Ciottoli

corre

Cammino sulla spiaggia a piedi nudi, le onde mi lambiscono le caviglie. Osservo i piccoli ciottoli colorati del bagnasciuga. Alcuni solleticano, pungono, talvolta fanno male. So cosa sto cercando, ho uno sguardo allenato, lo facevo da bambino, lo faccio ancora.

Una pietra piatta, tonda, levigata. La raccolgo e la giro tra le mani, la accarezzo, la soppeso. Osservo le onde, la loro cadenza, il loro rumore, sento il loro profumo. Una si è appena infranta, inizia a ritirarsi lasciando solo morbida spuma bianca. La furia che diventa una carezza. Un’altra si forma più lontana, la posso vedere, so che arriverà, che si infrangerà con impeto, ma c’è ancora tempo. Il mare è piatto, liscio in quei pochi istanti sospesi.

Un rapido movimento del polso e scaglio la pietra lontano. Ruota veloce, tocca la superficie dell’acqua, ma non si arrende, non vuole inabissarsi, rimbalza, rimbalza, rimbalza. Mi piace contare i salti che fa, come da bambino, anche se ora ho il viso più duro, quando la vedo saltare sorrido.

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