Gola di velluto – Fine

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Da tempo avevo preparato questo post. La conclusione di un progetto.
Da tanto tempo ho aspettato a pubblicarlo, come il non voler concludere qualcosa che ti ha dato tanto.
14 di voi si sono fidati al punto da confidarmi, magari in segreto o in anonimato, le loro fantasie.
14 di voi mi hanno regalato un loro sogno.
14 storie diverse.

Ho voluto elencarle sotto. A vederle così, tutte assieme, mettono i brividi.
Grazie. E’ stato stupendo.
Manca solo l’ultima storia.


So quello che voglio e non tollererò errori. Ti ho fatto delle richieste ben precise, non accetto sbavature, variazioni ed omissioni. Ho pensato a un copione ben stabilito, cosa dovrai fare e come. Ti ho spiegato i miei gusti e quello che voglio da te. Non ti ho taciuto nulla.

Ti ho specificato l’abbigliamento, fin nei minimi dettagli. Non mi interessa cosa dovrai comprare. Questa è la mia fantasia di cui tu sarai l’attrice.

Ho preteso che mi mandassi una foto del tuo corpo. Solo il corpo, non il viso. Tu sarai solo un corpo, l’oggetto del mio piacere. Non ci saranno baci, sorrisi o parole.

Abbiamo concordato il giorno, l’ora e il prezzo, ma sai bene che se qualcosa non seguirà le regole non avrai nulla.

Suoni alla porta. Apro e ti attendo seduto sul letto. Sento i passi dei tacchi sulle scale, nel corridoio. Sulla porta ti fermi e lentamente fai scivolare via l’impermeabile nero.

Sei come ti volevo, le scarpe, le autoreggenti, l’intimo, al collo il collare di pelle lucida. Sei stata attenta e scrupolosa, hai seguito ogni mio dettame. Sapevo di essermi affidato a una professionista.

Ti accucci a quattro zampe, procedi verso di me. Mi porgi il guinzaglio dorato. Non mi guardi negli occhi, non osi farlo, sai che non devi farlo.

“Ecco la tua cagna, mio padrone.”

“Non ho mai visto una cagna senza coda!”

Prendi lentamente il plug ornato da una morbida coda. Lo inumidisci leccandolo sensuale e lo te lo infili… inizi a leccarmi i piedi. Sali lungo le gambe. Mi sporgo sul bordo del letto in modo che con la lingua tu possa riservare attenzioni alle mie palle e al mio culo.

Mi lecchi l’uccello, con la mano dietro la nuca ti do il tempo.

Con uno strattone del guinzaglio ti costringo ad alzarti. Ti allargo le gambe e inizio ad accarezzarti il clitoride. Sei fradicia, posso sentire il tuo odore, il tuo sapore sulla mia lingua. Ti sento ansimare, gemere, non puoi muoverti lo sai.

Ti passo il vibratore viola.

“Inizia il tuo spettacolo! Vieni per me!”

Con movimenti dapprima lenti, poi sempre più veloci ti masturbi davanti a me. Vedo il cazzo di plastica che entra ed esce da te mentre con l’altra mano continui a torturarti il clitoride.
La tua voce è strozzata, il tuo respiro affannoso. Il vibratore e il plug ti riempiono, si completano, li puoi sentire che sfregano dentro di te, si alternano. Le gambe iniziano a tremarti leggermente, la posizione è sempre più difficile da mantenere, sei scossa da fremiti. Mi piace vederti dover stare in piedi su quei tacchi vertiginosi.

Stai per venire, lo vedo dai tuoi occhi che si velano di piacere. Urli, le tue gambe cedono e cadi tra le mie braccia.

Ti sdraio sul letto.

“Dimmi che vuoi il mio cazzo!”
“Si lo voglio!”
“Chiedimelo, troia! Supplicami!”
“Ti prego, dammi il tuo cazzo. Ora!”

Ti tolgo il plug e mi sdraio sopra di te. Voglio che tu senta il peso del mio corpo schiacciarti, dominarti. Il mio cazzo entra facilmente nel tuo culo già dilatato. Con le mani ti stringo forte i capezzoli, quasi fino a farti male.

Il mio bacino ora da colpi vigorosi, senti i miei coglioni e il mio ventre dietro di te. Gemiamo, le parole si fanno confuse, i respiri pesanti. Vengo dentro di te. Sento il mio sperma che cola tra le tue natiche.

Mi accascio sul letto, sfatto, per un tempo indefinito.

Mi alzo, non ti guardo.

“Prendi i tuoi soldi e vattene”. Raccogli le banconote dal comodino mentre salgo le scale e mi getto sotto la doccia. Lascio che l’acqua mi scrosci addosso.

Dopo poco entri nel bagno, ci guardiamo profondamente negli occhi. Ci amiamo. Lento ti accarezzo le spalle.

“Lascia che ti insaponi la schiena amore!”

Riflettendo un po’.. – Gola di velluto #1
La cicatrice – Gola di velluto #2
The hole – Gola di velluto #3
La prima volta non è mai perfetta – Gola di velluto #4
Olive taggiasche – Gola di velluto #5
Da bambino ero molto sensibile – Gola di velluto #6
Sconosciuti – Gola di velluto #7
Sulla panchina – Gola di velluto #8
Non lo ero – Gola di velluto #9
Buon anniversario – Gola di velluto #10
Dal preside – Gola di velluto #11
Lei – Gola di velluto #12
La Festa – Gola di velluto #13
Intercity notte – Gola di velluto #14

Buon anniversario – Gola di velluto #10

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Una blogger o un blogger mi ha inviato tramite il form questa sua storia / fantasia.


Sto preparando la cena per il nostro anniversario, qualcosa di veloce e stuzzicante prima di andare al cinema. È passato tanto tempo dall’ultima volta che abbiamo fatto qualcosa insieme, sei sempre in viaggio o perso in riunioni ed è diventato difficile riuscire a vederci. Per questo abbiamo pianificato la serata con largo anticipo.

Sento sbattere la porta d’ingresso, ti arrivo alle spalle, mi appoggio alla tua schiena, infilo le mani dentro i pantaloni e ti accarezzo. Sei al telefono, mi fai un gesto brusco di rifiuto e continui a parlare.

Torno in cucina con un sospiro di delusione e dopo poco arrivi, spettinato, la cravatta allentata sul collo della camicia stazzonata, uno sguardo perplesso negli occhi che diventa un lampo di contrizione quando ti ricordi del nostro impegno.

Inizi a balbettare una serie di scuse su di una conference call, che ti terrà impegnato per buona parte della serata con un interlocutore oltreoceano.

Deglutisco con calma, spengo il fuoco sotto la pentola, slaccio il grembiule e lo piego con cura appoggiandolo sulla sedia.

Mi piazzo davanti a te, sollevo le mani dietro la schiena per tirare giù la lampo del vestito che scivola in un mucchietto fluido ai miei piedi. Slaccio il reggiseno, lo lascio cadere a terra, poi sfilo il perizoma di pizzo, lo piego a triangolo e te lo infilo nel taschino della giacca.

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Il mio pisello “stregato” – #zozzolerci

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Da tanto, troppo tempo, non vi parlo del mio pisello. Da quando il progetto #zozzolerci ha trovato la sua conclusione o forse la sua giusta evoluzione, il mio pisello non è più apparso su questa pagine.

Ma in questo periodo ha ritrovato nuovo smalto e la voglia di apparire nuovamente su questo blog.

Si sta preparando per la grande festa delle streghe, Halloween, e giustamente, per non fare brutta figura, dovrà indossare la maschera migliore.

Ne ha provate ben quattro, da mummia, da vampiro, da mostro di Frankenstein e da classico Jack o’ lantern. A causa del suo spiccato narcisismo non sa scegliere quale sia l’outfit (solo per mettere una parola che fa fiko) migliore per questa importante occasione mondana, visto che si sente molto bello con tutti e quattro.

Ancora una volta quindi si rivolge fiducioso a voi per avere consiglio e commenti.

Eccolo dunque il nuovo set di stickers per la nota app di messaggistica telegram firmati da Alidivelluto dedicato alla festa di ognissanti.

Voi che custodite gelosamente nel vostro smart phone il mio pisello o tutti quelli che ancora non lo hanno, non perdete l’occasione di sfoggiarlo la notte più “mostruosa” dell’an(n)o.

Per farlo basterà cliccare qui (o sull’immagine all’inizio del post) dal vostro smart phone con telegram e poi su “aggiungi stickers” o andate direttamente all’indirizzo:

https://telegram.me/addstickers/aliween

Grazie a tutti quelli/e che lo scaricheranno e lo condivideranno con parenti e amici.

Donati un Halloween indimenticabile in compagnia del mio pisello!

P.S.
Per quelli che ancora non hanno il mio pisello sul proprio cellulare (e spero siano davvero pochi) ora potete ovviare a questa mancanza cliccando qui direttamente dal vostro smart phone con telegram e poi su “aggiungi stickers” o andate all’indirizzo:

https://telegram.me/addstickers/Alidivelluto

Sconosciuti – Gola di velluto #7

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Una blogger, che preferisce rimanere anonima, mi ha inviato questa sua storia / fantasia.


Non so niente di te, e non voglio sapere niente, so solo che da quando ti sento al telefono mi provochi un ‘eccitazione incontenibile, che se penso al nostro incontro ti voglio nuda, e mia.
Voglio averti.
Al buio nella tua stanza alle 17.
Io e te sconosciuti.

Rimasi a fissare quella mail per qualche minuto, la rilessi e la rilessi ancora. E più la leggevo, più nella mia testa era la sua voce a pronunciare quelle parole.
Dallo stupore (un pazzo?) passai allo sdegno (come si permetteva), per passare al pensiero di un contratto sfumato e la rabbia per il tempo perso (vaffanculo stronzo!) poi esplosi in una risata (era uno scherzo?) e infine, in maniera del tutto inaspettata, mi ritrovai eccitata.
Quella morsa intensa al basso ventre, e alla bocca dello stomaco, il sesso che si contraeva, un brivido lungo la schiena e la sensazione che gli slip fossero intrisi di desiderio.
Echeggiava la sua voce nella mia testa, non più dati e termini tecnici, ma le parole di quella assurda mail.

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Da bambino ero molto sensibile – Gola di velluto #6

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Per troppo tempo i racconti che mi avete inviato sono rimasti chiusi nelle mie mail. Come già vi dicevo a luglio, me ne scuso, ma ora si ricomincia!

Un blogger, che preferisce rimanere anonimo, mi ha inviato questa sua storia / fantasia.
Piccoli refusi presenti nel testo sono stati da me volontariamente lasciati.

Già quando ero piccolo mostravo dei caratteri che poi si sarebbero resi più evidenti crescendo. Ricordo che non socializzavo bene con gli altri bambini, infatti mi divertivo di più da solo. I miei non capviano perché mi comportassi così oppure non volevano capire.
Sta di fatto che per me l’infanzia è stata sempre molto turbolenta, incasinatissima, un periodo veramente brutto!

Non riuscivo a integrarmi, non mi sono mai integrato. Così quando è arrivato il momento di scegliere ho pensato che la mia strada poteva essere quella del convento. Lì ho conoscuito i momenti più belli della mia vita.

Chiuso nello studio e nell silenzio, tra persone per bene, con gli stessi interessi miei…… Ero finalmente LIBERO!! LIBERO di esprimere quello che mi piaceva e di essere come ero, perché tutti i miei amici là dentro erano come me. Onon mi dicevano nulla se non ero come loro. D’altronde si sa, scaglia la prima pietra chi è senza peccato!

Il primo anno di studio è stato veramente bellissimo! Le lezzioni erano tutte belle ed ilavori tanto e quindi non avevo tempo per distrarmi. Poi però, al seoncdo anno, è successo il problema…..

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La via del drago (in collaborazione con La Mela sBacata)

A volte si incontrano della persone speciali delle quali leggere i post è sempre un piacere. Per come scrivono, per quello che sanno trasmettere e donarci. Mela è forse forse il miglior esempio di tutto ciò. Da qui nasce da parte mia la voglia di questa collaborazione… e lei ha saputo ancora una volta stupirmi facendomi un regalo davvero speciale, questa sua storia. Il mio unico contributo è stato quello di provare a disegnare le atmosfere che ha creato. Grazie per questo bellissimo dono.

Finì di agganciare il reggicalze e voltò la testa verso il grande specchio a parete, per controllare che la riga delle calze di seta nera fosse diritta.

Con un sussulto di dolore palpò il contorno dell’occhio, tanto bluastro che neppure il trucco pesante riusciva a celarlo completamente.
Quella sera avrebbe dovuto indossare il cappellino con la veletta, per poter cantare al jazz club e intrattenere i coraggiosi marines in partenza per l’Europa.

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Nozze d’argento – in collaborazione con Orso Romeo

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Tempo fa Orso Romeo mi inviò questo meraviglioso racconto, ispirato da questo mio disegno. La sfida nasceva dal provare a scrivere qualcosa riguardo all'”altra metà del cielo”. Un periodo incasinato ha fatto si che questo testo rimanesse troppo tempo nella mia mail. E’ tempo di donarlo a voi come lui l’ha donato a me. Un immenso grazie a Romeo!

Avevano venticinque anni quando hanno deciso di sposarsi. Lei stava terminando l’università, lui aveva appena trovato un lavoro. Non c’era nessun figlio in arrivo, era la passione che decideva. Avrebbero potuto fare un update al kamasutra, erano come il cubo di Rubik, capaci di scombinare i propri colori, senza avere la minima idea di come rimetterli a posto, ma in un battito di ciglia i colori tornavano in ordine sulle sei facce del cubo.

Se i contrari si escludono a vicenda, gli opposti invece si generano e si rigenerano, e loro erano così, avevano bisogno l’uno dell’altro per esistere. Se le narici e le sue orecchie avessero avuto l’apertura della sua vagina, lei avrebbe permesso al suo cazzo di penetrare anche quegli orifizi. E in quelle scopate, sette giorni su sette, capivano che insieme erano una cosa sola.

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La prima volta non è mai perfetta – Gola di velluto #4

Una blogger o un blogger mi ha inviato tramite il form questa sua storia / fantasia.

Oramai sono mesi che la notte sogno Lui. All’inizio non capivo, i sogni erano impregnati di cose e di fatti che confondevano un po’ le acque. Poi il suo corteggiamento è diventato un po’ più esplicito, anche se sempre estremamente galante e vagamente distaccato, e i sogni di conseguenza sono diventati meno sibillini.

Lui è così comprensivo, intelligente, dolce, rilassante… Sarebbe tutto perfetto se non fosse che è sposato, ha 15 anni in più di me ed è il mio diretto superiore, uomo molto noto, stimato e rispettato mentre io… Beh, io sono io.

Cedere alle sue lusinghe sarebbe davvero sbagliato, un errore clamoroso. Se si venisse a sapere io sarei etichettata come troia arrivista e per la vergogna dovrei dare le dimissioni.
Eppure, giorno dopo giorno, sento crescere l’attrazione e l’affetto, nonostante cerchi di frenarmi in tutti i modi.

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Scopandomi te – in collaborazione con Nyno

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Nuova puntata della collaborazione tra Nyno e me. Ancora una volta è stato lui a dover mettere la sua fantasia al servizio di un mio disegno. Buona lettura.

Ti ho notato mentre bevevo un caffè, ti ho lasciato andare, ma ti ho violentato gli occhi, ho stuprato la tua mente, ho accarezzato il tuo orgasmo, le tue labbra piangevano saliva, godevi come si gode, una puttana che dispone di passioni che poi non racconterà, per il troppo piacere.

Tutto questo in un solo sguardo, sei andata via, i nostri occhi si sono incrociati per pochi attimi, quei pochi attimi che danno il suicidio a quei pensieri che la mente costantemente fa.

Sono le 23 è la penultima corsa, il bus è come il treno, non passa sempre. Ti vedo, sei in piedi che ti tieni, non ti piace sederti, non ti piace sporcarti, non ti piace quello che tutti usano, a te piace farti usare.

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Ti chiedo di godere – in collaborazione con Nyno

Masturbazione

Ancora una volta Nyno mi regala un suo scritto. Grazie.

Non ho compreso il motivo, non ho bisogno di andare a cercare logiche che poi alla fine mi danno noia, sono strano e ho sempre bisogno, bisogno di te.
Ti fai trovare nuda a letto, con le gambe aperte. Sei bella, sei bellissima, sei una delle più belle, sei la mia puttana. Prima di avvicinarmi a te, sposto la tenda che da noia alla finestra, non si riesce ad aprire completamente.

Due candele sopra al comodino, si vogliono spegnere, ma aspettano, l’orgasmo piace a tutti. Ti ho portato un regalo, lo scarto dalla scatola e lo tiro fuori.

Ti ho comprato un vibratore.

Lo tieni in mano, lo metti in funzione, vibra. Vicino al tuo letto, hai messo una sedia, come ti ho chiesto, sono esigente, su certe cose, non transigo. Voglio che tu cominci questo spettacolo. Delicatamente lo posi sul clitoride e cominci a stimolarlo.

Il tuo viso cambia espressione, tu cambi mondo, cambi situazione. Parlo a voce bassa e, ti eccita, ti ho chiesto se, quello che adesso ti sta penetrando è il mio pene e tu mi hai detto di no, mi hai detto che di quel tipo che tutte le vote che ti guarda ti fa bagnare, ti fa eccitare come una porca.

Te lo vorresti scopare, lo vorresti dentro di te, dentro la tua vagina calda e consumata. Ti chiedo di quanti peni hai bisogno, quanti ne vuoi. Sorridendo e guardandomi mi dici che quattro possono bastare e finisci la frase dicendo che io sono il tuo cornuto.

Il mio sesso è duro, mi piacerebbe vederti mentre ti fai penetrare la bocca, da ogni spettatore, da ogni perverso attore, da ogni perversa compulsione che adesso mi fa battere forte il cuore.

Godi, ogni volta che ti parlo di altri uomini, tu godi, godi senza limite. Ti chiedo di godere per me, ti chiedo di mettere l’oggetto dentro l’ano e con l’altra mano di accarezzarti il clitoride.

Lo fai subito, penetri il tuo ano, lo penetri con fermezza, lo penetri chiudendo gli occhi e, spingendo sempre di più, lo muovi lentamente come se fosse un pene dotato. Ad un certo punto, non ti sento più respirare, ti vedo tremare, ti vedo stringere le gambe, poi, ti sento ritornare, ti sento respirare forte, ti sento stringere il tuo seno, io ti guardo, io sorrido e, ti dico che sei brava, sei stata bravissima.

Ti bacio e mi ringrazi, mi ringrazi di esistere, mi ami, mi desideri, adori anche la parte più sporca di me. Chiudi le gambe.

Chiudo la finestra, spengo le candele, mi spoglio, stringo il tuo corpo caldo, stringo il tuo corpo eccitato. La mia puttana è stata bravissima.