunque cosa ne pensate? Come chiamiamo la rubrica? Partiamo?