Sexting – colpoditacco per #zozzolerci

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Tutto partì da qui e dal progetto #zozzolerci. L’idea, un post calcistico per un post zozzolercio. Pubblico con vero piacere il racconto di colpoditacco.

“Sei cambiata”. Quando a dirlo è la tua migliore amica, allora forse è vero. Più che cambiata mi ero lasciata andare, lasciata andare con uno sconosciuto. Mi sentivo libera, non giudicata, me stessa. Era eccitante e divertente, soprattutto perché lui era una persona che non avrei mai incontrato. Non rischiavo di vederlo in città, nei locali o al cinema.
Ci eravamo conosciuti online: qualche commento, tante mail e poi il numero di telefono. Per me era la prima volta, non avevo mai frequentato chat d’incontri o siti da rimorchio. Non ne ho mai visto l’utilità e non credo – tutt’ora – in questo tipo di rapporti.
Il flirtare iniziale e innocente è sfociato nel “sexting” o comunque in una cosa del genere e nello scambio di foto sempre più audaci.
I miei piedi, il suo corpo, le mie gambe, lui nudo, le mie tette, il suo uccello, il mio monte di Venere, il mio culo, il suo culo…

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In onore di fufu0076 #6 – Speciale San Valentino per lui

Nei post del mitico fufu0076 si possono trovare tante ispirazioni anche per noi per renderla felice durante la festa più a rischio carie.

Invitatela a casa o accettate il suo invito. Per rendere la serata speciale può essere d’aiuto iniziare versandole qualcosa da bere assieme.

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In onore di fufu0076 #5 – Speciale San Valentino per lei

Siete indecise su cosa indossare per la più sdolcinata festa dell’anno? Come sembrare più belle? Ancora una volta dai post del mitico fufu0076 si possono trarre ottimi spunti. Come lui ci insegna non serve molto, giusto qualche particolare, per rendere la vostra serata da innamorati indimenticabile.

Fufu0076 predilige una cenetta semplice, impreziosita da un buon vino che voi stesse siete andate a comprare.

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Vuoi veramente sapere chi sono?

Otto ore in aula, corso di formazione aziendale per la valorizzazione delle proprie competenze ed attitudini. Che già detto così è una cosa che mette i brividi.

Si presenta un manichino ingessato dalla mascella quadrata che neppure Ridge Forrester nei tempi migliori. Completo grigio, cravatta verde elettrico e scarpa nera lucida scolpita. Tono e modalità sono una via di mezzo tra un tele predicatore americano che vuole convincerci della venuta di Dio sulla sua astronave luccicante e Joseph Goebbel nel 1939.

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La libreria della memoria

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Ho una libreria, ampia e ordinata. Centinaia di libri, volumi, semplici riviste, tutti ben allineati. Alcuni sono vecchi e dalle pagine ingiallite, alcuni finemente rilegati e in carta patinata, alcuni sono semplici fogli sparsi. Come i libri della mia memoria. Ci sono dei ricordi che ti restano dentro, anche se non lo sai, in qualche scaffale, dove tu li hai confinati. Li hai messi lì per un motivo.

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Le strade del ricordo

A volte ti pare di tornare indietro, di rivivere degli attimi, degli istanti e di risentire dentro tutto quello che sono significati.

Stamattina mi sono ritrovato sulle nostre strade, quelle che ho fatto 1000 volte, 1000 anni fa. Quando ci si vedeva due volte alla settimana, quei giorni lì, e non altri.

Quando venivo io, perché tu stavi in quel paesino e la sera c’era la nebbia. Quando si andava in birreria, e ci si guardava, e la cena era fatta con la le patatine e gli occhi sulle tue tette.

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La foto

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Alzò distrattamente il telefono appoggiato sul lucido tavolo in mogano della sala riunioni.

+33576965542 ti ha inviato un’immagine

E chi è, pensò. Con un gesto meccanico fece scorrere lo schermo verso destra. Le apparve la foto di un ragazzo nudo, sdraiato su un letto disfatto. Chiuse immediatamente il telefono.

Iniziò a guardarsi attorno nervosa. Qualcuno aveva notato qualcosa? Gli altri partecipanti alla riunione continuavano a discutere, ma a lei sembrava che tutti la osservassero con fare malizioso, si sentiva gli occhi di tutti addosso. Le sue guance arrossarono impercettibilmente.

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L’unicorno

Dedicato al cortese Mortellaro a Akira Yoshizawa e a un’antica arte.

Le era seduta di fronte e lo guardava, ma sapeva che in quel momento, per lui, non esisteva. Conosceva i suoi movimenti lenti e attenti, quello sguardo che pareva rapito, il respiro profondo. In quegli istanti stava creando un proprio mondo e ne era risucchiato all’interno, assorbito. Lei aveva imparato a rispettare questi suoi spazi, sapeva che per lui erano un modo per ritrovare la pace dopo le giornate più impegnative e aveva imparato a goderne.

Lo sguardo assorto, rapito dall’estasi. Riconosceva quello sguardo, lo aveva anche quando facevano l’amore, quando davanti al grande specchio della camera da letto lui la possedeva. E lei adorava osservare nello specchio i loro corpi intrecciati, uniti, fusi e vedere nello sguardo di lui quando stava per venire. Quello sguardo la eccitava.

Il respiro di lui si faceva più profondo man mano che procedeva nella sua creazione. Ad ogni passaggio, ad ogni movimento emetteva un sospiro, un mugolio. Lei lo sentiva respirare e poco alla volta i loro respiri prendevano lo stesso ritmo, diventavano un solo fiato.

Osservava i gesti delle sue mani. Con precisione che pareva di un orafo il suo lavoro prendeva forma. Adorava guardare le sue mani. Le dita lunghe e affusolate, le unghie curate, parevano mani femminili. Le pensava mentre la accarezzavano, mentre scorrevano sul suo corpo, mentre la toccavano e la facevano impazzire. Ne fece scivolare lenta una tra le sue gambe immaginando fosse la mano di lui e chiuse gli occhi.

Dopo l’ultima piega lui depose il delicato unicorno di carta che aveva creato sul tavolo e alzò lo sguardo verso di lei, nel medesimo istante, con un ultimo gemito, lei riaprì li riaprì. Si fissarono e si sorrisero.

Il drago, dalla pelle rosso fuoco, mostrava tutta la sua potenza. Le fauci spalancate, le ali pronte a spiccare il volo.

Solo, esile ed elegante il cigno lo fronteggiava. Di un colore bianco immacolato protendeva il suo lungo collo, come a sfidare la bestia.

Le carpe, dolci e placide parevano osservare la scena senza che nulla potesse turbare la loro quiete.

In alto l’unicorno dominava i sogni di tutti.