Sconosciuti – Gola di velluto #7

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Una blogger, che preferisce rimanere anonima, mi ha inviato questa sua storia / fantasia.


Non so niente di te, e non voglio sapere niente, so solo che da quando ti sento al telefono mi provochi un ‘eccitazione incontenibile, che se penso al nostro incontro ti voglio nuda, e mia.
Voglio averti.
Al buio nella tua stanza alle 17.
Io e te sconosciuti.

Rimasi a fissare quella mail per qualche minuto, la rilessi e la rilessi ancora. E più la leggevo, più nella mia testa era la sua voce a pronunciare quelle parole.
Dallo stupore (un pazzo?) passai allo sdegno (come si permetteva), per passare al pensiero di un contratto sfumato e la rabbia per il tempo perso (vaffanculo stronzo!) poi esplosi in una risata (era uno scherzo?) e infine, in maniera del tutto inaspettata, mi ritrovai eccitata.
Quella morsa intensa al basso ventre, e alla bocca dello stomaco, il sesso che si contraeva, un brivido lungo la schiena e la sensazione che gli slip fossero intrisi di desiderio.
Echeggiava la sua voce nella mia testa, non più dati e termini tecnici, ma le parole di quella assurda mail.

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La via del drago (in collaborazione con La Mela sBacata)

A volte si incontrano della persone speciali delle quali leggere i post è sempre un piacere. Per come scrivono, per quello che sanno trasmettere e donarci. Mela è forse forse il miglior esempio di tutto ciò. Da qui nasce da parte mia la voglia di questa collaborazione… e lei ha saputo ancora una volta stupirmi facendomi un regalo davvero speciale, questa sua storia. Il mio unico contributo è stato quello di provare a disegnare le atmosfere che ha creato. Grazie per questo bellissimo dono.

Finì di agganciare il reggicalze e voltò la testa verso il grande specchio a parete, per controllare che la riga delle calze di seta nera fosse diritta.

Con un sussulto di dolore palpò il contorno dell’occhio, tanto bluastro che neppure il trucco pesante riusciva a celarlo completamente.
Quella sera avrebbe dovuto indossare il cappellino con la veletta, per poter cantare al jazz club e intrattenere i coraggiosi marines in partenza per l’Europa.

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Olive taggiasche – Gola di velluto #5

Lemniar mi ha inviato questa sua bellissima storia / fantasia, quasi a voler completare questo suo post.

Suo cugino mi manda a cercare delle olive taggiasche nella dispensa che non ho idea di dove sia. Ho i nervi a fior di pelle perché mi ha portata a casa dei suoi cugini e io non conosco bene nessuno.

Abbiamo discusso tanto durante tutta la settimana senza mai riuscire a scaricare la tensione. Ho poi l’idea fissa che Lui legga il mio quaderno, ma non ho le prove e questo non fa che accrescere la mia agitazione.

La dispensa è appena oltre la porta d’ingresso.
La luce con cui mi metto a cercare è quella che proviene dal resto della casa, alzo le mani per prendere il vaso di vetro e una mano, la sua, mi spinge a fare un passo in avanti verso lo scaffale.

La porta si chiude.

Buio.

Sento il suo profumo, provo a girarmi abbassando le braccia, ma le sue mani risalgono verso i miei gomiti, mi fa appendere al bordo di un ripiano, le labbra raggiungono il mio collo.

Rimango razionale solo per pochi secondi, il tempo che ci vuole per inumidirmi il collo e il sesso e poi smetto di pensare.

Mi piace quando non si rade.

Sbottona la camicia solo fino a sotto il seno e abbassa il pizzo del reggiseno per pizzicarmi i capezzoli mentre continua ad arrossarmi il collo con la barba. Mi dice di non fiatare e che sarà solo il primo round, ma io aspetto solo che mi sbottoni i pantaloni e che con la mano mi entri nelle mutande. E lo fa, e anche se le dita sono fredde, gliele scaldo in fretta e inarcando la schiena aspetto che mi accarezzi, che muova le dita come sa: in su, in giù, in circolo e che si faccia strada dentro di me.

Mi accorgo di aspettare da una settimana questo momento e questo piacere che arriva rapido io, non sono in grado di soffocarlo.

La sua mano si allontana da me, mi giro, ci baciamo mentre io abbottono i pantaloni e lui sistema reggiseno e camicia. Lui apre la porta e la luce che entra gli fa dire sorridendo che sono spettinata.

Le olive dalla dispensa le porta via Lui.

Se volete mandarmi la vostra storia o la vostra fantasia vi ricordo che potete farlo scrivendomi una mail a alidivellutoblu@yahoo.it o, in modo assolutamente anonimo, tramite questo form.

Lo zerbino – in collaborazione con Orso Romeo

Qualche tempo fa Orso Romeo mi ha chiesto se riuscissi a fare un disegno per un racconto che aveva in mente. Così nasce questa collaborazione e questa bellissima storia che ha voluto regalare al mio blog. Una sola parola: Grazie!

Ed ecco che arriva il mercoledì. E il mercoledì si scopa, nel solito hotel a due stelle, in una delle zone più brutte di Roma. E il gioco è sempre lo stesso. Scopare travestiti da Batman e Robin. Sono due anni che il mercoledì è il giorno dell’appuntamento fisso. Batman paga l’albergo e decide il gioco. Lui è quello più voglioso, quello che aspetta il mercoledì con lo stesso fermento di un bambino che vuole scartare i regali di Natale. A volte è talmente famelico di sesso, che non appena Davide indossa il vestito di Robin, gli salta addosso. E in un attimo lo sbatte sul letto, a faccia in giù, gli abbassa i pantaloni e comincia a scoparlo, come un cane in calore, senza sentimenti, il cui unico obiettivo è svuotare le palle. Robin urla, si dimena, tra il piacere e il dolore, ma per il suo Batman farebbe qualsiasi cosa, anche dargli un polmone se avesse difficoltà a respirare. Quando incontri un uomo che ti entra nella mente, nel cuore e nel culo in quel modo, non riesci a farne a meno. Non riesci più a pensare di poter vivere senza di lui. Non riesci più a essere lucido, perché è lui, solo lui, che rende viva la tua giornata. Anche se è una sola giornata: il mercoledì. Anche se nel profondo sa che non potrà mai esserci un futuro tra di loro, perché saranno sempre e solo due supereroi nascosti in un hotel a due stelle, senza wi-fi, fra una moquette macchiata e un bagno incrostato.

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Scopandomi te – in collaborazione con Nyno

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Nuova puntata della collaborazione tra Nyno e me. Ancora una volta è stato lui a dover mettere la sua fantasia al servizio di un mio disegno. Buona lettura.

Ti ho notato mentre bevevo un caffè, ti ho lasciato andare, ma ti ho violentato gli occhi, ho stuprato la tua mente, ho accarezzato il tuo orgasmo, le tue labbra piangevano saliva, godevi come si gode, una puttana che dispone di passioni che poi non racconterà, per il troppo piacere.

Tutto questo in un solo sguardo, sei andata via, i nostri occhi si sono incrociati per pochi attimi, quei pochi attimi che danno il suicidio a quei pensieri che la mente costantemente fa.

Sono le 23 è la penultima corsa, il bus è come il treno, non passa sempre. Ti vedo, sei in piedi che ti tieni, non ti piace sederti, non ti piace sporcarti, non ti piace quello che tutti usano, a te piace farti usare.

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Gola di velluto – preview

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Grazie a tutti! Questa è la prima cosa e la più importante.

Vi ricordate che lunedì vi ho parlato della nuova rubrica che vorrei lanciare pubblicando fantasie, confessioni o storie di altri blogger, in modo del tutto anonimo?

Volevo ringraziare tutti voi per l’entusiasmo e l’affetto che mi avete dimostrato, per l’incoraggiamento, la simpatia e il supporto.

A tutti quelli che mi hanno promesso un post e a quelli che si sono offerti come lettori.

Grazie a tutti o tutte quelli che coraggiosamente mi hanno mandato per primi i loro post! Anche se alcuni non so chi siano… grazie!

Tutto questo può funzionare solo per merito vostro!

Un grazie particolare a Mela per il bel nome che mi ha suggerito, davvero un tocco di classe.

Appuntamento per tutti a lunedì per la prima puntata!

Se volete mandarmi la vostra storia o la vostra fantasia vi ricordo che potete farlo scrivendomi una mail a alidivellutoblu@yahoo.it o, in modo assolutamente anonimo, tramite questo form.

Dai che partiamo!

Arte e figa

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E’ una bella osteria, piatti “rustici”, sapori ancora autentici, il dolcetto di quelli che lasciano il segno sulla brocca, niente roba da fighetti sofisticati. Accanto due vecchietti chiacchierano e giocano a scopa, di litri di dolcetto alla fine della cena ne avranno bevuti più di noi. Dividiamo il tavolo con una coppia di stranieri che si guarda attorno con sguardo meravigliato.

Andiamo a mangiare qui? Che te ne pare? No, li ci vanno solo più i vecchi! Ti porto io a mangiare in un bel posto, me lo avevi detto e lo è davvero.

Polpo alla piastra e agnello al forno, profumi e sapori che sanno inebriare.

Sono uscito di casa baciandoti teneramente. Alla fine dopo tanto organizzare, infiniti rinvii e mille messaggi, vorrei che venissi anche tu. Sai che alla fine mi piace averti accanto sempre.

Mentre mangiamo ovviamente iniziamo a disegnare. Sono avido di informazioni, desideroso di imparare. Tu disegni e dipingi da sempre, le tue sono le uniche tele che ho appeso in casa. Osservo meravigliato le tue mani, mentre su un dannato tovagliolino di carta trasformano semplici linee, cerchi, quadrati in volti, labbra, pezzi di corpi, animali.

Parliamo di Banksy e di Manara, di ex colleghi e di scopate in ufficio. Di quelle fatte e di quelle solo pensate. Di futuristi e dei colori base, che questi li devi proprio comprare, perché sono la base degli acquerelli. Di Paratissima, di Berlino e di gallerie. Di quella storia “di ufficio”, come la chiami tu.

No, non ci siamo mai più visti, ci scopavo da dio, ma alla fine non si può solo scopare! 

Siamo seduti per terra, block notes sulle ginocchia. Disegno, mi correggi, prova così, se no viene per forza una merda! Le bottiglie di birra vuote attorno. Poligoni, mani, piedi, draghi, culi e fighe.

Parliamo di viaggi, di quelli fatti e quelli che ancora vorremmo fare. Dell’India e del Giappone. Lo schizzo del mio samurai sguaina la katana davanti alla tua sensuale donna in Sari.

Disegnare, amare, scopare. Cose che accendono passioni e fantasie. Mi fanno restare sveglio di notte, mi rapiscono, mi completano. Mi innamoro sempre delle mie donne sui miei fogli.

Rientro a casa, lentamente, per non svegliarti. Ti osservo mentre dormi, una mano dalla mia parte del letto, voglio credere che mi stessi cercando, i tuoi piedi, la linea del tuo sedere. Delicato ti bacio sulla fronte. Mi innamoro di te tutte le volte che ti vedo.

Ho bisogno di voi!

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Vorrei il vostro contributo e parere su una nuova rubrica che mi piacerebbe lanciare.
L’idea è quella di pubblicare fantasie, confessioni o storie di altri blogger, in modo del tutto anonimo (a meno che l’autore non desideri che il suo nick appaia).
Non è importante che siano storie reali, di vita vissuta o solo fantasie, anzi credo che questa ambiguità renda la cosa anche più divertente.
Queste verranno pubblicate sul mio blog senza che io formuli giudizi o prenda posizione.
Se non me ne indicherete una voi sceglierò una foto o un mio disegno come accompagnamento al post.
Nei commenti poi si potrà liberamente discutere: l’autore stesso potrà intervenire senza che si sappia che è lui.
Perchè tutto ciò?
Con gli #zozzolerci ho visto che ad alcuni piacerebbe scrivere di questi argomenti, ma magari non desidera farlo sul proprio blog.
Mi piacerebbe poter creare uno spazio dove si possa discutere di sesso liberamente, senza tabù e preconcetti.
Mi aiutate in questo nostro progetto?  Si nostro perché ovviamente i protagonisti sarete solo voi.
Io ho creato un form con cui mandarmi i contributi in modo assolutamente anonimo o potete scrivermi per email a alidivellutoblu@yahoo.it
Dunque cosa ne pensate? Come chiamiamo la rubrica? Partiamo?

Leccatevi – in collaborazione con Nyno

Quando ho inviato questo disegno a Nyno avevo immaginato una situazione completamente diversa da quanto lui  ha scritto. Ma qui risiede il fascino dei disegni e delle collaborazioni. Ognuno ci “vede” quello che vuole, che desidera e in base a ciò lo interpreta.

Ti immobilizzo su una sedia, ho aperto la porta prima, mi guardi, ti ci porto a morire con me, te l’ho promesso.

Sorridi, ma non sai cosa ti ho preparato.

Faccio entrare un’altra donna, tu non la conosci. Si presenta, vestita bene, elegante, piena di profumi vari, ti guarda e sorride.

Tu non capisci cosa sta per accadere. Con il nastro adesivo ti chiudo la bocca. Lei si avvicina a me, comincio a spogliarla, lentamente.

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Ci stiamo scopando la vita – in collaborazione con Nyno

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Altro appuntamento con la collaborazione tra Nyno e me. Sono stato io a creare il disegno leggendo le parole del racconto di Nyno. 

Al buio, io e te, regaliamo cibo ai nostri corpi usati e rovinati.

La stanza è piccola e dentro ci si può trovare, un letto, una scrivania e l’armadio. Dipendo dai tuoi respiri caldi che trovano sempre spazio dentro le mie masturbazioni notturne. Finiamo a letto, io sotto e tu sopra, stai sopra di me.

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